Mercoledì, 14 Aprile 2021

L'ombra del cancro su Vittoria Puccini: "Farò degli esami"

L'attrice si sottoporrà a una serie di esami diagnostici per scongiurare la possibilità di ammalarsi di cancro come sua madre, morta per una forma aggressiva di tumore che potrebbe essere ereditario: "La scienza ci dà la prevenzione: prenderlo in tempo è l’arma che abbiamo" ha detto a 'Vanity Fair'

Sua madre Laura è morta il 2 settembre 2011, a 59 anni, quando lei era già una donna adulta e a sua volta mamma di una bimba, e nonostante da allora il tempo sia trascorso col passo cadenzato della frenesia dei giorni, "non ti ci puoi abituare" dice Vittoria Puccini, un evento del genere, la routine non lo falcia via, perché un po' figlie, alla fine, si resta sempre, nonostante tutto.

È nel corso di un'intervista a Vanity Fair che l'attrice ha raccontato quel dolore che si rinnova ad ogni pensiero, quando la mente ripercorre i giorni in cui un cancro al seno si è portato la persona più importante e che adesso aleggia su di lei come spettro da sconfiggere a causa della sua probabile familiarità.

"Già allora una dottoressa amica me lo disse: fai le analisi, perché hai altri casi nell’asse ereditario, ed è aggressivo. Ma io avevo altro di cui preoccuparmi: andare avanti" ha spiegato l'attrice fiorentina che ha attribuito alla sua agente, per lei una seconda mamma, Graziella Bonacchi, il merito di averla sostenuta in un periodo che pareva insuperabile. 

Poi arrivò la storia di Angelina Jolie che nel maggio 2013 rimbalzò sui media di tutto il mondo per la scelta di sottoporsi alla mastectomia e scongiurare una volta per tutte la probabilità di ammalarsi di tumore come sua madre e sua zia. Un "racconto pulito e generoso" il suo, che in lei ha scosso un coraggio sepolto da strati di paura ("Dove i più si erano sempre arrampicati in perifrasi come 'male oscuro', 'malattia incurabile', lei trovava il coraggio di chiamarlo per nome, uno solo, il suo: 'cancro'. E parlandone pubblicamente, consegnandolo all’umanità, lo rendeva già più chiaro e curabile").

Ma è stata l'ennesima tragedia a farle decidere di fare tutti gli esami necessari per prevenire il male, la morte di quella 'mamma Graziella' avvenuta fatalmente per lo stesso dannato motivo.

"La scienza ci dà la prevenzione: prenderlo in tempo è l’arma che abbiamo" ha aggiunto: "Una sera ne parlo con il mio compagno (il direttore della fotografia Fabrizio Lucci, ndr): dovrei fare degli esami, forse, ma mi spaventano. “Falli, perché vinci comunque: se sono negativi, tirando un sospiro di sollievo, ma anche se sono positivi, perché sapresti, e solo sapendo ci si salva”. 

"Sapendo ci si salva": un messaggio chiaro che forte risuona nelle coscienze delle donne che tanto, alla fine, vincono, possono farlo. 


 

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