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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Rincari

Aumentano benzina, assicurazione e pedaggi: cosa succede, il punto sul "caro auto"

Gli aumenti dei carburanti a causa dell'addio al taglio delle accise (con le opposizioni fortemente critiche nei confronti del governo e qualche appello per una marcia indietro). I possibili rincari della polizza rc auto. Le tariffe aggiornate dei pedaggi autostradali. Tutte le novità del 2023 appena iniziato

Il 2023 è iniziato all'insegna dei rincari nei trasporti. Gli italiani dovranno fare i conti, in primis, con gli aumenti di benzina e gasolio a causa dell'addio al taglio delle accise: Assoutenti stima un aggravio di spesa in media pari a +366 euro annui a famiglia come effetto dell'eliminazione del taglio alle accise che gravano sui carburanti, che avevano portato ad una riduzione dei prezzi, considerando anche l'Iva, di 30,5 centesimi di euro, poi ridotto a 18,3 centesimi.  Assoutenti stima un aggravio di spesa in media pari a +366 euro annui a famiglia come effetto dell’eliminazione del taglio alle accise che gravano sui carburanti. Il Codacons parla di una maggiore spesa di 9,15 euro a pieno. Su base annua parliamo di 219,6 euro in più. Ma ci sono anche i possibili aumenti della polizza rc auto e i rincari dei pedaggi austostradali. Ecco come stanno le cose e cosa succederà nel corso del 2023.

Carburanti, il balzo dei prezzi in questi giorni

Inizio d'anno con un doppio balzo dei prezzi dei carburanti: il costo di benzina e gasolio è salito, nel dettaglio, di circa 20 centesimi al litro rispetto al 30 dicembre. Lo spiega Staffetta quotidiana ricordando che "il 2022 si è chiuso con un rialzo dei listini" e il 2023 si è aperto con "l'aumento delle accise su benzina, gasolio e Gpl, tornate al livello normale del 21 marzo 2022. Anche le quotazioni dei prodotti raffinati hanno chiuso l'anno con un aumento, il terzo consecutivo".
Ieri, primo gennaio, è arrivato l'aumento delle accise: +15 cent/litro su benzina e gasolio, +2,8 cent/litro sul Gpl. Un rialzo, spiega Staffetta quotidiana, cui va aggiunta l'Iva e che quindi ha un impatto sui prezzi alla pompa di 18,3 cent/litro su benzina e gasolio e di 4,3 cent/litro sul Gpl.

Il taglio delle accise era stato applicato per la prima volta a marzo 2022 con l’approvazione del decreto Ucraina bis. Sia per la benzina che per il diesel la riduzione era stata complessivamente di 30,5 centesimi, almeno fino a dicembre 2022, quando con il dl Aiuti quater il taglio era stato prorogato fino al 31 del mese ma ridotto a 18,3 centesimi. Nel frattempo i prezzi sono scesi, riducendo anche l’extragettito che aveva consentito al governo di ridurre le accise (e di conseguenza l’Iva che si calcola in aggiunta).

Le quotazioni dei prodotti petroliferi hanno fatto segnare un significativo aumento nei giorni scorsi. Il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. Il greggio infatti è una cosa, benzina e gasolio che si acquistano ai distributori un’altra. Sul prezzo alla pompa incidono, oltre al valore della materia prima, i costi di estrazione, raffinazione, stoccaggio, trasporto e il costo della distribuzione finale. A incidere tanto in Italia sul costo finale sono anche le accise e l'Iva. Tutti i Paesi tassano il carburante ma l'Italia resta tra i primissimi posti nella classifica per il peso fiscale a litro. Negli Stati Uniti la benzina costa circa la metà di quanto la paghiamo noi in Italia.

I prezzi della benzina oggi: 2 euro al litro

Questa mattina non si registrano variazioni sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Nel frattempo però gli effetti dei rialzi si riversano sulle medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa. Con il risultato che la media della benzina in self service supera questa mattina quota 1,8 euro/litro, il gasolio vola verso 1,87, mentre sul "servito" siamo poco sotto i 2 euro/litro per la benzina (1,95 euro/litro) e già oltre per il gasolio (2,02 euro/litro).

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,803 euro/litro (+71 millesimi, compagnie 1,807, pompe bianche 1,791), diesel a 1,865 euro/litro (+71, compagnie 1,868, pompe bianche 1,855). Benzina servito a 1,951 euro/litro (+62, compagnie 1,986, pompe bianche 1,869), diesel a 2,015 euro/litro (+62, compagnie 2,048, pompe bianche 1,931). Gpl servito a 0,791 euro/litro (+11, compagnie 0,801, pompe bianche 0,777), metano servito a 2,394 euro/kg (+45, compagnie 2,394, pompe bianche 2,395), Gnl 2,443 euro/kg (+102, compagnie 2,483 euro/kg, pompe bianche 2,404 euro/kg).

Tutte le notizie di oggi

"Il governo valuti il rinnovo dello sconto"

Il presidente della Federazione europea operatori della logistica integrata (Feoli) Enrico Folgori chiede al governo "di valutare il rinnovo dello sconto per la benzina", perché - spiega - "c'è il serio rischio che la crisi economica causata dalla guerra in Ucraina possa provocare nuovi shock al prezzo dei carburanti, facendo nuovamente impennare i costi di benzina e diesel". Folgori, che è responsabile strategia e sviluppo di Sic Europe, azienda leader nel settore della logistica, del trasporto e del facility management nel ricordare che da "ieri è scaduto il bonus sconto carburanti, che il governo finora non ha ritenuto opportuno rinnovare" lo invita "a vigilare e a valutare la reintroduzione del bonus sconto per calmierare il prezzo dei carburanti. Anche una sola settimana di aumento dei costi di benzina e diesel potrebbe comportare perdite importanti per le imprese del trasporto e della logistica. Un rischio - aggiunge Folgori - che non possiamo permetterci, anche in considerazione dell'aumento di tutti i pedaggi autostradali che comporteranno un aggravio di spese per le aziende di trasporto che rischiano di ricadere sui prezzi al consumo e sui cittadini, facendo aumentare ulteriormente l'inflazione".

Le critiche delle opposizioni

Le opposizioni hanno gioco facile nell'attaccare il governo su questo punto. L'impatto delle accise sul prezzo della benzina è stato uno dei temi più immediati e "preferiti" delle campagne elettorali recenti, Salvini e Meloni avevano promesso di puntare addirittura ad iniziare un percorso per azzerarle, le accise. Alcuni dei video con le dichiarazioni dei leader di Lega e Fdi sono diventati virali sul web nelle scorse ore. Fatto sta che lo sconto governativo che aveva tagliato per 9 mesi le accise ora è saltato, ed è molto arduo pensare a una marcia indietro dell'esecutivo su questo punto nelle prossime settimane, nonostante gli appelli in tal senso.

"La differenza tra la propaganda elettorale e la realtà la leggete oggi ai distributori di benzina. Questa è la destra: chiacchiere, promesse non mantenute e incapacità di governo. E chi paga? I cittadini". Così su twitter il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori.  "Volevano abolire le accise sui carburanti in campagna elettorale. E invece le aumentano. Da ieri gli italiani pagano benzina e diesel 20 centesimi al litro in più", scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni dell'Alleanza Verdi Sinistra. "Mentre nella manovra il governo della destra ha regalato il condono per i super ricchi e le multinazionali, hanno fatto una bella patrimoniale per tutti gli italiani, che costerà almeno 300 euro l'anno a famiglia. La solita vecchia destra - conclude il leader di Si - quando è all'opposizione parla in nome del popolo, quando governa tutela i più forti".

"In pochi mesi Giorgia Meloni è passata dalla richiesta di abolire le accise sulla benzina all’aumento di circa 20 centesimi al litro arrivato con il nuovo anno - commenta Laura Ferrara, europarlamentare del Movimento 5 Stelle -. A pagare le conseguenze di questa incoerenza mostruosa sono in primis i cittadini, i piccoli commercianti e gli imprenditori. La manovra approvata dal Parlamento, infatti, non solo non ha previsto il rinnovo del bonus sconto carburanti, ma non ha neanche messo in campo nessuna misura per aumentare gli stipendi e difendere il potere di acquisto dei cittadini. Gli aumenti del 2023 sono una mazzata per chi fatica ad arrivare alla fine del mese e dimostrano che da quando si è insediata a Palazzo Chigi la Meloni ignora i bisogni più elementari dei cittadini", conclude la pentastellata. "Quelli che in campagna elettorale 'siamo pronti', ora non sono stati nemmeno in grado di rinnovare gli sconti sulle accise" commenta Alessandro Zan, deputato del Pd. 

Possibili aumenti della polizza rc auto

Mantenere un'auto costa caro, non c'è solo la benzina. Nel 2023 la polizza rc auto sarà potenzialmente più cara. Da tempo ormai operatori e compagnie del settore assicurativo stimano un'ascesa dei prezzi dopo anni di calma piatta, se non di calo. Come mai? Colpa delle dinamiche inflazionistiche e dell'aumento della sinistralità dopo anni di restrizioni con minori spostamenti. Eppure il 19 dicembre scorso, come indicato da Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), i valori relativi al terzo trimestre erano ancora in discesa al punto che l’istituto di vigilanza ha calcolato un valore medio del contratto "di 362 euro, in lieve riduzione dell'1,5% su base annua e del 26% rispetto al terzo trimestre del 2014". Il quadro, secondo il Sole 24 Ore, al momento è però ancora confortante, sebbene sia comunque possibile cogliere qualche segnale di inversione. In particolare, l'Ivass ha aggiunto che "nell’attuale contesto di elevata inflazione, le variazioni medie di prezzo per singola impresa sono eterogenee e si collocano tra il -3,7% e il +5,2%". Ma gli assicuratori hanno messo in conto di dover agire sulle tariffe per contenere una variazione positiva dei prezzi altrimenti difficile da gestire, alla quale peraltro va sommato anche l’incremento generalizzato dei sinistri che mette ulteriormente sotto pressione il combined ratio (un indicatore della redditività di una compagnia di assicurazione). Secondo i di Facile.it (senza rilevanza statistica), a dicembre 2022 per assicurare un'auto in Italia occorrevano, in media, 458,06 euro, ovvero il 7,23% in più rispetto a dicembre 2021. Secondo l’osservatorio Facile.it, il 2023 porterà sicuramente una sorpresa amara per circa 815.000 automobilisti: sono assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dell 2022, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito.

Dopo 5 anni aumentano i pedaggi autostradali

I pedaggi autostradali sono più cari da inizio 2023. O almeno, lo sono su alcune tratte. Una norma ad hoc inserita dal governo nel decreto Milleproroghe argina una lunga serie di richieste di aumenti presentate dalle varie concessionarie. Per un altro anno molti rincari sono bloccati. Non tutti però: alcuni aumenti, a partire dalla mezzanotte del 1° gennaio 2023, sono stati autorizzati dal decreto firmato dai ministri Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti) e Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze). Era dal 2018, dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, che i pedaggi autostradali non aumentavano in Italia. Nel dettaglio, i pedaggi sulle tratte di competenza di Autostrade per l’Italia (Aspi), a cui fa capo circa il 50% della rete nazionale a pedaggio (3mila chilometri su 6mila), da domenica 1° gennaio sono aumentati del 2%; è previsto un ulteriore rincaro dell’1,34% dal prossimo 1° luglio, per un incremento complessivo nell’anno del 3,34 per cento. Salvini mette però i puntini sulle i: "Si rischiava un aumento del 5%, che invece è stato scongiurato".

Per le tratte del gruppo Gavio, secondo gestore dopo Aspi, sono stati autorizzato i seguenti rincari: Autovia Padana Piacenza-Brescia +9,16%; autostrade A4 Torino-Milano e A33 Asti-Cuneo +4,30%; Tangenziale est esterna di Milano (Teem) +4,34%, ma una nota del gruppo spiega che "proroga degli sconti e arrotondamenti aiutano gli utenti della tangenziale esterna milanese, riducendo l’aumento a frazioni di euro".

Per il resto, tutto congelato, se ne riparlerà dopo il 31 dicembre 2023.

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