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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Il sindacato che accusa Amazon: "Anche 140 consegne al giorno, la sicurezza è a rischio"

Mercoledì 27 novembre scioperano i lavoratori che effettuano la consegna merci per le sedi di Brandizzo e Marene, in Piemonte. La Uil Trasporti punta il dito contro la multinazionale: "Ritmi insostenibili, così gli incidenti sono inevitabili"

"Non è possibile fare 130 consegne in otto-nove ore. Così si mette a rischio la sicurezza dei lavoratori". Lo dice a Today il segretario della Uil Trasporti del Piemonte Gerardo Migliaccio alla vigilia dello sciopero di otto ore che interesserà gli addetti alla distribuzione merci nelle sedi Amazon di Brandizzo (Torino) e Marene (Cuneo). Ad incrociare le braccia - come precisato anche da Amazon - sarannno i dipendenti delle aziende esterne che si occupano della consegna degli ordini e non quelli della società.

 "Per le consegne ai clienti - spiega il colosso dell’ecommerce - Amazon si avvale di piccole e medie imprese specializzate" e "richiede che tutti i fornitori di servizi di consegna rispettino il Codice di Condotta dei Fornitori Amazon, e garantiscano che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada, e guidino in modo sicuro".

E ancora: "Amazon effettua verifiche su qualsiasi segnalazione di non conformità. Il numero di pacchi da consegnare è assegnato ai fornitori di servizi di consegna in maniera appropriata e si basa sulla densità dell'area in cui devono essere effettuate le consegne, sulle ore di lavoro, sulla distanza che devono percorrere. Amazon assegna le rotte ai fornitori di servizi di consegna che poi le assegnano ai loro autisti sulla base della loro disponibilità".

La versione del sindacato: ritmi insostenibili, serve più personale

Secondo la Uil Trasporti tuttavia è la multinazionale ad imporre dei ritmi insostenibili agli addetti alla consegna. "Il numero delle consegne dipende dalle zone - spiega il Migliaccio -, ci sono zone in cui i lavoratori fanno 90 consegne, in altre anche 140". Il sindacato va all'attacco del modello-Amazon. "Il problema è che non si possono pretendere 130 consegne al giorno. Per fare quel lavoro lì devi guidare oltre i limiti di velocità, passare nelle zone a traffico limitato col rischio di incappare in una multa, parcheggiare in doppia o tripla fila… questa rincorsa a consegnare mette a repentaglio anche la sicurezza"

E non è tutto. "I lavoratori - dice ancora Migliaccio - devono pagarsi i danni degli incidenti" che a volte "sono inevitabili. Per arrivare in tempo e per la paura che ci sia una contestazione disciplinare è facile cadere nell’errore e sbagliare una manovra".  E dunque? "Venerdì c’è stato un incontro positivo con le imprese appaltatrici dei servizi di consegna, ma abbiamo anche constatato un’assenza di responsabilità da parte di Amazon che aveva aperto un dialogo con i delegati Rsa del sito di Brandizzo e poi non si è fatta più sentire".

Il sindacato punta ad un "accordo di stabilimento", ma intanto domani gli addetti alla consegna incroceranno le braccia: otto ore di sciopero all'antivigilia del Black Friday. La soluzione? "Assumere più personale, aumentare le ore di lavoro ai part time e ridurre il numero delle consegne. Quando c’è di mezzo la salute e la sicurezza dei lavoratori bisogna far qualcosa".

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