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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Le criticità

Perché con l'assegno unico per i figli si rischiano 200 euro in meno in busta paga

"L'assegno unico è una bomba sociale", avverte il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri

Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, lancia un allarme rosso sull'assegno unico, il nuovo sostegno economico per le famiglie con figli a carico studiato per rimettere ordine e riunire in una sola prestazione tutti i contributi a favore della genitorialità. L'assegno mensile, destinato sia ai lavoratori dipendenti che agli autonomi, arriverà sino ad un massimo di 175 euro a figlio per chi ha un indicatore Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 15mila euro, per poi andare a scalare per chi ha redditi superiori. Previsto un minimo di 50 euro per tutti coloro che hanno un reddito Isee superiore a 40mila euro e maggiorazioni in caso di figli disabili o famiglie numerose. 

A destare preoccupazioni è soprattutto l'assenza di un meccanismo automatico di assegnazione del sostegno alla genitorialità: per ottenere l'assegno unico, infatti, a partire da gennaio 2022 bisognerà farne espressa richiesta all'Inps, sperando "in una pratica rapida. Così impostata questa misura pone perplessità", sottolinea il sindacalista durante un intervento ad Agorà su Rai Tre. "L'assegno unico è una bomba sociale. Da gennaio molti lavoratori rischiano di non vedere più 200 euro netti in busta paga", tuona Bombardieri. 

Le criticità dell'assegno unico

Il problema principale che ruota attorno all'assegno unico riguarda appunto la necessità di presentare specifica domanda all'Inps, altrimenti da marzo in molti si ritroveranno con una busta paga più leggera. Secondo il decreto attuativo nel momento in cui si presenta l'istanza, in modalità telematica o tramite istituti di patronato, va dichiarato all'Istituto nazionale di previdenza sociale anche l'Isee, che come sappiamo bene prende in considerazione non solo i redditi da lavoro ma anche i patrimoni e i risparmi, prima non rilevati nel sistema di detrazioni per carichi familiari e assegni al nucleo. Di conseguenza una famiglia a parità di figli riceverà un assegno più basso se ha una casa di proprietà o qualche soldo da parte, con differenze nel sostegno a volte anche significative. 

Coloro che decidono di non presentare l'Isee, magari per non finire troppo sotto la lente del Fisco, riceveranno sul proprio conto corrente la cifra minima possibile indicata per l'assegno unico, vale a dire 50 euro al mese a figlio, premiando in un certo senso gli evasori.

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