Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia Italia

Editoria, crisi senza fine: in 5 anni ricavi giù del 24%, Agcom invoca norma contro fake news

Il presidente dell'Autorità Garante delle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione Annuale per il 2017 fa il punto sulla crisi del settore: paradossale visto l'incremento della spesa media annua che le famiglie riservano ai servizi di comunicazioni

La crisi di quotidiani e dei periodici che hanno registrato un perdita complessiva dei ricavi negli ultimi cinque anni del 24%, "ha comportato una riduzione degli investimenti e, non solo una contrazione, ma anche un peggioramento, dell'occupazione" ed "emerge chiaramente un netto scivolamento della professione giornalistica verso la precarizzazione. Lo ha affermato il presidente dell'Autorità Garante delle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nella Relazione Annuale per il 2017.

Il settore registra una perdita complessiva dei ricavi negli ultimi cinque anni, non solo pubblicitari ma anche derivanti e dalla vendita delle copie (-24%).  Una situazione pardossale viso l'incremento della spesa media annua che le famiglie riservano ai servizi di comunicazioni (telecomunicazioni, televisione, radio, quotidiani e periodici, servizi postali, altri servizi di comunicazione online) che rappresenta la seconda spesa delle famiglie dopo la casa.

La sintesi della relazione annuale Agcom 2017

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 "La quota prevalente - ha spiegato Cardani - è destinata alla linea/scheda telefonica e all'accesso a Internet su reti fisse e in mobilita', seguita da servizi e prodotti audiovisivi in diverse modalita', dall'acquisto di quotidiani e periodici e infine dai servizi postali. I servizi IT e di comunicazione rappresentano fattori produttivi e organizzativi fondamentali per le imprese e a pubblica amministrazione e in aumento al crescere dei processi interni di digitalizzazione".

La riduzione delle risorse disponibili, unitamente alle perdite generate dalla maggiore difficoltà di gestione dei diritti d'autore delle news online, ha comportato una riduzione degli investimenti e, non solo una contrazione, ma anche un peggioramento, dell'occupazione.

A fronte di tale situazione, il presidente dell'Agcom ha richiamato l'attenzione alla pluralità ma anche la qualità dell'informazione.  Le 'fake news' - ossia le notizie riportate con informazioni inventate, ingannevoli o distorte - sono un fenomeno di "estrema gravita'" e l'Autorita' Garante per le Comunicazioni e' favorevole ad un intervento normativo .

"Ci si chiede, infatti come sia possibile fidarsi della promessa dei colossi del web di sviluppare algoritmi finalizzati a rimuovere le informazioni false e virali se questi stessi colossi sono anche i principali utilizzatori gratuiti dell'informazione attraverso i motori di ricerca e la gestione degli algoritmi che determinano la gerarchia delle preferenze. Inoltre, sembra legittimo dubitare che, in assenza di un controllo esterno e terzo, questi operatori siano disponibili a sacrificare i ricchi introiti pubblicitari a favore di costi (tra l'altro indiretti perche danneggerebbero in via diretta gli inserzionisti) per il contenimento dei danni in reputazione. E' vero che le soluzioni di controllo ed enforcement sono estremamente difficili da attuare, soprattutto perche dovrebbero essere condivise a livello globale, ma e' altresi auspicabile che, anche laddove si optasse per soluzioni di autoregolamentazione, queste partano dal basso e consentano la partecipazione dei veri danneggiati dalle notizie false e virali o dalla diffamazione: innanzitutto i consumatori fuorviati e i singoli individui lesi, in secondo luogo l'informazione plu rale, garantista e di qualita' difesa dalla nostra Carta Costituzionale"

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