Sabato, 15 Maggio 2021

Percorre 2mila chilometri per salvare cani destinati al macello

Yang Xiaoyun ha percorso un lungo viaggio e speso un'ingente somma per liberare qualche cucciolo dal cosiddetto "festival della carne di cane" cinese che ogni anno massacra migliaia di animali destinati alla gastronomia del paese

Ha viaggiato per circa 2mila chilometri e sborsato circa 1.100 dollari per mettere in salvo 100 cani destinati ad essere mangiati: Yang Xiaoyun, ex insegnante 65enne residente nella cittadina di Tianjin, in Cina, è diventata un'eroina della rete dopo essersi recata allo 'Yulin dog meat festival' - ovvero, il 'festival della carne di cane' - per salvare gli animali che ogni anno, in occasione del solstizio d'estate, vengono massacrati per essere ridotti a pietanze commestibili. 

Non è la prima volta che Xiaoyun si reca a Yulin per protestare contro questa tremenda manifestazione dove - secondo Animal Asia Foundation, un’associazione animalista con base a Hong Kong - la maggior parte degli animali viene rapita, maltrattata, rinchiusa in piccole gabbie e avvelenata o picchiata a morte per poi essere destinata all'alimentazione di chi "apprezza" la loro carne.

Sulla piattaforma di petizioni on-line change.org è stata avviata una campagna per chiedere alla Cina di fermare il festival e anche personaggi famosi come la celebre modella Gisele Bundchen e l'attore comico britannico Ricky Gervais si sono esposti in prima persona per fermare questa tradizione. 

Secondo antiche credenze, la carne di cane riduce il calore interno del corpo, aiuta la circolazione del sangue, protegge dai virus e rinforza la virilità e questa tradizione è seguita anche in altre province, come Guangdong, Jiangxi, Yunnan e Hubei dove il rito trova la feroce opposizione degli animalisti che però, tuttavia, ancora poco possono contro un evento catalizzatore di turisti e clientela nei ristoranti specializzati che nel 2009 hanno anche istituito un premio per il miglior piatto di carne di cane.

L’agenzia statale Xinhua, voce ufficiale di Pechino, quest’anno ha riferito delle numerose contestazioni all'evento citando i risultati di un sondaggio online in base al quale l’87 per cento dei cinesi è contrario al massacro e dichiarando che il fronte animalista cinese si sta rafforzando sempre di più con l'aumento delle famiglie che scelgono di avere cani e gatti come animali di compagnia. 

Tuttavia, a Pechino ogni movimento popolare organizzato è visto come un attacco alla stabilità politica, motivo per il quale il gesto dimostrativo di Yang Xiaoyun ha avuto ancora più risalto in un ambiente in cui tradizioni disumane sono drammaticamente radicate nella cultura del popolo. 

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