Giovedì, 3 Dicembre 2020
Italia

L'assegno unico per i figli è svantaggioso per quasi una famiglia su tre

Il governo estenderà a tutti le forme di sostegno fiscale ma l'introduzione della nuova misura e l'abolizione delle preesistenti sarà a saldo negativo per il 29,7% di famiglie

Si fa presto a dire assegno unico per i figli: l'intervento contenuto in Manovra e destinato a sostenere le famiglie - diciamolo subito - non sarà un assegno ma un credito di imposta e per quasi una famiglia su tre il saldo tra l'introduzione della nuova misura e l'abolizione delle preesistenti risulterebbe negativo.

L'assegno unico per i figli è svantaggioso per quasi una famiglia su tre

Ma andiamo con ordine: l'assegno unico e universale per le famiglie - indirizzato a tutti, anche ad autonomi e incapienti - rappresenta un cambiamento epocale perché andrà a sostituire la miriade di interventi dedicati al sostegno della natalità: oggi in Italia 12 milioni di contribuenti godono delle detrazioni fiscali per familiari a carico, 4,2 milioni le famiglie raggiunte dagli assegni (Anf), il principale contributo attivo per chi ha figli fino ai 18 anni. Gli assegni familiari spettano però a solo a dipendenti privati, agricoli, domestici, iscritti alla gestione separata Inps e ai titolari di prestazioni previdenziali. 

La nuova misura che estenderà a tutte le famiglie una forma di sostegno fiscale richiederà un incremento della spesa tra il 30 e il 40% a seconda di includere anche le famiglie che hanno figli tra i 18 anni (come da proposta di legge) e i 21 anni (come da intenzioni del governo). 

Ma cosa cambierà per le famiglie? Secondo il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, audito in merito dai deputati commissione Affari sociali della Camera, gli importi erogati - calcolati in base all'Isee, andranno da 50 euro a circa 250 euro al mese per ciascun figlio dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 21esimo anno di età.

Sempre secondo l'Istat, l'assegno che andrebbe a sostituire tutte le altre forme di sostengo, determinerebbe si un incremento di reddito per la gran parte delle famiglie con figli (il 68%), ma se per il 2,4% dei casi la situazione non cambierebbe, per il restante 29,7% di famiglie il saldo tra l'introduzione della nuova misura e l'abolizione delle preesistenti risulterebbe negativo.

"L'effetto netto sul bilancio delle famiglie - spiega Blangiardo - sarebbe pari, in media a circa 1.162 euro, 97 euro al mese".

L'assegno unico per i figli: come funziona

Secondo quanto si legge nel disegno di legge delega collegato alla legge di bilancio, l'importo dell'assegno è composto da un importo base attribuito a tutti i nuclei familiari con figli a carico, al quale può associarsi un importo variabile, determinato per scaglioni sulla base dell’ISEE, in ragione delle condizioni economiche del nucleo familiare di riferimento, tenendo altresì conto del numero dei figli a carico (per i figli successivi al secondo, l’importo è maggiorato del 20 per cento).

Sempre secondo il testo del Ddl, l’assegno è attribuito mensilmente mediante la corresponsione diretta di una somma di denaro ovvero mediante il riconoscimento di un credito da utilizzare in compensazione dei debiti di imposta.

Quanto alla tempistica, dal 1 luglio l’assegno sarà riconosciuto dal settimo mese di gravidanza ed non oltre il diciottesimo anno, salvo che per i figli con disabilità, ai quali può essere attribuito oltre la maggiore età e con importi incrementati.

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