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Martedì, 25 Gennaio 2022
Strage quotidiana

Lavoro, la sicurezza che non c'è: il 90 per cento delle imprese edili non è in regola

A dirlo è il direttore dell'Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano. Qualcosa è stato fatto in più rispetto al passato, ma non basta

"Abbiamo iniziato una vigilanza da qualche mese da cui risulta che oltre 9 imprese edili su 10 non sono regolari". A rimarcarlo è il direttore dell'Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, parlando della sicurezza nei cantieri e le morti sul lavoro. "Le risorse sono sufficientI ma occorre - afferma - il coordinamento degli organi di vigilanza per intervenire nella prevenzione e nella repressione delle violazioni".

Sabato tre operai hanno perso la vita a Torino nel crollo della gru in via Genova. Due giorni prima quattro morti sul lavoro in 24 ore (due erano in nero). Una strage silenziosa e quotidiana.

La quota dei 1.000 morti sul lavoro nel 2021 è stata superata da tempo: nessuna legge può arginare la strage? La fascia di età over 50 è la classe maggiormente colpita. Non si può non notare che in parte c'entri anche il boom dei bonus edilizi, che hanno di fatto moltiplicato i cantieri nelle città e nei paesi, da nord a sud, ovunque. Sulle impalcature ci vanno spesso operai di cinquanta e sessant'anni. in Italia gli operai edili over 50 e 60 sono costretti ad arrampicarsi sui ponteggi dei cantieri perché, tra intermittenza dei contratti e lavoro nero, non riescono a raggiungere i contributi per la pensione. Oppure se li raggiungono, l'assegno sarebbe troppo basso. Così il boom dei cantieri per i vari bonus edilizi, ha fatto aumentare in misura esponenziale gli incidenti dei muratori "anziani".  Anche per questo in legge di bilancio c'è un emendamento, chiesto a gran voce dalla Cgil tra gli altri, che allarga i requisiti dell'Ape sociale, riducendo i contributi degli edili da 36 a 30 anni per accedere all'anticipo pensionistico.

Il decreto approvato due mesi fa dal governo Draghi permette di intervenire sulle imprese che non rispettano la prevenzione o che utilizzano lavoratori senza contratto, con sospensione dell'attività se il 10% del personale in azienda è senza contratto (prima era il 20%). Il decreto stabilisce anche l'inasprimento delle sanzioni se vengono accertate violazioni in materia di sicurezza e multe raddoppiate nei confronti delle imprese recidive. L'Ispettorato nazionale per i controlli ha avuto un aumento di personale nell'ordine delle mille unità, ma in alcune regioni gli ispettori sono poco più di una manciata. Non basta però: Asl, regioni, Inail, Inps, l'Ispettorato e prefetture nei mesi scorsi non avrebbero brillato in quanto a collaborazione.

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