Martedì, 26 Gennaio 2021

Il nuovo salvataggio di Alitalia ci costa altri 3 miliardi

Nasce per decreto Alitalia Ita, la newco che dovrà subentrare alla vecchia Alitalia. Ma per i detrattori l'operazione ha creato una "inutile e dannosa corazzato Potemkin"

Il Governo ha approvato la creazione di una nuova società per ospitare gli asset della travagliata compagnia aerea Alitalia, una newco denominata Alitalia Italia Trasporto Aereo (Alitalia ITA Spa) tappa fondamentale nel piano di nazionalizzazione dell'azienda che ora dovrà essere approvato dalla Commissione europea.

I ministri dell'economia, dell'industria, dei trasporti e del lavoro hanno firmato venerdì il decreto istitutivo della nuova società che esca da 11 anni di difficile gestione privata e tre tentativi di ristrutturazione falliti, su cui pesano i problemi aggravati dalla crisi del coronavirus. La prima sfida è il nuovo piano industriale in tempi di Covid da presentare entro 30 giorni al Parlamento che dovrà poi valutare il decreto. Il decollo effettivo della nuova Alitalia targata Francesco Caio (presidente) e Fabio Lazzerini (Ad) è previsto per l'inizio del 2021.

C'è attesa anche per le valutazioni della Commissioni Europea che deve ancora pronunciarsi sugli aiuti da 1,3 miliardi di euro ricevuti dalla compagnia dal 2017. Da quello che si sussurra nei corridoi della Commissione gli aiuti saranno considerati 'di stato', quindi illegittimi e da restituire. Ma il peso ricadrà tutto sulla vecchia compagnia che diventerà una sorta di bad company. La nuova società, in cui capitale iniziale è stato fissato in 20 milioni di euro, si ritroverà invece con una dotazione di 3 miliardi, stanziati dal governo nel decreto Rilancio.

Alitalia come la corazzata Potemkin

Di una "costosa e inutile corazzata Potemkin" parla Dario Balotta, presidente di Onlit, l'Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti. "Sono in arrivo altri 3 miliardi di euro pubblici e la cigs per 6.800 addetti per intercettare un mercato del trasporto aereo che, per almeno i prossimi tre anni dovrà fare i conti con un mercato annullato dal Covid".

"Alla fine della crisi - continua - si dovrà misurare anche con la crisi climatica (le restrizioni sui voli inquinanti) e con una mobilità ridotta dallo smart working e dall'Alta Velocità. Sarà l'ennesimo flop pagato dagli italiani in piena continuità con il passato e non, come dice la ministra Paola Demicheli in netta discontinuità con il passato. La nomina dei consiglieri di amministrazione è stata lottizzata. Allargata da sette a nove membri per soddisfare tutti gli appetiti politici, più cinque revisori dei conti raccolti dai soliti studi professionali.

Una volta - dice ancora - si chiamavano boiardi di stato, ora sono tutti ex amministratori o ex manager che hanno ''militato'' in grandi aziende statali come la Breda, la Finmeccanica, le Fs e la Saipem (Eni). Il caso del presidente Francesco Caio che ha ammesso di non essere a tempo a tempo pieno perché manterrà anche la presidenza Saipem (nota per le grandi commesse Tav ricevute senza gara). Tra i consiglieri c'è anche una forte presenza di settori privati garantiti dalle concessioni pubbliche, come le autostrade (da Atlantia ad Aspi fino al Gruppo Gavio)".

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