Il governo fa marcia indietro sul superticket, ma qualcuno l'ha già abolito

La misura annunciata in passato non troverà spazio nella manovra, come confermato dal ministro della Salute Giulia Grillo: "In questa legge di bilancio non ci arriviamo, speriamo nella prossima"

Giulia Grillo

Nel testo definitivo della manovra targata Lega-M5s non ci sarà l'eliminazione dei superticket sanitari. Una delle misure annunciate dall'esecutivo non troverà spazio nella legge di bilancio, come confermato dal ministro della Salute, Giulia Grillo: “Era mia intenzione farlo in questa legge di bilancio, ma non ci arriviamo. Speriamo di farlo con la prossima”.

Un passo indietro rispetto alle dichiarazioni fatte ad ottobre, ma che non riguarda tutte le Regioni. L'Emilia Romagna ha infatti avviato la procedura per l'abolizione del superticket, una 'mossa' accolta positivamente da ministro: “Un provvedimento interessante. Spero che venga emulato dalle altre Regioni”. Giulia Grillo, durante il suo intervento al 40esimo anniversario del Servizio sanitario nazionale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha precisato che il governo “non cederà  alla privatizzazione dei diritti fondamentali dei cittadini: universalismo, gratuità ed equità. Continueranno a essere la base del nostro sistema di cure”.

“Non possiamo permetterci sbagli né alcune debolezze del passato – ha aggiunto il ministro della Salute -  perché oggi il problema non è spendere meno, ma spendere meglio. Questo Governo e questo ministero si sono impegnati ad apportare un cambiamento, teso a garantire un potenziamento e un ampliamento dei diritti di salute e a rendere possibile un nuovo paradigma capace di favorire l`accessibilità al Ssn e migliorare la qualità e la sicurezza delle prestazioni”.

Cos'è il superticket

Per superticket non si intende una versione maggiorata del normale ticket, bensì si fa riferimento ad un importo aggiuntivo di 10 euro  su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Il superticket è stato introdotto nel 2011 e ogni Regione può decidere se e come applicarlo e la sua introduzione ha scatenato forti polemiche da parte di alcune regioni che hanno scelto di adottarlo in modo differente. Alcune aveveno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d'Aosta hanno preferito non adottarlo affatto.

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