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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Aumenti per le forze dell'ordine, i sindacati non ci stanno: “Dopo 9 anni è un'elemosina”

Un rinnovo arrivato poco prima delle elezioni e un aumento in busta paga irrisorio, anche se confrontato con altre categorie. A Today il commento di Aldo Di Giacomo, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria 

Il 2018 degli impiegati nella Pubblica Amministrazione è iniziato con diverse buone notizie, come il rinnovo del contratto e l'aumento dello stipendio. Una svolta attesa per nove lunghissimi anni e che (guarda caso?) è arrivata proprio adesso, a poche settimane delle elezioni politiche del 4 marzo. 

Coincidenza o no, gli aumenti in busta paga sono stati accolti in maniera fragorosa, trovando spazio su tutti i media, dalla tv al web, fino alla carta stampata. Ma, come spesso succede in un mondo in cui non è oro tutto ciò che luccica, non sempre quella che viene definita come una buona notizia si rivela poi realmente tale, o almeno non del tutto.

La principale categoria a lamentarsi è quella delle forze dell'ordine, per cui l'aumento di stipendio è stato minimo, per non dire ai limiti dell'impercettibile. “Parliamo di un aumenti tra i 40 e i 70 euro in più – ha spiegato a Today Aldo Di Giacomo, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria – un aumento misero, di una percentuale vicina al 5% che riguarda i lavoratori appartenenti alle Forze Armate, a Polizia e Polizia Penitenziaria”.

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A far infuriare il sindacato non è tanto la differenza con gli altri aumenti, ma il fatto che dopo una così lunga attesa, gli incrementi siano stati così irrisori: “Per la maggior parte dei lavoratori delle forze dell'ordine, ci saranno 40 euro in più in busta paga, mentre per i funzionari si arriva a 70 euro - spiega ancora Di Giacomo - quello che ci fa arrabbiare è che dopo nove anni di battaglie è arrivato un rinnovo del contratto con un aumento minimo. Questo conferma la scarsa attenzione dello Stato nei confronti della nostra categoria”.

“Un altro aumento che ha del ridicolo – continua il Segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria è quello per i reclusi che lavorano in carcere e che svolgono diverse funzioni, dalla manutenzione degli edifici alla cucina. Loro potranno godere di un aumento in busta paga vicino all'83%, arrivando a percepire in media 7 euro l'ora.  Siamo di fronte ad un’evidente sperequazione e soprattutto all’ennesima dimostrazione di quanto conti nel nostro Paese la dignità dei lavoratori che si occupano della sicurezza dei cittadini”.

“Dopo ben 9 anni di blocco del rinnovo, francamente c’è più di un sentimento di amarezza perché tutti i nostri colleghi si aspettavano di più specie dopo i continui richiami da ogni parte politica al ruolo essenziale dei lavoratori di questo comparto che, invece, subiscono un’ingiustificata disparità, rispetto agli statali per i quali il recente aumento medio contrattuale mensile netto è più alto”.


”Da parte nostra - conclude Di Giacomo - intendiamo raccogliere l’insoddisfazione della categoria e attraverso iniziative specifiche farla pesare. Spetta adesso al nuovo Parlamento che sarà eletto il 4 marzo e che noi auspichiamo veda presenti rappresentanti dei lavoratori del comparto sicurezza per dare voce diretta a questa categoria recuperare un rapporto decisamente più dignitoso nei confronti di chi rischia la vita nelle carceri, nelle strade e nei quartieri delle nostre città per salvaguardare il bene supremo dei cittadini”.

Il sentimento espresso dal Segretario sindacato della Polizia Penitenziaria sembra riflettere il pensiero della maggior parte dei dipendenti, scontenti di questi aumenti. La conferma arriva dai commenti su Facebook sotto il post del ministro Madia, in cui venivano annunciati gli aumenti per le forze dell'ordine.

Nei quasi 400 commenti espressi dagli utenti sotto il post della ministra, si fa fatica a trovare anche solo una parola positiva. La vox populi è tutta sulla stessa linea, tra chi si lamenta per l'aumento e chi insinua che il rinnovo sia arrivato soltanto perché siamo in campagna elettorale, si va da “ 2 lire per gente che rischia la vita ogni giorno” a “Una mancetta pre-elettorale anche per questo comparto, e se non c'era la sentenza della corte costituzionale ad obbligare lo stato al rinnovo, neppure questa mancetta si sarebbe vista”, fino a “Teneteveli per voi... Elemosine non ne vogliamo!!!!”.  

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