Domenica, 17 Ottobre 2021
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Vittorio Sgarbi: "La festa della donna è ridicola"

Il critico d'arte spara a zero sulla ricorrenza femminile, rivendicando invece la maternità come un valore indissolubile

"La festa della donna mi sembra una delle più grandi puttanate mai state concepite nella storia dell'uomo", così Vittorio Sgarbi ai microfoni di Radio Cusano Campus, ospite del programma ECG, spara a zero sulla ricorrenza. 

"E' ridicola, patetica, finta, fasulla - continua - E' una festa che non serve a nulla, cosa deve festeggiare la donna? Che ha comunque raggiunto una posizione più forti di prima? Il fatto è che la donna è più forte dell'uomo da sempre, poi si è liberata dalla condizione domestica in cui l'uomo l'aveva tenuta per manifesta considerazione della sua forza, cercando di contenerla, poi da quando si è liberata, negli anni '60, l'uomo è stato messo sotto. Non si capisce cosa si festeggi, occorrerà fare la festa dell'uomo semmai, non della donna. E' l'uomo il sesso debole".

Il discorso di Sgarbi poi si sposta sulla maternità, ultimamente "bistrattata" nel nome di quei diritti omosessuali che il critico d'arte non condivide: "Nessuna donna reagisce a questa insensata buffonata dei due padri, con la madre che viene buttata via, usata e pagata come una puttana, e le si prende un bambino strappandolo dal ventre. Le donne non hanno reagito a questa cosa. I rapporti omosessuali sono una cosa, ma non si capisce perché un bambino dev'essere costretto, obbligato dalla legge, a non avere una madre. L'unica battaglia che le donne dovrebbero fare l'otto marzo è per restituire i bambini alle madri e impedire che la violenza inaudita del denaro faccia sì che le donne siano prostitute non soltanto per dare piacere ma anche per dare un figlio tenuto per nove mesi nella pancia. Per questo le donne dovrebbero muoversi".

Parole forti, più o meno condivisibili, ma cariche di significato, che dovrebbero far riflettere a maggior ragione in una ricorrenza simile. "L'unica cosa che devono fare le donne è rivendicare la maternità come un valore indissolubile, un valore che non può e non deve essere messo in discussione - conclude Sgarbi - Si tratta di una festa finta, faziosa, costruita sulla retorica dei diritti che non ci sono. Una donna che difende la donna difende le madri e i figli nel loro diritto ad avere le madri. Questo non viene fatto perché la festa delle donne è una festa fasulla, costruita sul nulla".

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