Domenica, 11 Aprile 2021
Italia

Alitalia riparte dai tagli: "Flotta ridotta a 70 aerei e 4mila esuberi"

I 4mila dipendenti che non verrebbero assunti dalla newco resterebbero a carico della bad company. Le indiscrezioni hanno provocato la forte presa di posizione dei sindacati che si oppongono al ridimensionamento della compagnia

Si va verso un ridimensionamento di Alitalia: il piano presentato all'Antitrust europeo - secondo quanto riportato da corriere.it - vedrebbe una compagnia con 70 aerei (rispetto ai 112 attuali) e 4mila esuberi portando la compagnia ad avere 6.500 dipendenti. Un scelta praticamente obbligata, in quanto le autorità europee avrebbero chiesto di pianificare il nuovo corso del vettore tenendo conto delle analisi di mercato che vedono una forte riduzione del traffico aereo almeno fino al 2022.

Una illazione smentita dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il quale ha precisato che la dotazione iniziale di aerei risponde alla logica prevista per la ripartenza sotto forma di nuovo soggetto, sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne sarà socio con un investimento di tre miliardi. 

In pratica i 4mila dipendenti in meno che non verrebbero assunti dalla newco resterebbero a carico della bad company. In parole povere in cassa integrazione. 

Ora resta da attendere la presentazione del piano industriale, primo step ufficiale di una Alitalia nuovamente statale. La ministra delle infrastrutture Paola De Micheli ha auspicato un piano "modulare" per arrivare a oltre 100 aerei nel 2023 quando il traffico aereo dovrebbe normalizzarsi dopo lo tsunami coronavirus.

Le indiscrezioni hanno provocato la forte presa di posizione dei sindacati che si oppongono al ridimensionamento della compagnia. 

"Questo è il momento di essere più coraggiosi e di investire guardando l'evoluzione del mercato a partire dal 2021, nel solco dell'obiettivo formulato insieme ai ministri competenti ed al Governo, tanto più che una compagnia di bandiera per poter vivere sul mercato deve avere una massa critica minima di 100 macchine'' spiegano Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl TA.

''Per questo non accetteremo ingerenze dall'Europa, che ha l'autorità di verificare che l'azienda nasca in discontinuità e operi secondo regole di mercato, ma che non può interferire con il dimensionamento o la composizione della flotta, con il rischio di procurare un illecito danno vanificando il presupposto fondamentale dell'azienda per lavorare e svilupparsi sul mercato".


"Se le indiscrezioni fossero confermate - sottolinea il segretario nazionale Filt Cgil Fabrizio Cuscito - saremmo fermamente contrari. Sarebbe un piano di ridimensionamento e non di sviluppo, come invece giustamente annunciato da tutti i ministeri competenti negli ultimi mesi".

"Sembrerebbe - spiega Cuscito - la riproposizione di vecchie ricette sempre fallite, dai capitani coraggiosi agli emiratini di Etihad, che puntano sul ridimensionamento del perimetro aziendale e della flotta e che fanno pagare ai lavoratori tutto il costo della crisi. In Alitalia il costo del lavoro è fra i più bassi di Europa". "Per noi - evidenzia il segretario nazionale della Filt - discontinuità non vuol dire esuberi di personale ma sviluppo della flotta, aerei nuovi, nuovo modello di business, investimenti su nuove tecnologie, manutenzioni, handling e cargo, insomma tutto quello che sembra non esserci in questo ipotetico piano disegnato dagli advisor che, se fosse confermato, non potremmo condividere".

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