Giovedì, 24 Giugno 2021
Il bonus universale per le famiglie

Come sarà l'assegno unico: la proposta di un importo minimo di 800 euro e una quota legata al reddito

A lanciare l'idea è la Cisl. La legge delega è stata approvata, ma restano da definire gli importi. E non è ancora chiaro come verrà calcolato l'assegno per i fruitori del reddito di cittadinanza

Foto di repertorio

La roadmap che porterà al debutto dell'assegno unico il 1° luglio è già tracciata.  Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 46 del 1° aprile 2021 che delega il governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti a "riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale", si attendono i decreti che dovranno definire i dettagli - e gli importi - della misura. Di certo si sa che l'assegno unico assorbirà tutti gli altri bonus destinati ai nuclei familiari e che la quota mensile varierà in base al reddito.

Come sarà l'assegno unico

Stando a quanto anticipato dal governo, si dovrebbe partire da un massimo di 250 euro (comprensivi di eventuali maggiorazioni) per poi scendere all'aumentare dell'Isee. 

Sono previste, per legge, le seguenti maggiorazioni, la cui entità andrà definita in fase attuativa:

  • per i figli successivi al secondo (quindi che va a premiare le famiglie numerose);
  • per le madri giovani, con meno di 21 anni;
  • tra il 30 e il 50 per cento per i figli disabili under 21, graduata in base alla condizione di disabilità (al compimento del 21esimo anno di età, se il figlio disabile è ancora a carico, il nucleo percepirà ancora l'assegno ma senza maggiorazioni).

L'assegno spetterà anche ai figli con età inferiore ai 21 anni, ma in questo caso sarà più basso. La legge prevede infatti il "riconoscimento di un assegno mensile, di importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni, per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, con possibilità di corresponsione dell'importo direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine  di  favorirne  l'autonomia". Nella legge delega viene inoltre specificato che l'assegno unico dovrà essere pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza, anche se viene aggiunto che "nella   determinazione dell'ammontare complessivo" il governo dovrà tenere "eventualmente conto della quota del beneficio economico" attribuibile "ai componenti di minore età  presenti nel nucleo familiare". 

Assegno unico, la proposta della Uil: 800 euro di base e una quota legata al reddito

La misura sarà universale, cioè spetterà a tutti, compresi gli autonomi, ma varierà con il reddito. Benché i tempi per il debutto dell'assegno unico siano molto stretti, il meccanismo che stabilirà gli importi è ancora da definire, così come dovranno essere chiariti aspetti tutt'altro che secondari. Proprio per questo, nelle more della conclusione dell'iter legislativo, la Cisl ha lanciato una sua proposta che a detta del sindacato dovrebbe garantire progressitività ed equità alla misura. L'idea è quella di "un assegno minimo uguale per tutti di 800 euro a figlio (circa 67 euro al mese) ed una quota legata al reddito che può aumentare la dote fino a 1.600 euro l'anno in più (133 euro al mese) , per arrivare ad un massimo di 2400 euro a figlio (200 mensili) per il 20% delle famiglie con i redditi più bassi".

L'elaborazione del sindacato di Via Po è contenuta in una rapporto che si articola in due opzioni principali e risponde pienamente ai principi indicati nella normativa nonché al vincolo di bilancio, con un costo tra i 20 ed i 21 miliardi di euro". Secondo il sindacato, inoltre la condizione economica della famiglia non andrebbe misurata attraverso l'intero ISEE "che presenta il difetto di contemplare un rilevante peso del patrimonio (con diversi problemi di quantificazione)", ma utilizzando solo la componente reddituale di quest'ultimo, ovvero l'Isr, che "oltre ad essere più vicina agli indici oggi utilizzati per le principali prestazioni assorbite, ha il vantaggio di fornire una misura onnicomprensiva della situazione reddituale familiare, che tiene conto di alcune spese rilevanti attraverso specifiche detrazioni (ad es. sul canone di locazione)".

Non solo. La Cisl lamenta anche il fatto che parte delle risorse con cui verrà finanziato l'assegno unico arrivano dalla soppressione dell'assegno per il nucleo familiare (Anf), una misura finanziata "da uno specifico contributo sociale a carico dei soli dipendenti". Per questo secondo la Cisl, "l'estensione dell'assegno a tutti i minori richiederebbe, per motivi di equità, l'applicazione del medesimo contributo a tutti i redditi da lavoro". In tal modo si otterrebbe un incremento di gettito pari a 1,2 miliardi. Soldi che però verrebbero chiesti ai lavoratori autonomi sotto forma di nuove tasse. L'alternativa, si legge nella nota della Cisl, è trasferire questo fondo "a favore delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, sulle quali è oggi applicata".  

Assegno unico: quanto spetterà ai beneficiari del reddito di cittadinanza

Infine c'è da definire l'importo che spetterà ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Come abbiamo visto sopra la legge delega invita il governo a tenere in considerazione anche la parte del sussidio destinata ai figli minorenni, ma si tratta di un'indicazione di carettere generale. Che fare? E soprattutto: cosa devono aspettarsi i beneficiari del sostegno? "Se quest'ultimo è considerato come una misura di ultima istanza contro la povertà", fa notare il sindacato, "nella prova dei mezzi per il suo calcolo si dovrebbero includere tutte le fonti di entrata, compreso l'assegno ai figli. È questa la soluzione adottata in molti paesi europei". E tuttavia, in tal modo "chi riceve il RDC non riceverebbe alcun beneficio aggiuntivo dall'introduzione dell'assegno unico, una soluzione accettabile se si ritiene che il RDC fornisca un sufficiente aiuto economico alle famiglie con figli".

Così però non è secondo la Cisl "visto che la scala di equivalenza del RDC è piuttosto piatta e penalizza proprio i minori e le famiglie numerose". Allo stesso tempo, sommando le due misure si determinerebbero "importi del trasferimento complessivo particolarmente elevati per alcune famiglie rispetto alle opportunità offerte dal mercato del lavoro e al costo della vita soprattutto in alcuni contesti territoriali economicamente più arretrati". I conti sono presto fatti: una famiglia composta da 4 persone, di cui due figli minori, può ricevere oggi fino a 1.180 euro al mese. Se a questi venissero sommati altri 500 euro di assegno unico si sfiorerebbero i 1.700 euro mensili. Per la Cisl una posizione intermedia tra i due estremi sarebbe la posizione accettabile. "Ogni soluzione intermedia determina un risparmio nella spesa totale del RDC - scrive il sindacato -, che può essere usato per finanziare l'assegno stesso".

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