Martedì, 21 Settembre 2021
ECONOMIA

Accordo fiscale tra Italia e Vaticano: rendite tassate

La convenzione prevede lo scambio di informazioni dal 2009 e la possibilità di una regolarizzazione con il rimpatrio dei capitali. Confermata l'esenzione delle imposte degli immobili della Santa Sede

(Infophoto)

ROMA - Lo stato italiano e il Vaticano hanno firmato una convenzione in materia fiscale. L'accordo, annunciato dal ministero dell'Economia e firmato dal segretario per i rapporti con gli Stati del Vaticano, Paul Richard Gallagher, e dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, prevede lo scambio di informazioni dal 2009 e la possibilità di regolarizzare con il rimpatrio dei capitali.

L'intesa, che entrerà in vigore con la sua ratifica, prevede il pagamento delle imposte sulle rendite finanziarie a partire dal 2014. L'intesa raggiunta contiene anche norme sull'esenzione degli immobili della Santa Sede, che recepiscono quanto previsto dal Trattato del Laterano. "Le riforme introdotte a partire dal 2010 e la creazione presso la Santa Sede di Istituzioni con specifiche competenze in materia economica e finanziaria - è scritto nella nota - consentono oggi la piena cooperazione amministrativa anche ai fini fiscali. Nel quadro della speciale rilevanza dei rapporti bilaterali, l'Italia è il primo Paese con cui la Santa Sede sottoscrive un accordo che disciplina lo scambio di informazioni".

Il ministero dell'Economia spiega che "in linea con il processo in atto verso l'affermazione a livello globale della trasparenza nel campo delle relazioni finanziarie, la convenzione recepisce il più aggiornato standard internazionale in materia di scambio di informazioni (articolo 26 del Modello Ocse) per disciplinare la cooperazione tra le autorità competenti delle due Parti contraenti. Lo scambio di informazioni riguarderà i periodi d'imposta a partire dal 1 gennaio 2009". "La convenzione - viene inoltre spiegato - consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. Gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla legge n.186/2014", in pratica in base alla legge per la regolarizzazione dei capitali detenuti all'estero conosciuta come "rimpatrio dei capitali".

"La convenzione - conclude la nota - attua, inoltre, quanto previsto dal Trattato del Laterano relativamente all'esenzione dalle imposte per gli immobili della Santa Sede indicati nello stesso Trattato. Infine, è integrato nella Convenzione lo Scambio di note del luglio 2007 tra il ministero degli Affari Esteri e la Segreteria di Stato, che prevede la notifica per via diplomatica degli atti tributari ad enti della Santa Sede.

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