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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Situazione critica

Inizio d'anno amaro per i dipendenti Air Italy: arrivano le prime lettere di licenziamento

Dopo la mancata proroga della cassa integrazione arrivano i primi licenziamenti con effetto immediato

Al dramma Alitalia si aggiunge quello di Air Italy. La compagnia aerea sardo-qatariota in liquidazione da due anni, dopo aver disertato l'incontro con il ministero del lavoro in agenda il 29 dicembre scorso per il rinnovo della cassa integrazione di un anno, ha inviato le prime lettere di licenziamento ai dipendenti. In passato i sindacati avevano più volte chiesto l'intervento del governo per evitare una "macelleria sociale", sottolineando che che il caso Air Italy rischiava di diventare "il primo drammatico e tangibile segnale della tragedia sociale che sta travolgendo il settore del trasporto aereo".

Licenziati 1.322 dipendenti con effetto immediato

Così è iniziato il 2022 per 1.322 lavoratori Air Italy, distribuiti tra Olbia, Milano, Roma e Napoli, 600 dei quali in Sardegna. Nella comunicazione, anticipata via mail ad alcuni dei lavoratori, la compagnia aerea con sede ad Olbia scrive: "Poiché l'esubero oggetto della procedura di licenziamento collettivo riguarda tutti i dipendenti della società, le comunichiamo il suo licenziamento con effetto immediato". Anche in questo caso a pagare gli errori del management sono i lavoratori, considerando che nel 2018 la ex Meridiana era rinata con l'ambizione di diventare il vettore nazionale d'Italia e che ancora una volta qualcosa è andato storto nella ristrutturazione.

Sindacati "esterrefatti dalla completa inerzia del governo"

"Purtroppo il momento che temevamo e che abbiamo cercato di scongiurare fino alla fine è arrivato, le lettere di licenziamento dei 1.400 lavoratori di Air Italy sono partite, nella totale indifferenza delle istituzioni", lamentano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo in una nota congiunta chiedendo un intervento immediato del governo. "Siamo esterrefatti dalla completa inerzia del governo e delle istituzioni davanti a questa drammatica situazione. Per altre aziende di altri settori si sono cercate soluzioni che hanno evitato questo dramma sociale. Per il trasporto aereo invece altrettante iniziative per salvaguardare il settore non vengono intraprese, una grave mancanza del governo che ci sconcerta e che ci induce a pensare ad azioni di lotta che coinvolgano tutto il settore".

Le altre reazioni

L'assessore del lavoro della regione Sardegna, Alessandra Zedda, parla di un vero e proprio "schiaffo istituzionale al governo, alle regioni Sardegna e Lombardia ma soprattutto alle 1.322 famiglie. Ora chiediamo ai ministri coinvolti di convocare con la massima urgenza le regioni e i sindacati con l'obiettivo di costruire il futuro dei lavoratori: occorre agire tempestivamente per allontanare lo spettro della Naspi (indennità di disoccupazione, ndr)". Confael Trasporto Aereo chiede invece che "vengano applicate le stesse misure previste per i lavoratori di altre compagnie che sono, di fatto, già chiuse, come purtroppo Alitalia e Norwegian". Marco Bardini, referente dell'Associazione nazionale professionale assistenti di volo (Anpav), auspica nuove assunzioni in Ita. "Una parte dei lavoratori dell'ex Alitalia sono stati già assunti da Ita e l'altra parte è coperta da ammortizzatori sociali fino al 2023. Quindi, se Ita dovrà assumere quest'anno, chiediamo che attinga da noi che non abbiamo la cassa integrazione e che siamo in mezzo a una strada, visto che le professionalità sono identiche".

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