Mercoledì, 16 Giugno 2021
La misura

Assegno unico per ogni figlio "semplificato" dal 1º luglio 2021: a chi spetta e cosa c'entra il reddito di cittadinanza

Si parte tra venti giorni con la misura ponte. L’assegno unico per ogni figlio è compatibile sia con il reddito di cittadinanza sia con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate da Regioni o Comuni. Poi dal 2022 si va a regime

L'assegno unico parte dal 1 luglio 2021

Tra venti giorni si parte con l'assegno unico per ciascun figlio (ma non per tutti). "L'assegno unico universale non è un sussidio, è una tassa negativa. È un investimento fatto a nome di tutta la comunità, perchè un bambino è un valore per tutti. È una riforma epocale del nostro Paese: per la prima volta si introduce un approccio di visione integrata, è un investimento economico mai visto, con un +40% delle risorse economiche per le politiche familiari, e infine cambia l'approccio e introduce un'ottica di prospettiva e investimento" dice la ministra delle Politiche famigliari e delle Pari opportunità Elena Bonetti (Italia viva è molto attiva per intestarsi la paternità della misura). "L'esperienza del Covid e la rielaborazione di un nuovo modello economico e sociale che ne deve conseguire troverà nel Family Act e nell'assegno unico universale un primo laboratorio di possibilità di essere costruita", ha concluso..

L'assegno unico per ogni figlio "è sicuramente un bel segnale per le famiglie italiane, soprattutto per quelle che non hanno alcun beneficio" affermano le Acli che, inoltre, apprezzano il fatto che la norma ponte "preveda il mantenimento delle detrazioni fiscali". Ma andiamo nel concreto: facciamo i conti in tasca all'assegno unico. Quanto spetterà a ogni famiglia?

Quanto si prenderà di assegno unico?

L’assegno unico per i figli under 21 partirà integralmente solo dal 2022. Per i prossimi sei mesi però verrà adottata una "soluzione ponte", già da luglio. In pratica un assegno semplificato con importi minori rispetto all'assegno da 250 euro massimi (217,8 euro) e calcolato sulle condizioni reddituali reali delle famiglie. Il minimo è 30 euro. Si è arrivati a questa soluzione perché l'approvazione della legge delega 41/2021 è arrivata tardi. Dal primo luglio l'assegno unico viene anticipato a tutti quei nuclei familiari che non godono di nessun altro tipo di sostegno per i figli, portandolo poi a regime dal prossimo anno. 

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 135 dell'8 giugno 2021 è stato pubblicato il decreto legge 8 giugno 2021, n. 79 (testo in calce). Il decreto legge, approvato dal Consiglio dei Ministri n. 22 del 04.06.2021, oltre a prevedere un potenziamento dell’importo degli ANF (assegni nucleo familiare), introduce il cosiddetto assegno “ponte” per le famiglie che non godono dei requisiti per ottenere gli assegni familiari (ANF). Tale misura è prevista, in via temporanea, a partire dal mese di luglio e sino al 31 dicembre 2021.

L’assegno temporaneo, "ponte", è operativo dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021. L’assegno è rivolto a tutte le famiglie con figli minori di età che non abbiano i presupposti per ricevere gli assegni familiari. La famiglie deve avere un ISEE inferiore a 50 mila euro annui.

Altri requisiti del richiedente:

  • cittadino italiano o di uno Stato membro dell’UE, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • cittadino di uno Stato non appartenente all’UE, in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • domiciliato o residente in Italia e abbia i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Viene corrisposto per ogni figlio minore d’età e diminuisce all’aumentare del livello dell’ISEE. L’importo dell’assegno temporaneo varia da un minimo di 30 euro ad un massimo di circa 217 euro per ciascun figlio. Se la famiglia è composta da più di due figli l'importo unitario per ciascun figlio minore viene aumentato del 30% e per ciascun figlio minore con disabilità gli importi sono maggiorati di 50 euro.

Attenzione: le domande presentate entro il 30 settembre 2021 danno diritto alla corresponsione delle mensilità arretrate da luglio 2021. Si fa domanda o sul sito Inps o attraverso un patronato. L’assegno "ponte" è compatibile sia con il reddito di cittadinanza sia con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni.

L'assegno spetterà a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico

L'assegno a regime spetterà a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Avrà un valore massimo di 250 euro: nella cifra confluiscono una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia. Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Secondo lo scenario prospettato l'80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un'Isee sotto i 30 mila euro. L'importo dell'assegno diminuisce se si alza l'Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni

Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l'assegno ha un valore massimo di 217,8 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia. Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all'assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:

  • è iscritto all’università;
  • è un tirocinante;
  • è iscritto a un corso professionale;
  • svolge il servizio civile;
  • svolge un lavoro a basso reddito.

L'assegno - come credito di imposta o accredito mensile - ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all'Isee. Secondo lo scenario prospettato da alcune simulazioni l'80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un'Isee sotto i 30 mila euro. L'importo dell'assegno diminuisce se si alza l'Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all'anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all'anno.

Tutte le misure che saranno cancellate dall'assegno unico

L'assegno unico consentirà di eliminare quello ai nuclei con almeno tre figli minori, l’assegno di natalità, il premio alla nascita o all’adozione (l’una tantum di 800 euro), il fondo di sostegno alla natalità. E poi ci sono altre due misure gradualmente superate o soppresse, ovvero le detrazioni Irpef per figli a carico e l’assegno per il nucleo familiare. La riforma non toccherà per ora le detrazioni per i figli a carico, che spettano a tutti i genitori che pagano le tasse, autonomi o dipendenti. Il loro importo è di 1.220 euro l’anno per i figli sotto i 3 anni e di 950 per gli altri (con aumenti per i nuclei numerosi), ma si riduce gradualmente fino ad azzerarsi a 95mila euro lordi: più si dichiara al fisco, meno si prende.

Molte misure di sostegno verranno gradualmente eliminate:

  • L’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, di cui all’articolo 65 della legge n. 448 del 23 dicembre 1998. Tale misura, introdotta nel 1999, prevede l’assegnazione di un importo mensile alle famiglie con tre figli minori di 18 anni a carico. Nel 2020 la misura massima di tale assegno era di 145,14 euro mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con ISEE inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);
  • L’assegno di natalità, di cui all’articolo 1, comma 125, della legge n. 190 del 23 dicembre 2014, all’articolo 23-quater, commi 1 e 2, del decreto legge n. 119 del 23 ottobre 2018 convertito con modificazioni dalla legge n. 136 del 17 dicembre 2018, e all’articolo 1, comma 340, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019. Introdotto dalla legge di Stabilità 2015, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione. Il contributo previsto è scaglionato per fasce di reddito; nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con ISEE non superiore a 7.000 euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’ISEE superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40.000 euro, pari a 960 euro per le famiglie con ISEE superiore a 40.000 euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;
  • Il premio alla nascita o all’adozione, di cui all’articolo 1, comma 353, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016. Introdotto con legge di Stabilità 2017, la misura consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • Il fondo di sostegno alla natalità. Previsto dall’articolo 1, commi 348 e 349, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016. Istituito con legge di Bilancio 2017 e con una dotazione di 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro a decorrere dal 2021. Il fondo è diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari. Nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, inoltre, le seguenti misure verranno gradualmente superate o soppresse:
  • Le detrazioni Irpef per figli a carico, previste dall’articolo 12, commi 1, lettera c), e 1- bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986. Esse spettano in misura inversamente proporzionale al proprio reddito e si annullano per redditi pari o superiori a 95.000 euro;
  • L’assegno per il nucleo familiare, previsto dall’articolo 2 del decreto legge n. 69 del 13 marzo 1988, convertito con modificazioni dalla legge n. 153 del 13 maggio 1988, nonché gli assegni familiari previsti dal testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 797 del 30 maggio 1955.

L'assegno unico per ogni figlio dal 1º luglio 2021. Da 30 a 217,8 euro: chi ne ha diritto

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