Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia Milano

Da Milano in Calabria per poter lavorare, Almaviva ci ripensa: "Fermiamo i trasferimenti"

Lettera ai lavoratori di Milano. Il "no" di Calenda: incontro al ministero per trovare soluzioni alternative

Nel giro di 72 ore Almaviva - tra i leader mondiali nel settore del call center con 45 mila addetti nel mondo - prima comunica la sua intenzione di trasferire decine di dipendenti da Milano a Rende (Cosenza) e poi, dopo l'intervento del governo, fa marcia indietro.

I lavoratori del call center di Milano che hanno ricevuto la comunicazione, datata 11 ottobre, sono 64 su un totale di 500. I trasferimenti sarebbero dovuti avvenire nelle prossime settimane: poi il dietrofront. Protestano i sindacati che ritengono i trasferimenti come dei "licenziamenti mascherati ed una rappresaglia dell'azienda dopo la bocciatura di un accordo sulle condizioni di lavoro".

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha chiesto ai responsabili di sospendere i trasferimenti: Calenda "si augura che l'Azienda non proceda con il trasferimento in Calabria dei lavoratori che si configurerebbe come un licenziamento seppure mascherato". Nelle prossime ore si svolgerà al Mise un incontro per cercare soluzioni alternative a quella ipotizzata da Almaviva.

L'azienda ha fatto sapere con una nota che "consapevole della complessità della situazione, accoglie oggi con responsabilità l'appello del Governo a sospendere le misure finora adottate, in attesa dell'incontro in sede ministeriale per la necessaria definizione di un'intesa che garantisca l'indispensabile equilibrio del sito produttivo". 
 

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