Assegno unico da 200 euro al mese per ogni figlio: c'è il primo via libera alla Camera

Il testo della legge delega passa ora all'esame del Senato. Per il capogruppo Pd Delrio si tratta di una "rivoluzione epocale": ecco i dettagli della misura

Foto di repertorio

Primo via libera all’assegno unico per le famiglie. Con 452 voti a favore, la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge delega per riordinare, semplificare e potenziare le misure relative al sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico. Il testo passa ora all'esame del Senato. Il governo avrà poi 12 mesi di tempo per esercitare la delega conferitagli dal Parlamento attenendosi ai criteri stabiliti dalle due Camere. L’iter dunque è ancora lungo anche se la maggioranza conta di far partire la misura entro il mese di gennaio del prossimo anno.

La proposta era stata presentata il 4 giugno 2018 (primo firmatario il capogruppo Pd Graziano Delrio) e prevedeva il riconoscimento, a partire dal settimo mese di gravidanza, "di un assegno unico per ciascun figlio minorenne a carico, per un importo fino a 240 euro per dodici mensilità". Il "bonus" dovrebbe essere erogato fino ai 21 anni con una maggiorazione a partire dal terzo figlio e per le famiglie in cui sono presenti dei disabili. In realtà i dettagli sono ancora tutti da definire, a partire dall’importo che in realtà potrebbe essere leggermente inferiore ai 240 euro. 

"Si era fatta un'ipotesi fra 200 e 250 euro, in una prima simulazione" ha affermato di recente la ministra per la famiglia Elena Bonetti. "Non abbiamo prefissato una cifra ogni mese le famiglie riceveranno una somma per ciascun figlio, dalla nascita fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio e in caso di figli disabili, dal 30% al 50%, estesa a tutto l'arco della vita". Secondo Delrio, l’importo dovrebbe aggirarsi sui 200 euro.

Una coppia con due figli potrebbe ad esempio ottenere fino a 400 euro al mese, ma nel calcolo dell'importo saranno considerati anche altri fattori quali l'età del figlio e il reddito familiare. Ad ogni modo molto potrebbe cambiare da qui a gennaio. La misura, che dovrebbe costare circa 20 miliardi di euro, sostituirà tutti i bonus esistenti a favore delle famiglie che saranno riaccorpati in un unico assegno. 

Altro aspetto importante della riforma è che l’erogazione dell’assegno unico non avrà limite di ISEE, anche se il governo - nell’esercitare la delega - dovrà tenere conto delle indicazioni espresse dalle Camere che prevedono criteri di progressività basati sul reddito.

Oltre all’assegno unico, nel disegno più generale del Family Act sono previste altre misure per le famiglie, quali un’indennità integrativa della retribuzione per le madri lavoratrici e contributi per asili nido pubblici e privati. 

Per Graziano Delrio, l’introduzione dell’assegno unico "è una rivoluzione epocale per questo Paese: equivale all`istituzione del servizio sanitario nazionale". La misura, ha detto il capogruppo Pd in un’intervista al "Mattino", "funziona come le grandi misure di sostegno in vigore nei Paesi della Ue e di cui l’Italia non si era ancora dotata".

"Una rivoluzione che vale 21 miliardi ed è una misura senza precedenti nelle politiche familiari di questo Paese - ha aggiunto il capogruppo - abbiamo sistemato un altro tassello per le famiglie più numerose che sono anche le più povere ma sicuramente servono altre misure in particolare per i tempi di lavoro delle donne e congedi".

Delrio: "Assegno da 200 euro mensili che scende con il reddito"

Intanto con questa legge ha detto Delrio"“non ci saranno più figli di serie A e di serie B perché finalmente anche quelli degli autonomi, dei liberi professionisti, degli in capienti e dei disoccupati avranno io stesso sostegno e saranno trattati come gli altri. Ogni figlio sino ai 18 anni, o prorogabile sino a 21, avrà un assegno d i 200 euro mensili, sino a calare secondo il reddito".

Assegno unico, Bonetti: "Momento storico"

"La Camera ha appena approvato all'unanimità l'assegno unico e universale. È davvero un momento storico per il Paese e lo è per la politica, che con un voto trasversale rimarca l'assunzione di una responsabilità piena e importante, di tutti, per le famiglie. Un segnale bello da questo parlamento". Lo scrive sulla sua pagina Facebook la minsitra per la Famiglia e le Pari opportunità, Elena Bonetti.

"La politica che si mette tutta a servizio di tutti, a servizio del Paese. Il Family Act - prosegue - è nato come un sogno alla Leopolda ma è qualcosa di molto concreto, abbiamo voluto che partisse al più presto per rispondere subito alle attese che le famiglie hanno da anni. Primo atto è l'assegno, frutto di un percorso condiviso con le associazioni familiari a cui siamo grati per le sollecitazioni e il costante contributo costruttivo".

"Abbiamo voluto - conclude - che fosse universale, per tutti i bambini. Unico, perché occorre più semplificazione. Stabile, ogni mese fino ai 21 anni, perché i ragazzi sono il nostro futuro da proteggere e accompagnare".

Cosa prevede l'assegno unico per le famiglie, video

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