Lunedì, 2 Agosto 2021
ECONOMIA

Nel 2018 addio alle chiamate selvagge: cosa prevede la nuova legge sul telemarketing

Prefissi riconoscibili per i call center e nuove armi contro le telefonate moleste: cosa cambia con il provvedimento approvato in Senato

Immagine d'archivio

Tra non molto basterà dare un’occhiata al prefisso telefonico per capire se si tratta o meno di una chiamata commerciale. Nei giorni scorsi è stata infatti approvata la legge sul telemarketing aggressivo (o selvaggio, che dir si voglia), provvedimento che secondo gli esperti dovrebbe segnare un punto di svolta in questo tipo di pratiche da molti definite scorrette. Il testo prevede tra le altre cose la presenza di un prefisso riconoscibile per tutte le società di call center.

In realtà i prefissi saranno due: uno per le chiamate commerciali ed un altro per le indagini statistiche. Su questo punto il Parlamento ha infatti ceduto a quella che le associazioni dei consumatori definiscono “la lobby dei call center”: una prima versione del ddl prevedeva infatti un unico prefisso per tutte le società. E c’è anche un’altra modifica che farà discutere: come riferisce “Il Fatto Quotidiano” è stata infatti introdotta la possibilità di richiamare il call center in caso di chiamata persa. Il consumatore si vedrà dunque addebitare sul proprio telefono i costi della chiamata. Un motivo in più per memorizzare i prefissi assegnati al telemarketing, in modo da evitare brutte sorprese. 

Legge telemarketing, stop alle chiamate selvagge?

Ma forse la novità più interessante introdotta dalla nuova normativa riguarda il Registro Pubblico delle Opposizioni, che doveva servire a chi si iscrive per esprime il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing e invece si è rivelato un fallimento. Con la nuova normativa però le cose sono destinate a cambiare.

La legge prevede che al registro opposizioni si possano iscrivere anche i numeri di telefonia mobile, mentre fino ad oggi erano ammessi solo i fissi. Una volta iscritti al registro inoltre, tutti i consensi dati in precedenza (sia online che offline) vengano cancellati. Gli operatori dei call center dovranno poi indicare all’utente come hanno ottenuto i suoi dati personali (da elenchi pubblici o dall’acquisto di banche dati).

Soddisfatte le associazioni dei consumatori. "Anche se la lobby dei call center ha fatto di tutto per affossare il provvedimento - afferma Massimiliano Dona dell'Unc - riuscendo ad ottenere, con il solito ricatto occupazionale, un peggioramento del testo, resta comunque un passo avanti rispetto allo status quo, importante per ridurre le telefonate moleste".
 

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