Mercoledì, 21 Aprile 2021
Italia

L'App Immuni? Ne parleremo a Giugno: "Nuovi contagi soprattutto nei luoghi di lavoro"

Come avverte il ministro Boccia serviranno ancora settimane per l'app di contact tracing: "Ma si tratta di digitalizzare attività che già facciamo"

"Ne parleremo a Giugno". L'App Immuni entrerà nel sistema anti Covid-19 solo nelle prossime settimane secondo quanto prevede il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. "Ma si tratta di attività che già facciamo - ha spiegato Boccia all'Ordine degli avvocati di Roma - soltanto che, come tutte le attività non digitalizzate, le facciamo 'a mano'...".

"Oggi, il tracciamento dei contatti lo fanno gli operatori sanitari, perché quando una persona risulta positiva al coronavirus, deve dichiarare con chi ha avuto a che fare e che rapporti ha tenuto nei giorni precedenti; magari un nome si dimentica, un altro si scrive male, un altro ancora non è contattabile... Ma il tracciamento lo facciamo e quei nomi indicati restano nei libri delle Asl, vengono contattati, alcuni vanno in quarantena, altri si sottopongono al test molecolare, al tampone, per verificare altri eventuali contagi".

Per il ministro Boccia, "il passaggio alla App Immuni è semplicemente il passaggio all'informazione digitale di un lavoro che è stato fatto finora 'a mano': non ci si è inventati nulla di che. Si rende più efficiente il processo di tracciamento dei contatti del paziente e, in caso di positività e solo dietro il consenso del singolo cittadino, il sistema allerta in automatico i contatti che sono stati stretti, fornendo dati importanti al ministero della Salute".

Boccia: "Nuovi contagi soprattutto nei luoghi di lavoro"

Di una 'nuova' normalità avverte il ministro per gli Affari regionali: "Non abbiamo la certezza che non ci potranno essere nuovi contagi. Purtroppo, ci saranno; e ci saranno soprattutto nei luoghi di lavoro". 

"Il nodo è soltanto uno - sottolinea l'esponente del Governo - ovvero: come vivremo al tempo di questa 'nuova' normalità? I risultati positivi di queste ore e di questi giorni sono i risultati straordinari dello Stato che ha mediato con le Regioni e ha riadattato l'organizzazione territoriale della Sanità. Ma il vaccino migliore saranno i nostri comportamenti. Abbiamo imparato la lezione: il coronavirus non è scomparso e non è sparito; e non è diminuito perché lo contiene una cura particolare, ma perché siamo rimasti a casa".

Ma, riconosce il ministro Boccia, "non possiamo restare a casa 'sine die'. Ora che ripartiamo, faremo un nuovo passo avanti con le Regioni, misureremo gli effetti della riapertura con molta attenzione: le Regioni saranno responsabilizzate e saranno chiamate a rispondere sui numeri. Cammineranno con le loro gambe, ma quelle gambe dovranno essere aiutate dalle attività di prevenzione e anche dalla App Immuni che consentirà di tracciare tutti coloro che hanno ruotato intorno ai positivi, per intervenire prima rispetto al passato".

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