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Sabato, 26 Novembre 2022
Le cifre

Gli aumenti degli stipendi nel 2023 con il taglio del cuneo fiscale del governo Meloni

Di quanto aumentano le buste paga dei lavoratori dipendenti, per i redditi da 10 a 35mila euro lordi annui. Ecco tutte le simulazioni

Gli aumenti degli stipendi dopo il taglio del cuneo contributivo della legge di bilancio 2023 del governo Meloni saranno modesti, molto modesti. Nelle tasche dei lavoratori italiani, infatti, andranno dai 20 ai 33 euro in più al mese. Ne beneficeranno solo i lavoratori, non le imprese. Ma andiamo con ordine. In sostanza, il cuneo fiscale è la differenza tra quanti soldi "lordi" un'azienda versa per un dipendente, e quanti se ne trova poi in busta paga quel lavoratore, netti. Il cuneo fiscale misura il peso delle tasse sul lavoro, quindi, e cioè i contributi a carico dei dipendenti, quelli a carico del datore di lavoro e le imposte sul reddito. Nel nostro Paese il suo peso è del 46,5%, uno dei dati più elevati tra i Paesi dell'Ocse (l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Significa che per ogni 100 euro pagati dall'azienda al dipendente, quasi la metà, ben 46,50 euro, vanno in tasse. Ebbene, nella legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri c'è anche il taglio del cuneo fiscale. Cerchiamo di capire in termini pratici come incide questo taglio sulle buste paga.

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Questa misura costa allo Stato italiano 4,185 miliardi di euro, e prevede l'esonero contributivo del 2% per i redditi fino a 35mila euro lordi e del 3% per i redditi fino a 20mila euro lordi. Il taglio di due punti per i redditi fino a 35mila euro di retribuzione lorda, per tutto il 2023, è una conferma della misura del governo Draghi. Il governo Meloni ha aggiunto un taglio dell'1% per i soli stipendi fino a 20mila euro. Rispetto al 2022, l'aumento oscilla da poco più di 6 euro mensili per le retribuzioni lorde di 10mila euro a 11 euro al mese per quelle lorde di 20mila euro.

Oggi ilSole24Ore ha pubblicato le simulazioni delle buste paga dei lavoratori con l'effetto del taglio del cuneo fiscale. Nel dettaglio, per la fascia di retribuzione annua di 10mila euro lordi, l'impatto complessivo sarà di 13 euro mensili (quelli del taglio del governo Draghi), più altri 6 euro, per un totale di 19,25 euro. Su base annua si arriva così a 231 euro. Chi invece arriva a guadagnarne 20mila, ne avrà all'incirca 33 in più al mese, frutto dei due tagli che ammontano rispettivamente a 22 e 11 euro.

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E cosa succede a chi ha uno stipendio lordo sopra i 20mila euro e fino a 35mila euro? Per questi lavoratori nel 2023 non cambia nulla rispetto alla situazione attuale. Rispetto al 2021, il taglio del cuneo fiscale ha prodotto un beneficio di poco più di 27 euro mensili e di poco più di 329 euro all'anno per le retribuzioni di 25mila euro. La sforbiciata del 2% del governo Draghi, ora confermata, ha prodotto per le retribuzioni lorde di 35mila euro, invece, una riduzione del prelievo di quasi 33 euro mensili, e su base annua di oltre 394 euro. In sintesi, secondo i calcoli del quotidiano economico, l'impatto del taglio del cuneo contributivo sarà quindi il seguente:

  • 231 euro annui, ovvero 19,25 al mese, per chi guadagna 10mila euro annui;
  • 346 euro annui, ovvero 28,88 al mese, per chi ne guadagna 15mila;
  • 395 euro all'anno, 32,92 al mese, per chi ne guadagna 20mila;
  • 329,23 euro annui, ovvero 27,44 mensili, per chi ne guadagna 25mila;
  • 395,08 all'anno, 32,92 al mese, per chi ne guadagna 30mila;
  • 394,23 euro annui, ovvero 32,85 mensili, per chi ne guadagna 35mila.

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