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Sabato, 27 Novembre 2021
Il decreto attuativo

L'assegno unico per i figli da 175 euro al mese da gennaio: a chi spetta

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo. Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio delle commissioni competenti delle Camere. Cosa c'è da sapere

C'è l'atteso via libera. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo dell'assegno unico per i figli che entrerà a regime da gennaio 2022. Il provvedimento ora dovrà passare al vaglio delle commissioni competenti delle Camere prima del "lasciapassare" definitivo. La nuova misura andrà ad inglobare tutti i vari benefici dello stesso tipo già esistenti. Il sussidio economico verrà erogato in favore di chi ha figli, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di età.

Assegno unico per i figli: come funziona e chi ne ha diritto

Secondo lo schema di base dell'assegno unico universale, contenuto nella bozza del decreto attuativo, il sussidio consisterà in un'erogazione mensile fino a 175 euro, che scenderà a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni. L'importo pieno andrà a chi ha un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 15mila euro. Per chi ha redditi superiori, l'assegno scenderà progressivamente, fino al minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non presenta la dichiarazione. Per i mesi di gennaio e febbraio di ogni anno si fa riferimento all'Isee in corso di validità a dicembre dell'anno precedente.

Secondo la bozza circolata prima del Consiglio dei ministri, saranno previste maggiorazioni in base al numero di figli, alla presenza di disabili, al reddito e al lavoro di entrambi i genitori. Il nuovo assegno unico terrà conto delle famiglie numerose: a partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all'Isee. Dal 2022 sarà prevista inoltre una "maggiorazione forfettaria" da 100 euro al mese per i nuclei "con quattro o più figli".

Prevista un'ulteriore maggiorazione da 30 euro al mese per ciascun figlio se entrambi i genitori lavorano, che diminuisce al crescere dell'Isee fino ad azzerarsi oltre i 40mila euro. Mentre altri 20 euro al mese per ciascun figlio arriveranno alle mamme under 21, indipendentemente dall'Isee. Inoltre, il sussidio non avrà "limiti di età" per i figli disabili. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più "in caso di non autosufficienza", 95 euro al mese in più "in caso di disabilità grave" e 85 euro in più "in caso di disabilità media". In presenza di maggiorenni disabili fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più, mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all'Isee: con Isee fino a 15mila euro si avrà un assegno di 85 euro al mese, che si ridurrà fino a 25 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

Il sussidio andrà al genitore che fa la domanda o "a richiesta anche successiva, in pari misura" tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo "l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario". Nel caso di nomina di un tutore, l'assegno è riconosciuto nell'interesse esclusivo del tutelato. La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono "richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante". Per vedersi riconosciuto l'assegno anche dopo i 18 anni il figlio maggiorenne deve frequentare "un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea", svolgere "un tirocinio" o avere un lavoro con reddito complessivo "inferiore a 8.000 euro annui", essere "registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro ", svolgere "il servizio civile universale".

L'assegno sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Tra i requisiti ci sono anche la residenza in Italia "da almeno due anni, anche non continuativi" oppure la titolarità "di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale". Necessari anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

La richiesta all'Inps e l'accredito sul conto corrente

La domanda andrà presentata all'Inps dal 1° gennaio 2022 per il periodo da marzo a febbraio dell'anno successivo. Per ricevere l'assegno la domanda è obbligatoria. Può essere inoltrata tramite il portale web, entrando nell’area del sito con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns) e pin. Il nuovo assegno unico per i figli andrà quindi chiesto all'Inps e l'accredito arriverà direttamente sul conto corrente del beneficiario, come  prevede il decreto attuativo. Nel dettaglio l'Inps avrà 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per predisporre le nuove modalità per la domanda, che andrà inoltrata "per via telematica", anche avvalendosi dell'aiuto dei patronati.

L'assegno sarà riconosciuto dal mese successivo a quello della domanda. Se effettuata entro giugno la decorrenza sarà sempre da marzo. Ferma restando la decorrenza, l'istituto di previdenza avrà 60 giorni dalla presentazione della domanda per riconoscere l'assegno. L'erogazione "avviene mediante accredito su iban ovvero mediante bonifico domiciliato", mentre per i percettori di reddito di cittadinanza avviene con le stesse modalità di erogazione del sussidio "anti povertà". 
 

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