Lunedì, 14 Giugno 2021
Crac Alitalia

Crac Alitalia, condannati ex vertici: 8 anni di carcere per Cimoli

Sentenza durissima quella dei giudici della VI sezione penale di Roma: condannati gli amministratori responsabili del fallimento. Sei anni per Ceschia e Spazzadeschi, cinque per Mengozzi

ROMA - I responsabili del crac Alitalia sono gli amministratori. Ora si può dire. E' quanto emergenze dalla sentenza del tribunale di Roma: i giudici della VI sezione penale hanno infatti condannato a 8 anni e 8 mesi Giancarlo Cimoli, presidente e amministratore dell'ex vettore di bandiera tra il maggio 2004 al febbraio 2007. 

LE CONDANNE - Sei anni e mezzo per Pierluigi Ceschia, ex responsabile del settore finanza straordinaria; sei anni sono stati inflitti a Gabriele Spazzadeschi, all'epoca direttore centrale del settore amministrazione e finanza; cinque anni sono invece stati dati a Francesco Mengozzi, ad dal febbraio 2001 al febbraio 2004. 

RISARCIMENTI E ASSOLUZIONI - Il tribunale ha deciso una serie di risarcimenti a favore delle parti civili. Sono stati poi assolti, con la formula di "non aver commesso il fatto" gli ex funzionari Giancarlo Zeni e Leopoldo Conforti; e "perché il fatto non costituisce reato" Gennaro Tocci, già responsabile del settore acquisti e gestione asset flotta dell'azienda. 

IL "CASO" CIMOLI - A Cimoli, oltre all'accusa di bancarotta, erano attribuiti anche due episodi di aggiotaggio per la diffusione, tra il novembre 2005 e la primavera 2006, di notizie false idonee a provocare una sensibile alterazione dei valori del titolo Alitalia quotato sui mercati finanziari. Secondo l'accusa si sarebbe trattato di una 'dissipazione' dell'Alitalia con "operazioni abnormi sotto il profilo economico e gestionale" che avrebbero causato perdite per oltre 4 miliardi di euro fino al 2007. 

I REATI CONTESTATI - Agli ex manager nel processo sono contestate, a seconda delle singole posizioni, le variazioni societarie degli anni 2001-2007: a Cimoli, Spazzadeschi e Ceschia si attribuisce la creazione di Alitalia Fly e Alitalia Servizi; a Cimoli, Spazzadeschi, Ceschia, Zeni e Conforti era attribuita, nel 2005 l'acquisizione di Volare Group, Volare Airlines e Air Europe; ancora a Mengozzi e Ceschia la decisione nell'estate 2003 di cedere Eurofly per 13 milioni di euro e due aerei per 3 milioni.

I SINDACATI - “Sono arrivate le condanne in primo grado per Cimoli e Mengozzi, oltre che per altri dirigenti responsabili delle politiche finanziarie dell'Alitalia, ma sono comunque pochi anni di prigione che questi signori non si faranno mai”, afferma Fabrizio Tomaselli dell'Esecutivo nazionale USB. Chi ha già pagato sono invece migliaia di lavoratrici e lavoratori che sono stati licenziati e che tra pochissimi giorni non avranno più un reddito, non hanno pensione e neanche la speranza di riavere un lavoro. Gente condannata alla povertà perché qualcuno ha deliberatamente distrutto una delle aziende più grandi del Paese”.  
 
RESPONSABILITA' POLITICHE - Incalza il rappresentante dell'USB: “Che cosa se ne faranno di queste condanne le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro e qualsiasi certezza per il futuro? E soprattutto, chi ha messo questi personaggi di dubbia competenza al comando della compagnia di bandiera? Noi riteniamo che, anche alla luce di queste prime sentenze della magistratura, i responsabili maggiori di questo disastro siano stati i vari governi di centro-destra e di centro-sinistra che si sono succeduti e che hanno affidato le sorti dell'azienda e di decine di migliaia di lavoratori a chi oggi è stato condannato. Per tale motivo lo Stato ha contratto un debito materiale, oltre che morale ed etico, verso questi lavoratori”.

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