Venerdì, 18 Giugno 2021
Lo shock delle materie prime

Carburanti e super rincari: la stangata alla pompa vale un rincaro del 10%

Il cyber attacco all'oleodotto statunitense Colinial Pipeline ma anche le previsioni per una ripresa dopo la pandemia hanno fatto letteralmente scoppiare il mercato con le quotazioni del greggio al massimo da un anno

Il rialzo del prezzo della benzina

Continua a salire il prezzo dei carburanti con la benzina verde e il diesel che rivedono i massimi registrati da oltre un anno. La pressione rialzista sulle quotazioni del petrolio ha portato il greggio Wti a viaggiare stabilmente sui 65 dollari al barile. Complice il cyber attacco all'oleodotto statunitense Colinial Pipeline ( l'oleodotto che va da Houston al New Jersey, garantendo all'East Coast il 45% del suo carburante, bloccato da un gruppo denominato DarkSide) in aggiunta alla ripresa dell'attività economica con il piano vaccinale e all'allentamento delle restrizioni che fanno prefigurare anche una ripresa dei viaggi con l'arrivo della stagione estiva.

Si tratta di rincari che hanno spinto la benzina verde nella settimana compresa tra il 3 ed il 9 maggio scorsi, a portarsi in media a 1,588 euro al litro e il diesel a 1,447 euro al litro. In entrambi i casi si tratta del massimo messo a segno da oltre un anno: esattamente per la benzina da gennaio 2020 e per il gasolio da febbraio dello scorso anno.

Per i consumatori è una "stangata": l'Unione Nazionale Consumatori calcola che "dall'inizio dell'anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, in 5 mesi, un pieno da 50 litri è aumentato di 7 euro e 32 cent per la benzina e di 6 euro e 41 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 10,2% e del 9,7%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 176 euro all'anno per la benzina e 154 euro per il gasolio". Per Assoutenti il rincaro su base annua è per la verde di 266 euro a famiglia e di 230 euro per il diesel con "una stangata complessiva da 6,5 miliardi di euro".

Ma sul prezzo della benzina pesa per circa due terzi la componente fiscale. Secondo gli ultimi dati di Unem, tra Iva e accise le tasse valgono poco più di un euro su un costo complessivo di 1,58 euro a litro. Al netto delle tasse, rileva l'Unione energie per la mobilità, il prezzo italiano è inferiore alla media europea di 3-4 centesimi. "Chiediamo al Governo Draghi di intervenire sull'abnorme tassazione che vige sui carburanti - denuncia Assoutenti - perché è intollerabile che oggi su un litro di benzina ogni automobilista paghi quasi il 64% di tasse (il 60,7% sul gasolio) a causa di Iva e accise che nessun Governo ha mai avuto il coraggio né di tagliare, né di sterilizzare quando si verificano forti rialzi delle quotazioni".

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