L'assegno unico per i figli da gennaio

Una erogazione di denaro mensile o di un credito d'imposta per ciascun figlio a partire dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età, che non vale solo per i lavoratori dipendenti ma anche per gli autonomi, i liberi professionisti, gli incapienti e i disoccupati

L'assegno unico e universale per i figli dovrebbe partire a gennaio. Il disegno di legge per la sua introduzione nel luglio scorso ha ricevuto l'ok dell'unanimità dei deputati e quindi c'è spazio per una corsia preferenziale per l'approvazione in parlamento. 

L'assegno unico per i figli da gennaio

L'assegno unico per i figli è una erogazione di denaro mensile o di un credito d'imposta per ciascun figlio a partire dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età, che non vale solo per i lavoratori dipendenti ma anche per gli autonomi, i liberi professionisti, gli incapienti e i disoccupati. Un terzo delle risorse dovrebbe arrivare dai fondi per le detrazioni Irpef per i figli a carico ma l'obiettivo del governo è di portare a carico della fiscalità generale il finanziamento della misura. Il Sole 24 Ore spiega che a settembre si decideranno le sorti del disegno di legge, perché per quella data dovrà essere approvato dal Senato. Poi arriveranno i decreti attuativi, ma il percorso è legato a quello della legge di bilancio 2021. Ecco lo schema di finanziamento proposto dall'esecutivo: 

L'assegno unico sarà finanziato in parte con il graduale superamento o con la soppressione di misure già esistenti, come gli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni per figli a carico, il bonus bebé, il premio alla nascita. In tutto, un tesoretto da 15 miliardi dal quale si potrebbe attingere. Per finanziare a regime la misura, però, si stima che servano altri dieci miliardi. In parte, per concedere risorse aggiuntive a chi già oggi ha prestazioni a sostegno della famiglia e per ampliare la platea dei beneficiari. In parte, poi, per garantire che nessuna famiglia, con il passaggio dal vecchio al nuovo assetto, percepisca meno risorse di oggi. In parte, infine, per ridurre il cuneo fiscale alle imprese.

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Trovare dieci miliardi significherebbe fare dell'assegno unico una delle misure portanti della manovra 2021: per avere un termine dì confronto, è il valore del bonus Renzi (9,8 miliardi nel 2018). Ed equivale ai fondi che erano stati inizialmente stanziati per il reddito di cittadinanza (poi limitati a sette miliardi). L'aiuto del Recovery Fund Un aiuto potrebbe arrivare dal Recovery Fund, come ritiene il ministro perla famiglia Elena Bonetti: 

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