"Nel 2019 crescita verso lo zero". Anche Tria si schiera con i gufi

Il titolare di via XX settembre: "Siamo di fronte a un rallentamento in tutta Europa, ma c'è un problema di fiducia". E intanto il debito pubblico vola

Giovanni Tria (ANSA)

Le stime di Confindustria? "Verranno smentite clamorosamente dai fatti. È pieno di gufi. Ci hanno sempre cannato in passato". Così Salvini aveva commentato le previsioni del centro studi degli industriali (economia in stagnazione nel 2019, +0,4 nel 2020). A quanto pare però anche il ministro dell’economia Giovanni Tria si schiera dalla parte dei pessimisti. La crescita in Italia nel 2019 si avvia "verso lo zero", ha detto il titolare di via XX settembre intervenendo al Festival dell'Economia civile a Firenze. "Siamo di fronte a un rallentamento della crescita in tutta Europa. Si è fermata la Germania e di conseguenza si è fermata la parte più produttiva dell'Italia. Ora siccome l'Italia da anni cresce un punto in meno degli altri paesi europei noi ci avviamo verso lo zero". E sulla possibile manovra correttiva Tria ha chiosato così: "Nessuno ce la chiede".

Tria: "C'è un problema di fiducia"

Per il ministro "abbiamo un problema di crescita e dietro c'è una caduta di fiducia. L'incertezza creata dalla polarizzazione dell'economia creata a livello internazionale non si traduce in investimenti privati e neanche in investimenti pubblici. Per avere beni pubblici ci vogliono investimenti". Nel corso del suo intervento, Tria ha quindi rimarcato che ''siamo ancora scioccati dalla crisi finanziaria del 2008, che ha avuto riflessi sulla crisi economica. Ora, forse, non ci stiamo accorgendo che questa volta la crisi economica ci sta precedendo e che probabilmente avrà conseguenze sulla crisi finanziaria''.

"Non c'è stabilità finanziaia senza stabilità sociale"

"La crescita è necessaria ma non sufficiente - ha osservato il ministro - però ci vuole la crescita. Ci può essere una crescita non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve una crescita equilibrata, non squilibrata. L'impatto di una crescita squilibrata ha conseguenze anche sociali". Sui conti pubblici, invece, Tria ha sottolineato che "non c'è stabilità finanziaria senza stabilità sociale".

Lo sblocca cantieri

Quanto allo sblocca cantieri, Tria si è augurato che il decreto "venga approvato subito, anche prima dell'approvazione del Def". "In questi giorni - ha aggiunto il ministro - si approveranno i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, questo rallentamento. Spero anche prima del Documento economica e finanziaria". E proprio sullo sblocca cantieri e altre misure per contrastare la stagnazione economica, Tria è netto: "C'è una spinta nel Paese che si vuole liberare, non solo dei lacci e lacciuoli, come si diceva negli anni '70 e '80, che vuole fare. Nel Paese oggi c'è voglia di fare, c'è voglia di non piangersi addosso".

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Il debito pubblico vola

Intanto, secondo un recente report di Unimpresa il debito pubblico vola: da gennaio 2018 a gennaio 2019 è salito di altri 71 miliardi di euro e negli ultimi dodici mesi ha  raddoppiato la sua velocità di crescita passando da un ritmo di 2,93 miliardi al mese (registrato tra gennaio 2018 e gennaio 2017) al ritmo di 5,92 miliardi al mese registrato nei 12 mesi successivi.

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