Sabato, 5 Dicembre 2020
Italia

Coronavirus, non ci resta che il Mes: "Linee di credito operative da Giugno"

L'Eurogruppo raggiunge un accordo sulle norme di utilizzo del fondo Salva Stati. Un unico criterio per l'apertura delle linee di credito. Ancora nessun piano per la via italo-francese del recovery fund

Le richieste per utilizzare le linee di credito del Mes pensate per la pandemia di Covid-19 potranno essere fatte fino al 31 dicembre 2022. I prestiti potrano essere restituiti in 10 anni ad un costo "marginalmente sopra lo zero". Il solo requisito necessario a richiedere l'accesso alle linee di credito sarà l'impegno ad utilizzare queste linee di credito per sostenere il finanziamento interno dei "costi diretti e indiretti sanitari, di cura e di prevenzione dovuti alla crisi della Covid-19".

Niente Memorandum di intesa, quindi: per utilizzare il Mes basterà ai Paesi richiedenti compilare un "template", un modulo con la lista delle voci di spesa ammissibili. "Occorrerà a tali fine un dettagliato piano di risposta alla pandemia, preparato sulla base di un modello nell'ambito del Pandemic Crisis Support".

È questo l'accordo raggiunto oggi all'Eurogruppo, il summit dei Ministri delle finanze dei 19 Stati membri che adottano l'euro. Un comunicato diffuso al termine della riunione, durata circa due ore, conferma che la linea di credito potrà arrivare fino al 2% del Pil dei Paesi richiedenti. Per l'Italia la richiesta, che il Governo potrà avanzare solo dopo l'ok del Parlamento, vale 37 miliardi di euro come conferma lo stesso ministro dell'economia Roberto Gualtieri.

Il ministro dell'economia che già nei giorni scorsi aveva manifestato in Parlamento alcune timide aperture sull'utilizzo dello strumento, spiega ora in un tweet come l'Italia chiederà di attivare dal primo Giugno i fondi del programma Sure per finanziare la cassa integrazione e il Fondo paneuropeo di garanzia della Banca europea degli investimenti per le imprese.

Gualtieri punta a rendere operativo già in estate il Recovery Fund, ma la via caldeggiata da Italia e Francia è complicata. L'istituzione del fondo comune per l'emissioni di titoli di credito destinati alla "ricostruzione" post-pandemia difficilmente potrà erogare finanziamenti prima del prossimo anno, poiché manca ancora un piano di azione. 

Come ammette il commissario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, la discussione sul piano di rilancio europeo "è una discussione non facile", avvertendo come invece "serva un accordo su uno strumento che sia macroeconomicamente rilevante".

"Se guardiamo al lato positivo, direi che in un tempo relativamente breve, meno di due mesi, siamo riusciti a fare qualcosa", ha detto rispondendo ad una domanda sul tema durante il convegno sulla pandemia di Covid-19 dello European University Insitute. Oltre agli accordi sulle sospensione del Patto di stabilità e sul primo pacchetto di misure, "soprattutto direi che abbiamo una cultura sul futuro, perché è stato accettato il principio di una risposta di bilancio comune ed è una cosa senza precedenti. Ora il problema - ha proseguito l`eurocommissario - è che le discussione su questo recovery plan e sui finanziamenti di questo recovery plan non è facile, perché abbiamo 10 anni di esperienze di visioni differenti alle nostre spalle".

Amare le considerazioni che arrivano dal governo italiano. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte in un videomessaggio agli State of the Union si è augurato che la vera sfida sarà mettere in campo il 'Recovery Fund', giudicando invece inconsistenti gli aiuti messi in piedi dagli accordi su Sure, Bei e Mes.

"Le tre misure -Sure, Bei, Mes- sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella statunitense, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. Il prestito effettivo del 'Recovery Fund' sui mercati, distinto dalle risorse totali che esso mobilita, dev'essere di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro per portare la dotazione totale della risposta economica europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell'UE che la maggior parte degli esperti e delle istituzioni - inclusa la Bce - stimano in più di 1,5 trilioni di euro, al netto delle garanzie di Stato".

Accordo sul Mes, Salvini: "Pericoloso"

"Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia" commenta il leader della Lega Matteo Salvini. "La Lega (insieme a tanti economisti italiani) continua a ritenere quella del Mes una strada pericolosa e priva di certezze, mentre l'emissione straordinaria di Buoni del Tesoro 'Orgoglio Italiano' (garantiti come dovuto dalla BCE) per un importo anche maggiore non avrebbe per l'Italia nessun rischio né condizione''.

Sul Mes spaccata la maggioranza come l'opposizione. A chiedere un confronto in Parlamento è Forza Italia, da tempo favorevole alla misura. Mara Carfagna: "M5S continua a dire no, mentre il PD dice sì. Si voti in Parlamento per legittimare la decisione dell’Italia e verificare orientamento governo."

Che cos'è il Mes

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è nato nel 2012 per prestare denaro agli Stati in difficoltà finanziaria: fino ad oggi è intervenuto per Spagna, Cipro, Grecia, Irlanda e Portogallo e l'accesso ai fondi del Mes era condizionato alla sottoscrizione di un memorandum in cui il Paese si doveva impegnare a realizzare riforme strutturali ed adottare misure fiscali per migliorare i propri conti pubblici.

Gli Stati Europei hanno approvato in via definitiva l'intesa per utilizzare una linea di crediti dedicata alle spese sanitarie senza condizioni, per un importo che non può superare il 2% del Pil (per l'Italia varrebbe circa 38 miliardi di euro).

Che cos'è il Recovery Fund

La Francia per superare lo stallo sui coronabond, ha proposto un fondo per la ricostruzione denominato Recovery Fund per finanziare la ripresa economica, tramite l'emissione di obbligazioni - i recovery bond - i cui proventi sarebbero destinati all'assistenza dei Paesi più colpiti dalla pandemia.

Lo stesso Gualtieri ha spiegato come non si possa aspettare il 2021 per avere lo strumento operativo sottolineando la posizione Italiana che spinge a chiedere l'operatività del fondo già per l'estate. Il Consiglio europeo dello scorso 23 aprile aveva delegato la Commissione Europea per portare avanti proposte per la costruzione del Recovery Fund. Serviranno altre settimane: nessuna grande vittoria italiana come propagandato a suo tempo dal premier Conte.

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