Domenica, 24 Gennaio 2021

Cambia la sanità italiana ma gli infermieri chiedono aumenti (veri) in busta paga

Nel decreto rilancio tante novità, non c'è il ventilato premio di mille euro al personale sanitario ma un piano più ampio di incentivi e indennità. Gli infermieri e i medici chiedono opportuni aggiustamenti. Speranza avverte: "Dobbiamo essere pronti alla seconda ondata"

Un'infermiera al lavoro durante l'emergenza - Foto Ansa (archivio)

Più sanità pubblica. E sarà una sanità diversa, per affrontare le criticità emerse durante l'emergenza coronavirus tutt'ora in corso. E' il potenziamento della sanità territoriale la prima voce del 'Rilancio Salute', che ridisegna il Servizio sanitario nazionale dopo la prima fase dell'emergenza coronavirus: un investimento complessivo pari a 1 miliardo e 256 milioni di euro, previsto dal Dl Rilancio e destinato a finanziare assistenza domiciliare, rete territoriale e Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), monitoraggio domiciliare, strutture territoriali di isolamento, attività di infermieri di famiglia e assistenti sociali (qui tutte le novità nel dettaglio).

"Prepariamo i nostri ospedali e i nostri servizi di emergenza urgenza a gestire" un'eventuale seconda ondata di Covid-19. "Dobbiamo essere pronti, perché gli scienziati ci dicono che un'eventuale seconda ondata non si può escludere". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, in un videomessaggio su Facebook in cui illustra, nel dettaglio, il 'capitolo sanità' del decreto rilancio, approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Prima della crisi, ha ricordato, "avevamo 5.179 posti letto di terapia intensiva, che andavano rafforzati. Con l'investimento del decreto, ora arriviamo a 11.091, +115%. Una scelta non dettata solo dall'emergenza, anche se certamente lavoreremo con le Regioni perché si sia rapidi e pronti prima dell'autunno. Questi posti rimarranno per sempre, anche quando ci sarà un vaccino per il coronavirus, e renderanno il nostro Ssn e il nostro Paese più forti". 

"Il nostro Servizio sanitario nazionale è la pietra più preziosa che abbiamo, ne sono convinto da sempre e ne sono ancora più certo da ministro. Avere un Ssn di qualità è la cosa che conta di più. E' il valore più straordinario che dobbiamo difendere con energia" ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza nel videomessaggio su Facebook. "Con questo decreto facciamo un passo avanti molto rilevante - afferma -e questi 3 mld 250 mln ci possono consegnare un Ssn più forte e un Paese migliore. E sono convinto che insieme, con questa impostazione, sapremo vincere questa sfida così difficile e dalla quale dobbiamo uscire tutti insieme più forti di come ci siamo entrati".

Gli infermieri però chiedono un'attenzione differente, maggiore. "Abbiamo diritto a riconoscimenti strutturali di aumenti in busta paga che arrivino ogni mese e non un 'una tantum'. Perché noi infermieri non lavoriamo a cottimo. Vi pare quindi giusto che bisogna aspettare un'emergenza sanitaria per ottenere un discutibile premio che, nella migliore delle ipotesi sarà di nemmeno 1500 euro netti dati una volta sola?" commentava Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, riferendosi al bonus di mille euro che era previsto nella bozza del decreto legge Rilancio e che arrivava fino a 2000 euro lordi. Cifre, dice De Palma "al centro di un balletto offensivo". 

Nel decreto rilancio non c'era però poi traccia della misura che prevedeva premi di mille euro al personale sanitario impegnato in prima linea nel corso dell’emergenza Covid. Il governo ha scelto una strada diversa, più strutturale ma tutta da definire nei dettagli. "A che gioco giochiamo? Che si parli di 1000 o di 2000 euro lordi qui siamo ancora di fronte ad un 'una tantum', come se la nostra professionalità fosse pagata 'a peso' in base all'importanza del momento considerato. L’ennesimo autogol di questo Governo, stavolta a pochi minuti dalla fine della partita", diceva De Palma. Non si tratta dei "mille o duemila euro lordi, che peraltro abbiamo bisogno di verificare se e come vengono declinati nel testo del decreto, che in se stessi non rispecchiavano certo il valore della nostra professionalità: è perché ci sentiamo presi in giro, è perché siamo all’ultimo posto. Anche se siamo quelli che non hanno mai smesso di lottare. E non lo faranno mai". Più di 37 mila contagi sul lavoro in Italia da inizio emergenza: e gli infermieri sono di gran lunga i più colpiti. Gli infermieri attendono adesso di vedere gli opportuni aggiustamenti in sede di conversione del decreto in legge.

La via scelta dal governo non sono più quindi bonus una tantum ma ben 190 milioni di euro complessivi per incentivi al personale ospedaliero, indennità contrattuali, produttività e risultato. Nuove assunzioni, incentivi, formazione. Riguarda espressamente il personale il terzo capitolo dell'operazione 'Rilancio Salute', gli interventi previsti dal Dl Rilancio per supportare i professionisti del Servizio sanitario nazionale dopo la fase più acuta della crisi coronavirus. Un investimento complessivo pari a 526 milioni di euro così ripartiti, spiega il ministero della Salute. Previsto l'incremento delle risorse per straordinari del personale ospedaliero, indennità contrattuali, produttività e risultato. Risorse stanziate: 190 milioni di euro. Altri 241 milioni serviranno per ulteriori assunzioni in ambito ospedaliero e Ssn. Infine previsto un incremento di 4.200 borse di specializzazione in area medica. In particolare, saranno aumentate le borse in Anestesia e rianimazione, Medicina d'urgenza, Pneumologia, Malattie infettive e loro specialità equipollenti.

Sulle 4200 borse in più previste per le specializzazioni, la Fnomceo si dice "delusa che non si sia previsto un aumento anche per i posti nel corso di formazione specifica per la Medicina generale", per il quale "almeno 2000 borse in più - sottolinea il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli - sarebbero una misura efficace per puntare veramente su una rete capillare e prossima ai pazienti, che non solo potrebbe gestire nel migliore dei modi l'evoluzione dell'epidemia, curando i malati Covid sin dall'esordio dei sintomi e facendo prevenzione attraverso il monitoraggio e l'isolamento, ma, rafforzata in un futuro da nuove risorse opportunamente formate - osserva - assicurerebbe la migliore assistenza, continuativa e al loro domicilio, ai pazienti cronici". "Siamo certi che, su questo come su altri punti - conclude il leader Fnomceo - si potranno apportare gli opportuni aggiustamenti in sede di conversione del decreto in legge''.

In ogni caso "tre miliardi e 250 milioni sono una cifra rilevante, che non si era mai vista stanziata tutta insieme per il rilancio del servizio sanitario nazionale. Con queste risorse possiamo pensare ora a rendere veramente più efficiente e più efficace l'intero sistema di cure". Esprime soddisfazione Anelli, ma avverte: "Occorre ora investire sul personale, prevedendo non solo nuove assunzioni, ma incentivi ai professionisti. Non si tratta di un premio una tantum, ma del giusto riconoscimento del lavoro svolto da tutti quei colleghi che" nell'emergenza Covid-19 "si sono spesi senza risparmiarsi, senza curarsi di turni di riposo, tetto degli straordinari e perdita di giorni ferie". Anelli, dunque, nel ringraziare "il ministro della Salute, Roberto Speranza, e tutto il governo, per aver compiuto la scelta di investire sulla salute dei cittadini", fa notare che "l'aumento dei posti in terapia intensiva, sino a portarli a 11.109, è una scelta opportuna e oculata, anche in vista della possibilità di una seconda ondata epidemica". Ma chiede ora di "investire sul personale, prevedendo non solo nuove assunzioni, ma incentivi ai professionisti" che "abbiamo visti stremati, appoggiarsi per un attimo di ristoro a sedie e scrivanie, con sui volti i segni delle mascherine e della fatica, e negli occhi lo specchio dell'altrui dolore. Ora - afferma - è giusto che tutte le ore svolte per far fronte all'emergenza siano retribuite".

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