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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Economia

Usura, un 'mostro' in crescita: giro d'affari da 24 miliardi

L'allarme arriva dal rapporto Usura 2017 a cura di Confesercenti con Sos Impresa: coinvolti 200mila professionisti in Italia, mentre a diminuire sono soltanto le denunce

L'usura è un 'cancro' sociale ed economico, che con la crisi non ha fatto altro che crescere, trovando giovamento proprio dai momenti di difficoltà vissuti dalle famiglie italiane. Durante questo periodo di recessione, il mercato illegale di 'strozzini' e simili ha raggiunto un giro d’affari di circa 24 miliardi di euro, e coinvolto circa 200mila professionisti del nostro Paese. 

Il 'mercato' cresce

Un dato in deciso aumento rispetto ai 20 miliardi stimati nel 2011, poco prima della crisi economico-istituzionale italiana, e che riflette l’aumento dei debiti medi contratti dagli usurati con gli strozzini, passati da 90mila euro a circa 125mila. E’ quanto emerge dal rapporto Usura 2017 a cura di Confesercenti con Sos Impresa

Le denunce calano

Le denunce, però, sono rimaste al palo. Di fronte a queste valutazioni e alle stime di Sos Impresa, calcolate per difetto, il numero delle denunce registrate negli ultimi anni appare infatti veramente risibile. Dal 1996, anno di emanazione della Legge 108, a oggi, assistiamo a un calo sistematico e apparentemente inarrestabile del loro numero: nel 2016 sono 408, nel 1996 erano 1436. Ma la recessione non ha solo fatto lievitare il giro d’affari dell’usura. Ha anche cambiato il mercato ed i suoi protagonisti. 

Quasi scomparsi gli 'squali' di quartiere

Tramontato definitivamente (o quasi) lo squalo di quartiere, il mercato dell’usura è infatti sempre più in mano a gruppi organizzati, apertamente criminali e spesso dall’apparenza professionale: se nel 2008 solo il 20% circa degli usurai assicurati alle forze dell’ordine aveva legami noti con qualche mafia, la percentuale è salita al 40% nel 2016. 

L'ombra del crimine organizzato

In mano alla mafia, l’usura è diventata uno strumento finalizzato ad impossessarsi delle attività imprenditoriali della vittima e infiltrarsi quindi nell’economia sana. L’elemento di novità, socialmente ed economicamente più pericoloso è proprio l’attività usuraia praticata da appartenenti ad organizzazioni criminali. Tradizionalmente le organizzazioni mafiose si sono dedicate solo marginalmente a questo tipo di reato, spesso limitandosi a chiedere una congrua percentuale, il pizzo, agli usurai presenti nella zona sotto il controllo dei clan. Oggi non è più così e la criminalità mafiosa, da presenza marginale nel mercato usuraio, ne è diventata una dei protagonisti, acquisendo quote sempre più ampie del mercato del credito a nero.

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