Giovedì, 13 Maggio 2021
Azienda "zombie"

Perché Alitalia non può ricevere aiuti di Stato (ma Air France sì)

Si accende il dibattito sulla disparità di trattamento riservato dalla Commissione europea alla compagnia italiana e a quella francese. Ma alla base di questo diktat ci sono regole molto chiare, approvate anche dal premier Draghi

Foto di repertorio Ansa

Mentre a Roma va in scena la protesta dei lavoratori Alitalia, a Bruxelles la situazione della compagnia aerea ha riaperto il dibattito sulla disparità di trattamento riservato dalla Commissione Ue ad AirFrance e Lufhtansa, rispettivamente compagnie di bandiera di Francia e Germania, che hanno potuto usufruire della ricapitalizzazione di con gli aiuti di Stato, rispettivamente di 4 e 6 miliardi di euro. Un trattamento invece negato ad Alitalia, ma dietro questo 'no' c'è una motivazione logica basata sulla differenza tra quello che sta succedendo alla compagnia italiana e quello che invece avviene nelle altre. 

La differenza tra Alitalia e Air France

I casi di Alitalia e Air France non possono essere mess sullo stesso piano, in quanto gli aiuti pubblici che sono stati approvati dalla Commissione europea per le due compagnia arrivano da decisioni prese situazioni e condizioni differenti. Alitalia è di fatto un'azienda ''zombie'', ossia un'impresa che in condizioni economiche normali, sarebbe destinata a fallire, ma invece viene mantenuta in vita grazie a generosi aiuti pubblici. Adesso, con l'emergenza sanitaria e la crisi che ne è derivata, la Commissione Ue ha allentato i paletti sugli aiuti di Stato, ma non per tutti. Infatti, in base al quadro di norme temporaneo, un'impresa non può essere ricapitalizzata con fondi pubblici se la sua situazione finanziaria era già in perdita prima della pandemia.

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A spiegare nel dettaglio le differenze ci ha pensato la portavoce della Commissione europea per la Politica di Concorrenza, Arianna Podestà:"In generale, sul confronto fra Alitalia e Air France, ricordo che lo scopo principale del Quadro temporaneo è di fornire un sostegno mirato alle società economicamente sostenibili, ma che sono entrate in difficoltà finanziarie a causa dell'epidemia di coronavirus. Le società che erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 non sono ammissibili per gli aiuti previsti dal Quadro temporaneo, in particolare per la le misure di ricapitalizzazione".

"Alitalia, com'è noto - ha ricordato la portavoce - ha operato in perdita in modo persistente ed era già in difficoltà a fine 2019, prima dell'epidemia di covid-19, ed è perciò esclusa dalla possibilità di ricevere aiuti sulla base del Quadro temporaneo". "Allo stesso tempo - ha continuato Podestà - la Commissione ha già approvato misure di aiuto italiane ad Alitalia per un totale di 297,15 milioni di euro, sulla base dell'articolo 107(2)b del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in compensazione dei danni causati direttamente dalle restrizioni per contenere la pandemia di coronavirus".

"Per quanto riguarda Air France -ha concluso - la situazione è diversa: non era una società in difficoltà alla fine del 2019, e questa è la ragione per cui è stato possibile ricapitalizzarla in linea con le condizioni previste dal Quadro temporaneo".

Gli aiuti ricevuti da Alitalia

Al netto di questo, come ricorda EuropaToday, Alitalia ha comunque ricevuto 297,15 milioni di euro durante la pandemia, sotto forma di compensazioni per le perdite legate direttamente alla crisi Covid. Sussidi che, a differenza della ricapitalizzazione, sono concessi dal quadro temporaneo di aiuti di Stato varato da Bruxelles. Grazie a questo quadro, l'Italia ha potuto elargire sussidi pubblici alle aziende tricolore per circa 450 miliardi. Una somma maggiore di quella messa sul piatto dalla Francia (ma decisamente inferiore agli oltre 1.500 miliardi staziati da Berlino).

La protesta dei lavoratori Alitalia

Mentre il premier Draghi sembra allineato con il diktat dell'Europa e su Alitalia aleggia sempre di più l'ipotesi ''spezzatino'', i dipendenti della compagnia aerea sono scesi in piazza a Roma, per protestare:  "Nel mirino – spiega il sindacato Usb - la decisione del governo di adeguarsi al diktat Ue (ancora oggi un portavoce di Bruxelles ha rimarcato che la disparità di trattamento tra le compagnie è del tutto legittima, perché Alitalia navigava in cattive acque già prima della pandemia), che di fatto condanna Alitalia a tutto vantaggio di Air France e Lufthansa, progettando cioè con Ita una compagnia tascabile con poche decine di aerei e senza metà dei lavoratori Alitalia".

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