Abolire il canone e ridurre il bollo auto: le promesse di Di Maio sono realizzabili?

Il senatore Paragone ha presentato una proposta di legge per l'abolizione del canone ma a fare i conti in tasca alla proposta del governo ci pensa il leader del sindacato dei giornalisti Rai. E il bollo auto? L'idea del vicepremier ha molti punti oscuri

"Vogliamo abolire il canone Rai e abbassare in modo considerevole il bollo auto". Nell'ombra del chiacchiericcio politico sull'incombente crisi di governo degli ultimi giorni, il vicepremier Luigi Di Maio ha provato a giocare la carta di due proposte quanto mai plasmate sulla cosiddetta "pancia" popolare. 

Proclami già sentiti ma che ora trovano forma in una proposta che - per quanto riguarda il canone del servizio pubblico - trovano forma in un disegno di legge promosso dal capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Vigilanza Rai, Gianluigi Paragone

legge abolizione canone rai-2

"In attesa di fare una vera e propria riforma della Rai e del mercato pubblicitario - spiega il senatore pentastellato - vogliamo aiutare le famiglie italiane abolendo il canone. Ovviamente, questo comporta l'inevitabile scelta di eliminare anche il tetto pubblicitario dando il via a una vera e propria concorrenza, che oggi non c'è, tra il servizio pubblico, Mediaset, La7 e tutti gli attori privati del mercato radiotelevisivo. Questo è lo spirito del disegno di legge che ho presentato in Senato".

Abolizione del canone Rai: le novità

La proposta piace alla Lega che annovera l'abolizione del canone tra le proprie rivendicazioni storiche, ma occorre fare i conti con il piano industriale della Rai. "Parte del canone - evidenzia il leghista Massimiliano Capitanio - è utilizzato per sostenere il fondo per il pluralismo dell'informazione".

"Non asseconderemo mai nessuna operazione mirata a smantellare il servizio pubblico"

A fare i conti in tasca alla proposta del governo ci pensa il leader del sindacato dei giornalisti Rai Vittorio Di Trapani che snocciola i dati del servizio pubblico che ricava dal canone 1,7 miliardi di euro l'anno.

Tra i punti messi in evidenza il costo del canone che - calcolando i 90 euro chiesti dalla Rai ad ogni famiglia - è tra i più bassi d'Europa (Germania, 98 euro a persona; Regno Unito, 72 euro; Francia, 52 euro).

Il canone inoltre costituisce la maggior parte degli incassi della Rai (il 68% sul totale dei ricavi) mentre risultano minoritari i proventi della raccolta pubblicitaria. Altrove l'impatto del canone è addirittura più alto: ad sempio il leader dell'Usigrai cita il caso della Bbc (82%), della tedesca Ard-Zdf (89%) e France Tv (81%).

Inoltre anche lo Stato ci guadagna dal canone di cui trattiene 340 milioni di euro. "Dei 90 euro pagati dai cittadini solo 74,73 euro finiscono nelle casse della Rai. Ovvero l'83% del totale".

Ultimo dato che il leader sindacale tiene a precisare è come la Rai, con meno della metà dei soldi pubblici di cui dispone la Bbc, ottenga risultati di ascolti ben più alti: "La Rai fa in media il 36,5% di share con 1,7 miliardi di euro, contro il 31,5% della Bbc ottenuto grazie a 4,4 miliardi di euro di soldi pubblici."

Bollo auto, c'è davvero un piano per cancellarlo?

Come abbiamo visto tra le proposte nazional popolari rilanciate dal governo c'è quella relativa ad un presunto piano per "eliminare il bollo auto".

Una dichiarazione di intenti più che un vero e proprio piano reale. Per ora Di Maio ha parlato dell'obiettivo di operare una consistente riduzione di una delle tasse più odiate dagli italiani. Un piano di certo non nuovo, tant'è che uno dei più illustri promotori, Silvio Berlusconi, ha commentato: "Mi hanno rubato tutte le proposte che abbiamo fatto in questi ultimi anni. Mi fa piacere, significa che erano proposte buone".

Ma è davvero possibile abbassare, se non proprio abolire, il bollo auto? Berlusconi lo promise alla vigilia delle elezioni del 2008, ma il bollo è ancora qui. Nel 2013 lo promise anche il governatore della Lombardia Roberto Maroni, ribadendolo dopo la vittoria del Referendum sulle autonomie, ma restò un proclama.

A conti fatti l'abolizione della tassa automobilistica - che ricordiamo è riscossa dalle Regioni - costerebbe 6,5 miliardi di euro e aprirebbe una voragine nei conti costringendo le regioni stesse ad aumentare altre imposte o tagliare servizi o prestazioni sanitarie. A meno che lo Stato non compensi le Regioni con trasferimenti di pari importo: ma come coprire un tale mancato gettito che ha carattere permanente?

Una incognita che, visti anche gli ultimi dati economici, rischia di restare senza risposta.

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