Sabato, 23 Gennaio 2021
Piacenza

Tensione Amazon-lavoratori: il nuovo sciopero mette a rischio il Natale?

I dipendenti dello stabilimento di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, minacciano una nuova mobilitazione dopo che il colosso dell'e-commerce ha disertato l'incontro con i rappresentanti sindacali

Foto di repertorio

Dopo aver scioperato nel giorno del Black Friday, gli operai dello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni, nel piacentino, hanno incrociato ancora le braccia nella giornata di mercoledì, dopo che i rappresentanti del colosso dell'e-commerce hanno disertato l'incontro alla Prefettura di Piacenza con i rappresentanti sindacali. Un comportamento che ha contribuito ad aumentare la tensione nel polo piacentino, in cui lavorano circa 4mila dipendenti, tra contratti a tempo indeterminato e precari. Lo sciopero di due ore indetto nella giornata di mercoledì 20 dicembre è soltanto l'inizio di una mobilitazione che dovrebbe andare avanti anche nei prossimi giorni, mettendo a rischio le spedizioni proprio durante il periodo natalizio. 

I motivi della protesta

I punti di attrito tra i dipendenti e Amazon sono diversi e vanno dalla gestione delle malattie fino alla rotazione del personale. Eccoli nello specifico:

  • Uno dei punti cruciali è il cosiddetto 'periodo di comporto', ossia quel lasso di tempo in cui il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in malattia. La richiesta è che i lavoratori vengano avvertiti prima, in modo da non far scattare subito il licenziamento
  • Un altro punto importante è quella della rotazione del personale nei turni di lavoro, in modo da non far svolgere i turni più pesanti ai lavoratori precari, che sono più esposti ad eventuali ritorsioni perché meno tutelati. 
  • Poi c'è il premio di produttività che Amazon continua a negare. Il motivo? Secondo la Cgil “l'azienda usa i lavoratori come una macchina, sapendo che non può durare più di qualche anno”.

Tutte queste richieste sono state inviate dai sindacati di una lettera diretta all'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, chiedendo maggiori tutele per tutti i dipendenti. Il colosso ha detto di essere aperto al dialogo, ma questa volontà al momento viene smentita dall'evidenza dei fatti. Con la diserzione all'incontro con i sindacati e la mancanza di evoluzioni nelle ultime settimane, Amazon continua il 'braccio di ferro' senza arretrare di un passo.

Lo sciopero

Il braccio di ferro tra sindacati e azienda è continuato nell'ultimo mese, senza che venga raggiunto alcun accordo né sul contratto integrativo né sulle richieste di nuove condizioni contrattuali all'interno dello stabilimento di Castel San Giovanni. I lavoratori hanno deciso di scioperare dopo la mancata partecipazione di Amazon al tavolo previsto in Prefettura, dove i rappresentanti sindacali hanno aspettato invano: “ Eravamo regolarmente dal Prefetto di Piacenza dopo aver acconsentito all'ennesima richiesta di spostare l'incontro con Amazon, e l'azienda non si è presentata all'appuntamento dimostrando di avere in spregio i lavoratori e lo Stato italiano”: ha spiegato Fiorenzo Molinari, segretario della Filcams Cgil di Piacenza.

Cisl: “La violenza di Amazon ci lascia senza parole”

Il comportamento dei vertici di Amazon ha lasciato interdetti i sindacalisti, come ha confermato su IlPiacenza.it Francesca Benedetti della Fisascat Cisl di Parma e Piacenza:

“La giornata è stata costellata da momenti di forte tensione che vedono un grave disconoscimento da parte della multinazionale del ruolo dello Stato, del Prefetto che nel pieno dei suoi poteri ha cercato di mediare tra gli interessi contrapposti rappresentati. Il sindacato sta portando avanti questa vertenza con grande dignità e caparbietà, muovendo la propria azione sotto la spinta di un a grande fiducia espressa dai lavoratori, ma ora è necessario che le forze politiche locali e nazionali, intervengano a dare sostegno alla nostra azione, per mostrare al resto del mondo che ci sta osservando, che l’Italia non può accettare e non accetterà, che vengano messi in discussione i più elementari valori di rispetto della persona e che regolano la convivenza civile. Amazon come un predatore si nutre del territorio; dei suoi servizi e delle agevolazioni fiscali e contributive offerte, ma allo stesso tempo, disconosce l’autorità, la sovranità del paese che lo ospita. La violenza di questa logica ci ha lasciati senza parole e ci induce ad una riflessione profonda, su un futuro prossimo che vede il consolidarsi di un modello di sviluppo che cela solo sfruttamento”.

Porte chiuse ai sindacalisti

Un altro comportamento che ha mandato su tutte le furie i rappresentanti sindacali è stato il fatto che “Amazon non voleva far entrare i sindacati in azienda per svolgere assemblee già concordate – ha spiegato Molinari  segretario della Filcams Cgil di Piacenza - E’ stato necessario l’intervento del questore e dei carabinieri per far valere la Legge. E’ grazie alle forze dell’ordine che ci hanno accompagnato dentro l’azienda se siamo riusciti ad incontrare in assemblea i lavoratori, per questo ringraziamo il questore di Piacenza e i carabinieri. Di fatto – conclude Molinari - Amazon dimostra di voler giocare in un campo senza regole in cui l’unica legge che vige è quella del più forte”. 

“Pronti a scioperare sotto le festività natalizie”

Duro anche il commento di Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl, in merito al mancato incontro con i rappresentanti del colosso dell'e-commerce: “Il confronto è uno strumento di democrazia ed è indice di intelligenza sociale, cosa di cui evidentemente Amazon è sprovvista”. “Se i vertici della multinazionale si sentono 'sotto pressione' – ha continuato Capone - tanto da evitare vigliaccamente un incontro con i sindacati, che poteva essere risolutivo, di sicuro si va ulteriormente a inasprire il rapporto con i propri dipendenti, già ampiamente compromesso. Pertanto, chiediamo risposte concrete dall'azienda, volte a rivedere gli obblighi contrattuali dei suoi lavoratori. E se questo vuol dire iniziare a scioperare, anche sotto le festività, l'Ugl sarà al fianco dei dipendenti per salvare e tutelare la loro dignità con l'obiettivo di ottenere delle condizioni di lavoro più umane. Sosteniamo tutti insieme e con forza la campagna social lanciata dall'Ugl 'Anche no! Tu sfrutti, io non compro!' per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti i dipendenti Amazon”.  

La vicenda arriva a Roma

Sul caso Amazon è intervenuta anche la sottosegretaria al Lavoro Paola De Micheli, che non ha usato mezzi termini per definire il comportamento dell'azienda: “In queste settimane ho seguito con grande attenzione la vertenza relativa allo stabilimento di Amazon di Castel San Giovanni.  In costante contatto con il Prefetto di Piacenza Maurizio Falco e con i rappresentanti sindacali, ho approfondito le richieste avanzate dai lavoratori per ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro all'interno dei magazzini”.

“La scelta dell'azienda di non presentarsi - fa notare il Sottosegretario - all'incontro non è accettabile ed evidenzia una mancanza di rispetto nei confronti di un'istituzione che in queste settimane sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per allentare le tensioni ed entrare rapidamente in una fase negoziale.  Nel nostro paese non può considerarsi normale che un'azienda non si presenti ad una convocazione che ha un nobile e coerente obiettivo, effettuata dal rappresentante del Governo sul territorio locale. Per questo devo richiamare Amazon ad un comportamento più corretto nei confronti di un territorio che ha accolto e sostenuto il suo insediamento a Castel San Giovanni, dei lavoratori che eccellono in livelli produttività e di un Prefetto che si sta impegnando con competenza e disponibilità per risolvere la vertenza”. 

La campagna social

Sulla pagina Facebook di Ugl per i Lavoratori è stata lanciata nei giorni scorsi la campagna social “'Anche no! Tu sfrutti, io non compro!'”. Una campagna non di boicottaggio, ma di sensibilizzazione, che in meno di una settimana ha raccolto oltre 1.500 adesioni.

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I lavoratori: “Non ci piegherete”

In una nota ufficiale, Ugl ha voluto fare il punto della situazione:“La giornata del 20 dicembre ha visto, in sequenza, la lettera con cui Amazon ha tentato di impedire le assemblee convocate con tutti i crismi dalle organizzazioni sindacali e ciò in spregio all’art 20 dello Statuto dei Lavoratori, l’assenza della stessa azienda al tavolo istituzionale convocato dalla Prefettura congiuntamente ai sindacati con ciò manifestando la convinzione aziendale di poter sovrastare e padroneggiare i termini dei rapporti con le istituzioni, la consegna in Prefettura ed il successivo invio della lettera indirizzata a Bezos ed alle istituzioni in merito alla vertenza in corso, a dimostrazione della necessità di trovare nelle istituzioni un appoggio fattivo, l’arretramento di Amazon, su sollecitazione della questura, rispetto al tentato diniego delle assemblee, confermando che sul piano dei diritti gli stessi trovano dimora in quell’azienda solo se costituiscono un obbligo, le 5 assemblee tenutesi (l’ultima tenutasi da mezzanotte all'una del 21 dicembre) e tutte si sono concluse con lo sciopero nelle ultime 2 ore del turno di lavoro che hanno visto uscire dai tornelli oltre 400 lavoratori”.

La nota si conclude così: “A fronte del comportamento prepotente di Amazon i lavoratori hanno riposto: non ci piegherete”. La tensione resta alta e si attendono evoluzioni nelle prossime ore, ma allo stato attuale delle cose, le spedizioni per Natale sono in forte dubbio.

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