Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Alta velocità, via a quattro nuove tratte: ma mancano finanziamenti per tre miliardi

Come riporta il Sole 24 Ore, nella seconda metà del 2017 partiranno i lavori della Brescia-Verona, Verona-Padova, Napoli-Frasso Telesino e un lotto della Catania-Palermo. Ma resta il problema del "fare Pil" con le infrastrutture

ROMA - Nella seconda metà del 2017 partiranno i lavori di quattro nuove “grandi opere” ferroviarie, per un valore complessivo di 8,9 miliardi di euro: le nuove tratte ad alta capacità - spiega Il Sole 24 Ore - Brescia-Verona (costo totale 3.837 milioni, di cui 2.268 disponibili) e Verona-Padova (1° lotto da 2.790 milioni, di cui 1.364 finanziati); poi i due lotti Napoli-Cancello (813 milioni, tutti finanziati) e Cancello-Frasso Telesino (730) sulla Napoli-Bari, e un lotto della Catania-Palermo da 415 milioni (finanziato).

LE NUOVE TRATTE - Le tratte Milano-Verona e Verona-Padova fanno ancora parte del pacchetto di contratti Tav del 1991 a general contractor, tuttora validi. La prima è di Cepav Due (Saipem 52%, Condotte, Maltauro e Pizzarotti al 12% ciascuno). La Verona-Padova di Iricav 2 (Astaldi al 37,49%, Salini Impregilo al 34,09 %, Ansaldo Sts al 17,05%, Condotte all’11,35%, Fintecna e Lamaro Appalti 0,01%). Il progetto definitivo della Brescia-Verona (3,837 miliardi) andrà al Cipe entro dicembre. Dopo la registrazione della delibera da parte della Corte dei Conti, Rfi e il general contractor potranno firmare l'addendum contrattuale. Per il primo lotto della Verona-Bivio Vicenza, sulla Verona-Padova (valore 2,79 miliardi) manca ancora il parere dell’Ambiente. Per le prime due tratte della Napoli-Bari, la Napoli-Cancello (813 milioni) e Cancello-Frasso Telesino (730 mln), le gare d’appalto sono partite a luglio e si conta di aggiudicarle entro la primavera. In avvio l’anno prossimo anche un tratto della Catania-Palermo raddoppiata e potenziata, la Bicocca-Catenanuova da 415 milioni. Rfi prevede la gara a inizio 2017, e l’avvio lavori entro l’anno .

In tutto, dunque, le opere valgono 8,9 miliardi di euro, con finanziamenti disponibili per 5,9, ma con gli addendum contrattuali ai general contractor lo Stato si impegna comunque a finanziare la parte mancante.

IL PROBLEMA DEL "FARE PIL" - Ma il vero problema, secondo gli esperti, resta il "fare Pil con le infrastrutture" dopo che, ad esempio, nei giorni scorsi è scoppiato a Palermo, nei lavori per il passante ferroviario, un contenzionso tra l'impresa (Consorzio Sis) ed ente appaltante (Rfi) per un extra-costo di cento milioni di euro a fronte di un investimento già stanziato di 1,1 miliardi. Il rischio? La chiusura dei cantieri. 

Problema non da poco, per il governo, anche il rischio di non riuscire a centrare la clausola investimenti 2016 concordata con la Commissione europea, che in cambio di flessibilità di bilancio per lo 0,3% del Pil impegnava l’Italia spendere 4,2 miliardi di euro nel 2016 per investimenti co-finanziati da Bruxelles, e ad aumentare la spesa totale per investimenti rispetto al 2015, arrivando ad almeno 38 miliardi. 

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