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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Sgravio

Busta paga con aumento "eccezionale" dal 1º gennaio 2022: chi avrà più soldi

Oltre alla riforma dell'Irpef, i lavoratori dipendenti avranno le trattenute con lo 0,8% in meno a titolo di contributo per la pensione. La novità fino a dicembre 2022 riguarda solo i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, tranne domestici, con stipendio medio mensile fino a 2.692 euro

Il pacchetto fisco da 8 miliardi è finalmente noto nei dettagli: era incluso nel maxi emendamento dell'esecutivo alla legge di bilancio - giunto ieri in Senato. Tra i tanti interventi attesi, il prinicipale è senz'altro il taglio dell'Irpef: risparmi da 80 a 1.000 euro all’anno, con i vantaggi maggiori per i redditi da 40 mila euro in su, quelli non toccati dai bonus degli ultimi anni.  C'è anche lo sconto contributivo per il solo 2022 per 19 milioni di lavoratori dipendenti pubblici e privati, tranne i collaboratori domestici, con redditi fino a 35 mila euro. Ok anche alla cancellazione dell’Irap per 835 mila partite Iva e società di persone.

Buste paga più pesanti nel 2022

La misura a favore dei lavoratori "eccezionale" si applicherà soltanto per il 2022, cioè ai periodi di paga da gennaio a dicembre 2022. Consiste nel riconoscimento dell'esonero dalla trattenuta, in busta paga, di una parte dei contributi dovuti all'Inps dai lavoratori per la pensione. Lo sconto è pari a 0,8% e senza alcuna conseguenza negativa sulla futura pensione: quanto non pagato è messo dallo stato. Lo sgravio non sarà per tutti, ma solo per:

  • a favore dei lavoratori dipendenti, esclusi i domestici. Poiché soggetti alla stessa disciplina, lo sconto dovrebbe valere anche i rapporti di co.co.co. c.d. di «terzo genere»;
  • a condizione che la retribuzione imponibile, su base mensile per tredici mensilità, non sia superiore a 2.692 euro.

Cercando di quantificare lo sconto, un dipendente con retribuzione annua di 20 mila euro otterrà un bonus di circa 135 euro annui (160 è il premio lordo, ma occorre togliere la maggiore Irpef pagata), quindi circa 10 euro al mese; un dipendente con retribuzione annua di 25 mila euro avrà uno sconto di circa 160 euro annui; quello con retribuzione di 30 mila euro annui riceverà un bonus di circa 190 euro annui.

Come cambia l'Irpef nel 2022

Un po' di altri numeri: l'Irpef trova una nuova applicazione e viene abolita l’Irap per il 41% dei contribuenti. Gli scaglioni Irpef passano da 5 a 4 e vengono tagliate di cinque punti le due aliquote intermedie: dal 27 al 25% e dal 38 al 35%. Saranno diverse rispetto al passato anche le formule di calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente, autonomo e pensioni. Ciò permette di eliminare alcune distorsioni.

La detrazione di base per i dipendenti rimane a 1.880 euro, ma fino a 15 mila di euro di reddito si sommano 1.200 euro percepiti come “bonus 100 euro” (ex bonus 80 euro), conteggiati ancora in modo separato. Da 15 mila a 40 mila euro di reddito il bonus viene riassorbito nella nuova formula. La detrazione fissa per i pensionati sale a 1.955 euro e così la no tax area (sotto non si pagano tasse) da 8.125 a 8.500 euro. Mentre la detrazione degli autonomi sale a 1.625 euro e la no tax area passa da 4.800 a 5.500 euro.

In sintesi:

Irpef: la tassazione oggi

fino a 15mila euro 23%
da 15mila a 28mila euro 27%
da 28mila a 55mila euro 38%
da 55mila a 75mila euro 41%
oltre 75mila euro 43%

Irpef: come potrebbe essere dopo la riforma

fino a 15mila euro 23%
da 15mila a 28mila euro 25%
da 28mila a 50mila euro 35%
oltre 50mila euro  43%

Il taglio dell'Irpef dovrebbe portare guadagni soprattutto ai ceti medi, con risparmi in busta paga che potrebbero superare i 700 euro annui per alcune fasce di contribuenti del terzo scaglione, attualmente compreso tra 28mila e 55mila euro. Per la struttura progressiva dell'imposta, la riduzione delle aliquote del secondo e terzo scaglione sarà estesa a tutti.

Aumenti in busta paga 2022

Di fatto sorride chi ha un reddito tra i 30mila e i 60mila euro lordi l'anno, più o meno 7 milioni di contribuenti. Le elaborazioni della Fondazione studi consulenti del lavoro ci permettono di proporre alcuni esempi utili concreti per capire cosa ci attende con il passaggio da cinque a quattro scaglioni Irpef. I consulenti del lavoro hanno analizzato alcuni casi tipo che rientrano nella media dei redditi italiani. Il primo è a 20mila euro l'anno: l'Irpef attuale, senza considerare alcun tipo di detrazione, è pari a 4.800 euro. Dal 2022, con il passaggio del secondo scaglione dal 27% al 25%, scenderebbe a 4.700 euro con un beneficio di 100 euro.

aumenti busta paga reddito 20mila euro-2

Se c'è un unico percettore di reddito da 30mila euro, si passa da un'Irpef lorda di 7.500 euro a 7.200 euro. Il vantaggio è di 300 euro concentrato su un'unica persona.

aumenti busta paga reddito 30mila euro-2

In una famiglia con due lavoratori e reddito complessivo di 45mila euro, equamente distribuito e quindi pari a 22.250 euro a testa, non tenendo conto delle detrazioni per i figli a carico, il passaggio per ciascun contribuente è da un'Irpef lorda di 5.475 euro a 5.325 euro, con un beneficio di 150 euro a testa, pari a 300 euro per il nucleo. Il beneficio, dunque, sale all'aumentare del reddito.

Con un reddito lordo annuale di 40mila euro, invece, il risparmio diventa di 620 euro: l'imposta lorda di 11.520 euro dovuta oggi sarebbe di 10.900 euro dopo la riforma. Se il reddito sale a 80mila euro, il risparmio è invece di 270 euro, quindi più basso: l'imposta lorda di 27.570 euro dovuta oggi sarebbe di 27.300 euro dopo la riforma. Fino a 15mila euro, salvo interventi sulle detrazioni fiscali, non ci sarebbero vantaggi perché per questa fascia di reddito l'aliquota rimane del 23%. Accanto alla nuova riforma delle aliquote Irpef, la rimodulazione delle detrazioni (con il completo assorbimento del bonus Renzi) e della no tax area (ma solo per gli autonomi, da 4.800 a 5.500 euro), dovrebbe evitare bruschi salti di prelievo da uno scaglione all'altro e assicurare meno tasse per tutti.

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