Martedì, 21 Settembre 2021
Economia Italia

Pensione, l'allarme dei sindacati: "Il sistema così non regge"

L'Ape non piace a Cgil Cisl e Uil che bocciano il piano del governo per la riforma del sistema pensionistico. Camusso: "Ridurre l'età pensionabile". Un plauso allo 'sconto' per le mamme lavoratrici da Annamaria Furlan: "Ma riguarda appena 4mila donne"

"Il sistema pensionistico attuale non regge e va cambiato". Non usa giri di parole il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso commentando la bozza presentata dal Governo per la riforma delle pensioni.

"Il Governo non ha proposto una riforma delle pensioni e, invece di risponderci sulla necessità di costruire un sistema flessibile che non continui ad allungare la vita pensionabile di chi è a lavoro, ha proposto di allargare un po' l'Ape social. Un tema che come è noto riguarda alcune categorie molto specifiche"

"Il Governo non rispetta l'impegno di rimodulare l'aspettativa di vita è una richiesta che facciamo da tempo" ha spiegato Camusso. "Il meccanismo è tale che se l'aspettativa di vita sale, sale l'età pensionabile, ma se l'aspettativa scende, non diminuisce l'età pensionabile" spiega il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan che illustra le richieste avanzate dai sindacati all'esecutivo.

Furlan (Cils): "Cala aspettativa di vita, per rinuncia alle cure"

"Non abbiamo chiesto la cancellazione dell'aspettativa di vita ma di rivederne il meccanismo a partire da quei lavoratori e da quelle lavoratrici per cui l'aspettativa di vita è un po' più bassa rispetto a quello che le statistiche prevedono. A causa della crisi economica tutte le statistiche hanno purtroppo accertato che c'è un aumento della mortalità perché le persone si curano meno e non c'é dubbio che vi sono lavori particolarmente gravosi".

Dal canto suo il ministro del lavoro Giuliano Poletti prosegue nell'incensare il sistema dell'anticipo pensionistico: "Entro la fine del mese l'Ape volontaria avrà la registrazione da parte della Corte dei Conti. Per sapere se una cosa funziona, bisogna farla". L'anticipo pensionistico volontario è previsto per la fine di settembre.

"Ape volontaria e Ape sociale, già pienamente operativa, sono frutto delle esigenze di flessibilizzare l'uscita pensionistica senza creare nuovi debiti - ha ricordato il ministro - con attenzione al criterio di equità: chi è meno in difficoltà può farlo da sé, chi è piu' in difficoltà viene aiutato dallo Stato. Un cittadino se vuole fa i conti, valuta la sua situazione e decide di andare in pensione in anticipo con pensione ridotta, altrimenti va avanti. Alle categorie più deboli permettiamo che il costo del pensionamento anticipato sia sorretto dallo Stato, con l'Ape sociale"

Pensione anticipata, arriva lo 'sconto' per le donne con figli

Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan plaude all'iniziativa del Governo che riconosce uno sconto di sei mesi per figlio alle donne che possono accedere all'ape social.

"Ma è una platea molto contenuta - chiarisce Furlan - parliamo di 4-5 mila donne. Sono tante le donne che lavorano e che non possono accedere all'ape social. Per questo, continua, abbiamo chiesto un riconoscimento universale del valore sociale ed economico della maternità. Siamo un paese in cui si fanno pochi figli. Far lavorare tutte le donne fino a 67 anni è esattamente il contrario di un processo che ripaga e riconosce la maternità".

Dello stesso parere Domenico Proietti, segretario confederale Uil che sottolinea come occore introdurre una flessibilità nell'età di accesso alla pensione e migliorare i trattamenti pensionistici.

"Per una reale flessibilità - osserva Proietti - occorre prevedere 12 mesi di anticipo rispetto all'eta' legale per l'accesso alla pensione di vecchiaia per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato un figlio. Tale anticipo va accresciuto di 4 mesi per ogni figlio oltre il primo, fino a un massimo di 2 anni. Contemporaneamente va ridotto l'importo soglia per l'accesso alla pensione contributiva anticipata a 63 anni e 7 mesi. Questo importo deve scendere da 2,8 ad almeno 2 volte l'assegno sociale". Inoltre, conclude, "per migliorare i trattamenti pensionistici va valorizzato il lavoro di cura prestato prevedendo una maggiorazione per i periodi di congedo per maternità, dentro e fuori il rapporto di lavoro, aumentando del 50% i contributi accreditati per questi periodi portando da 1 ad 1,5 volte la loro valutazione". 

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