Assegno unico: ecco il "bonus" universale per le famiglie, si parte da gennaio

L'assegno dovrebbe sostituire tutte le attuali misure di sostegno per i nuclei familiari con figli a carico. Ma non si tratta solo di un bonus: nel Family Act anche misure per sostenere l'occupazione femminile e una nuova disciplina per il congedo parentale

Foto di repertorio

L’approvazione in consiglio dei ministri, avvenuta lo scorso 11 giugno, è passata un po’ in sordina. Eppure il Family Act, lo strumento pensato per il "sostegno e la valorizzazione delle famiglie", è la riforma più ambiziosa partorita dal governo Conte 2. Si tratta di un provvedimento, si legge nel documento di Palazzo Chigi, destinato a sostituire tutte "le misure di sostegno economico per le figlie e i figli a carico, nonché uno o più decreti legislativi per la istituzione e il riordino delle misure di sostegno all’educazione delle figlie e dei figli".

Assegno unico per le famiglie, di cosa si tratta

Un progetto a lungo termine. Che prevede un un assegno unico "ai nuclei familiari con figlie e figli, secondo criteri di progressività basati sull’applicazione di indicatori della situazione economica equivalente (ISEE)" tenendo conto anche del numero dei figli. Il ministro della Famiglia Elena Bonetti preferisce non usare il termine "bonus" perché, ha spiegato in un’intervista a 'Il Mattino', parliamo di "una misura in grado di dare stabilità alle famiglie e consentire loro di fare scelte di educazione e formazione che oggi molte di loro non sono in grado di sostenere sul piano economico". 

Una riforma ambiziosa

In effetti il Family Act ha almeno un paio di peculiarità che lo distinguono dai vari bonus introdotti dagli ultimi governi:

  1. È una misura che anziché complicare l’attuale quadro normativo, va a semplificarlo (almeno nelle intenzioni del governo).
  2. Non dovrebbe avere limiti ISEE, sebbene l’importo dell’assegno sarà diverso a seconda delle fasce di reddito.  

Family Act, Bonetti: "Assegno unico universale da gennaio 2021"

Con il Family Act il governo intende mettere la mani sue due problemi che il Paese si trascina avanti da tempo: quello della denatalità e quello dell’occupazione femminile. Il provvedimento è già passato al vaglio della Commissione alla Camera e il 16 luglio andrà al voto. "Contiamo in autunno - ha detto la ministra al 'Mattino' - di emanare i decreti attuativi per far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Maggiorato per il terzo figlio, sosterrà tutte le famiglie mese dopo mese, dalla nascita del bambino fino a quando compirà 21 anni". 

Assegno unico per le famiglie, il problema delle coperture

A Coffee Break, su La7, il ministro ha di recente definito il Family Act la "prima riforma strutturale integrata delle politiche familiari nel nostro Paese". 

Il problema è il costo - non indifferente - della misura: quindici miliardi di euro. "L’assegno - ha spiegato Bonetti - rientrerà nell’ambito della riforma fiscale" ma, ha ammesso il ministro, "serviranno risorse aggiuntive". Parte delle coperture dovrebbe essere garantito dal riordino dei bonus esistenti che saranno cancellati e accorpati in un unico assegno. L’intenzione è comunque quella di garantire che rispetto alle misure di sostegno attuali nessuno prenda meno.

Secondo ‘Repubblica’ all'appello dovrebbero mancare circa 7 miliardi di euro. Bonetti ha spiegato che "serviranno certamente anche altre risorse, soprattutto recuperandole dall’evasione fiscale". È però molto più probabile che se la riforma andrà davvero in porto il governo decida di fare ampio ricorso al deficit, come è avvenuto molte volte nell’ultima legislatura. 

Assegno unico, l'importo è ancora un'incognita

Quanto agli importi non c’è nulla di deciso. La proposta del Pd era quella di garantire un assegno unico di almeno 240 euro al mese a nucleo familiare. "Si era fatta un'ipotesi fra 200 e 250 euro, in una prima simulazione” ha ammesso Bonetti ad 'Agorà' sulla Rai, senza però sbilanciarsi.  "Non abbiamo prefissato una cifra – ha sottolineato - ogni mese le famiglie riceveranno una somma per ciascun figlio, dalla nascita fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio e in caso di figli disabili, dal 30% al 50%, estesa a tutto l'arco della vita".

Le altre misure del Family Act

Oltre all’assegno unico universale, nel Family Act ci saranno diverse altre misure destinate alla famiglia, tra cui - si legge - "il rafforzamento della disciplina inerente i congedi parentali", "gli incentivi al lavoro femminile" e il rimborso, anche del 100%, delle spese per asili nido e scuole dell’infanzia.

In particolare:

  • Il Family Act prevede un congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita della figlia o del figlio. 
  • È prevista un’indennità integrativa della retribuzione per le madri lavoratrici erogata dall’INPS, per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio

  • Sono previsti contributi, "che possono coprire anche l’intero ammontare delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, asili nido familiari, micronidi, sezioni primavera e scuole dell’infanzia".

Quanto all’assegno unico, avrà le seguenti caratteristiche: 

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  • Sarà universale, ovverà sarà erogato ad ogni famiglia con figli a carico fino a 21 anni di età, a prescindere dal reddito.
  • Avrà un importo minimo cui verrà "aggiunta una quota ulteriore e variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)". 
  • Sarà riconosciuto "a decorrere dal settimo mese di gravidanza";
  • Non concorrerà a formare il reddito complessivo;
  • Sarà incrementato per ciascun figlia o figlio con disabilità
  • L’importo terrà conto dell’età dei figli a carico.
  • È riconosciuta una integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti in ogni caso inferiore a al trattamento complessivo in quello in godimento.

Superbonus, incentivi e sconto Imu: le ultime novità del decreto Rilancio

Family Act, il testo del ddl (Pdf)

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