Martedì, 27 Luglio 2021
Il sostegno

L'assegno unico per i figli: quando si può fare domanda e qual è l'importo medio

Il calendario per la nuova misura in partenza con un periodo ponte è stato annunciato dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico. Domande dal 1° luglio al 30 settembre 2021. Chi farà richiesta entro fine settembre si vedrà riconosciuti gli arretrati

L'assegno unico universale alle famiglie per ogni figlio parte dall'1 luglio 2021. Quello approvato dal governo con il decreto legge n.79 è però un assegno temporaneo, una misura ponte che durerà per sei mesi, in vigore fino 31 dicembre 2021. Solo con il 2022, infatti, l'assegno unico per i figli entrerà nella sua fase definitiva, strutturale e più estesa, come abbiamo spiegato qui. La domanda per l'assegno unico sarà presente sul sito dell'Inps dal primo luglio 2021, ma ci sarà tempo fino al 30 settembre per presentarla. Si riceverà l'assegno dal 1° luglio in poi. Il calendario per la nuova misura in partenza con un periodo ponte è stato annunciato dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, nel corso dell'audizione in commissione Lavoro del Senato sul decreto legge per l'introduzione dell'assegno temporaneo per i figli minori.

L'assegno unico per i figli: domande all'Inps dal 1° luglio al 30 settembre 2021

Come si ottiene? L'assegno verrà erogato mensilmente sul conto corrente dei richiedenti e non concorrerà alla formazione del reddito. Basterà il codice fiscale e l'iban per presentare la domanda e scaricare la ricevuta. Tridico ha spiegato che le domande presentate entro il 30 settembre danno diritto al riconoscimento degli arretrati a partire dal 1° luglio. Chi presenterà la domanda dopo il 30 settembre riceverà gli importi cui ha diritto a partire dal mese di presentazione della domanda. Il presidente dell'Inps ha poi specificato che il nuovo assegno è compatibile con il reddito di cittadinanza: "Ai nuclei familiari titolati a beneficiare di entrambi gli strumenti di sostegno - ha detto - l'Inps corrisponde d'ufficio le due prestazioni in maniera congiunta e con le medesime modalità di erogazione, operando tuttavia una correzione per tenere in debito conto e una sola volta quanto erogato a sostegno della povertà in funzione della presenza di figli minori".

L'assegno unico per i figli porterà alla "graduale sostituzione o eliminazione di tutte le precedenti misure di sostegno alla genitorialità, alla natalità e ai carichi familiari: gli assegni al nucleo familiare e assegni familiari; l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori riconosciuti dai Comuni; l'assegno di natalità e il premio alla nascita. Tutte queste misure raccolgono circa 20 miliardi di euro all'anno", ha spiegato Pasquale Tridico.

Gian Carlo Blangiardo, presidente dell'Istat, ha ricordato che la misura dell'assegno unico è composta da due parti: un assegno temporaneo per i minori e una maggiorazione degli assegni per il nucleo familiare già esistenti. L'assegno temporaneo "ponte" dal primo luglio a fine 2021 spetta ai soli nuclei familiari che non possiedono i requisiti per accedere ai cosiddetti "Anf", gli assegni al nucleo familiare già in vigore. Questi ultimi, invece, continueranno ad essere corrisposti alle famiglie di lavoratori dipendenti e assimilati con una lieve maggiorazione. A differenza dell'assegno unico universale che partirà l'anno prossimo, e che sarà rivolto ai figli con età compresa tra i sette mesi della gestazione fino ai 21 anni (se ancora a carico dei genitori), l'assegno ponte è rivolto soltanto alle famiglie con figli tra 0 e 18 anni. Per l'accesso al sostegno economico ci sono requisiti precisi:

  • essere in possesso di un Isee (l'indicatore della situazione economica equivalente)  inferiore a 50mila euro annui;
  • essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia;
  • non essere percettore degli assegni al nucleo familiare ed essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell'Unione europea;
  • in alternativa, occorre essere titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

Le stime sull'importo medio dell'assegno unico

È prevista inoltre una limitazione ai nuclei con Isee inferiore a 50mila euro annui, mentre gli importi dell'assegno decrescono all'aumentare dell'Isee e sono più elevati del 30% per le famiglie con tre o più figli. "La maggiorazione degli assegni familiari prevede un aumento pari a 37,5 euro mensili per ciascun figlio per le famiglie che hanno fino a due figli e un aumento pari a 55 euro per quelle con tre o più figli", ha ricordato l'Istat. L'Istat ha elaborato una simulazione degli impatti che mostra "che il 5,5% delle famiglie italiane può beneficiare dell'assegno temporaneo e il 15,8% della maggiorazione degli assegni familiari.

Entrambe le misure risultano molto progressive rispetto al reddito delle famiglie. Nel quinto più povero si osservano il 10,4% delle famiglie beneficiarie dell'assegno temporaneo a fronte dell'1,3% di quello più ricco. Similmente, la maggiorazione degli assegni al nucleo familiare favorisce il 22,6% delle famiglie nel primo quinto e solo il 3,7% dell’ultimo". Restringendo la simulazione al secondo semestre del 2021, l'Istat stima che "l'importo medio dell'assegno temporaneo sarebbe pari a 962 euro, mentre quello della maggiorazione a 377". E conclude che per "le famiglie beneficiarie del quinto più povero, l’assegno temporaneo fornisce un contributo significativo, pari al 6,9% del reddito familiare".

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