rotate-mobile
Domenica, 22 Maggio 2022
La novità

Assegno unico: quando arrivano i soldi e cosa succede con gli arretrati

 La sostituzione dei "vecchi" assegni famigliari e detrazioni si traduce in un beneficio medio da 535 euro (in un anno) per le famiglie con un figlio. I numeri diventano più sostanziosi con l'aumentare del numero dei figli

Otto figli su 10 in Italia hanno ottenuto qualcosa in più dall'assegno unico rispetto a benefit già esistenti. La sostituzione dei "vecchi" assegni famigliari e detrazioni con l’assegno unico si traduce in un beneficio medio da 535 euro (in un anno) per le famiglie con un figlio. I numeri diventano più sostanziosi con l'aumentare del numero dei figli, e arriva a 688 euro quando sono due, a 885 quando sono tre per attestarsi a 1.192 euro dai quattro figli in su. Come si fa domanda? Come recuperare gli arretrati? Procediamo con ordine

Assegno unico: chi ci guadagna davvero

Chi ci guadagna con l'assegno unico, che ha debutato il mese scorso? Nel confronto con le politiche in vigore fino all'anno scorso, la declinazione “universale” dell'assegno e le risorse aggiuntive che lo finanziano in generale aiutano soprattutto le famiglie più numerose e meno fortunate sul piano economico. Cambia molto anche fra autonomi e dipendenti. I primi sono avvantaggiati dal fatto di essere stati ignorati dai vecchi assegni famigliari, ma scontano un meccanismo dell’Isee che li penalizza calcolando l’indicatore al lordo dei contributi previdenziali mentre nel caso dei dipendenti è pulito da una franchigia. Questo aspetto cambia la curva degli effetti sui redditi, perché gli autonomi con un figlio a carico raggiungono nei calcoli Upb un Isee da 15mila euro con un reddito imponibile da 23.500 euro mentre i dipendenti arrivano allo stesso livello con un imponibile da 33.600 euro. Terzo punto: il nuovo assegno taglia gli aiuti ad alcune famiglie, soprattutto per effetto dell'Isee. Il problema riguarda 613mila famiglie, circa l'8% dei nuclei , che però sono coperti dalla salvaguardia quando l'Isee non supera i 25mila euro.

L'assegno unico 'premia' 8 figli su 10 (circa il 77%) che, grazie all'introduzione della riforma, ''beneficiano di un incremento dei trasferimenti, che ammonta in media a circa 672 euro''. Lo rileva l'Upb nel dossier 'L'assegno unico: effetti distributivi e interazione con la riforma dell'Irpef'. Secondo le stime condotte con il modello di microsimulazione tax-benefit dell'Ufficio parlamentare di bilancio il nuovo assegno unico vale potenzialmente circa 18,2 miliardi di euro, in linea con le stime ufficiali della relazione tecnica. Tale onere è compensato per 11,5 miliardi dalle risorse derivanti dall'abrogazione degli anf, delle detrazioni fiscali e di altri istituti di importo minore. I rimanenti 6,8 miliardi, già precedentemente accantonati nel Fondo destinato al finanziamento dell'assegno unico, rappresentano risorse aggiuntive destinate al sostegno dei figli a carico.

L'introduzione dell'assegno unico premia, come atteso, i nuclei che non beneficiavano (o beneficiavano solo in parte) degli istituti previgenti. Coloro che non ricevevano l'assegno nucleo familiare (perché non lavoratori dipendenti) o sconti fiscali (perché incapienti) ''godono di un vantaggio medio per figlio'' di 1.237 euro. Le famiglie che, invece, già beneficiavano delle misure avranno un incremento medio di 598 euro. Lo rileva l'Upb nel dossier 'L'assegno unico: effetti distributivi e interazione con la riforma dell'Irpef'. Nel complesso ''i nuovi nuclei beneficiari, che comprendono circa il 20% dei figli interessati dalla riforma, ottengono quasi il 20% delle risorse distribuite, vedendo incrementare il loro reddito disponibile di circa il 22%''.

Come fare domanda oggi stesso

Tutti coloro che presentano domanda dal 1° di marzo si trovano a perdere le misure precedentemente in vigore, percepite in busta paga dai lavoratori dipendenti (detrazioni fiscali per i figli a carico e assegni al nucleo familiare). Scompaiono, con l'arrivo dell'assegno unico. Era messo in conto che in concomitanza con l’arrivo delle buste paga, tra fine marzo e inizio aprile, si sarebbe assistito a un “risveglio” delle domande.

Chi farà domanda entro il mese di giugno (incluso) avrà sempre diritto agli arretrati accumulati a decorrere dal mese di marzo. E l’Inps, in tutti i casi, provvederà - si legge nella circolare n. 23 del 9 febbraio scorso - al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda. Qualora, invece, la presentazione dell’istanza avvenga dal 1° luglio in poi, la misura decorrerà dal mese successivo a quello della domanda stessa, senza arretrati. In questo scenario rileva anche la tempistica con cui viene elaborato l’Isee che, se successivo al momento della domanda, renderà necessario attendere fine anno per gli eventuali conguagli degli importi spettanti.

Per le domande presentate dal 1° marzo in poi, il pagamento viene effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda. La normativa prevede infatti che l'assegno unico e universale venga pagato nel mese successivo a quello in cui è stata inoltrata richiesta all'Inps. 

L'Isee non serve per forza per ricevere la cifra minima, 50 euro al mese. Si può fare domanda di assegno unico per ogni figlio senza avere ancora un Isee 2022 e caricarlo poi successivamente sulla piattaforma, o anche non caricarlo proprio. La domanda si compila rapidamente, un quarto d'ora di tempo, online. La domanda può essere presentata attraverso: il sito internet www.inps.it (con accesso diretto al servizio in evidenza tramite Spid, Carta di Identità Elettronica 3.0 (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns); il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico); gli enti di patronato; le sedi Inps più vicine.

L'assegno unico viene pagato mensilmente, in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) in corso di validità e riguarda tutte le famiglie (dipendenti, autonomi e disoccupati) con figli a carico: non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido, è compatibile con altre misure in denaro a favore dei figli a carico ed è compatibile con il Reddito di cittadinanza.  L'assegno spetta per ciascun figlio minorenne a carico e, con importo inferiore, per i figli di età compresa fra i 18 e i 21 anni. A regime la misura comporterà stanziamenti per circa 19 miliardi annui, sostituendo strumenti di sostegno preesistenti, e accresce di 6 miliardi all'anno le risorse precedentemente destinate alla famiglia e alla genitorialità. Per le famiglie con Isee pari o inferiore a 15.000 euro l'assegno è pari a 175 euro al mese. Si riduce fino a 50 euro per famiglie con Isee superiore a 40.000 euro.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Assegno unico: quando arrivano i soldi e cosa succede con gli arretrati

Today è in caricamento