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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Spending review

L'aumento in busta paga c'è: "E' come avere la quattordicesima"

Approvato il Documento di economia e finanza. Renzi: "Abbiamo guardato con estrema prudenza e aderenza alla realtà". Le coperture per l'aumento in busta paga "ci sono": 4,5 miliardi dalla spending, 2,2 da Iva e Banca d'Italia

ROMA - La prima prova economica è superata. O, quanto meno, non è andata peggio delle aspettative. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il Def, "un documento molto serio e rigoroso" nelle sue previsioni, ha detto il premier Matteo Renzi, sottolineando che "le previsioni sono molte rigorose". A tutte le stime, ha aggiunto Renzi, "abbiamo guardato con estrema prudenza e aderenza alla realtà". Il dato della crescita nel 2014 che il Def prevede allo 0,8% è una stima "prudente e aderente alla realtà, ma sarei contento se fossimo smentiti in positivo". Nonostante la crescita si mantenga bassa, le copertura per i famosi ottanta euro in busta paga sono state trovate. 

TAGLIO IRPEF - Le coperture per il taglio dell'Irpef dalla busta paga di maggio "ci sono, come avevamo detto in Parlamento", ha aggiunto Renzi illustrando il Def e spiegando che "per il 2014 servono 6,7 miliardi di euro, i due terzi visto che si parte da maggio e quindi 8 mesi su 12. E sono le seguenti: 4,5 miliardi dalla spending, anche se il documento di Cottarelli dice 6 miliardi; gli altri 2,2 miliardi vengono dall'aumento del gettito Iva e dall'aumento della tassazione sulla rivalutazione della Banca d'Italia: saranno le banche a concorrere a questo esercizio". Grazie ai tagli Irpef gli italiani che guadagnano meno avranno una quattordicesima: "Gli italiani hanno la 14esima grazie a questa operazione. Pensiamo sia un fatto di giustizia sociale, non è demagogia elettorale. In questi anni alcuni hanno preso tanto, per non dire troppo. Per esempio i manager pubblici, che con il decreto del 18 aprile non potranno prendere più del presidente della Repubblica".

"Tutto questo lavoro lo stiamo facendo con il mantenimento dei parametri europei entro i limiti e, soprattutto, al 2,6%. L'Italia chiede di cambiare l'Europa mantenendo i parametri e gli impegni. Noi siamo uno dei non molti paesi che rispetta i parametri europei e proprio per questo ci sentiamo titolati a chiedere che l'Europa nel secondo semestre 2014 rifletta su sé stessa".

TETTO MANAGER PUBBLICI - I manager pubblici avranno un "tetto" di "238mila euro", ma saranno esclusi i vertici delle aziende quotate. Il presidente del Consiglio lo ha detto ieri durante la conferenza stampa: "Non riguarda le aziende quotate che hanno un meccanismo loro. Ora non possiamo nominare persone che guadagnino più di quella cifra lì". Renzi ha citato Olivetti secondo il quale "un Ad di un'azienda non deve prendere più di dieci volte" lo stipendio dei suoi dipendenti. "Ancora non siamo a questo, però abbiamo dato una stretta molto significativa. Nella spending di Cottarelli la stima è tra i 350 e i 400 milioni di euro. Ma al di là della cifra, è importante il valore simbolico, culturale: se il manager dell'asl anziché guadagnare 300mila euro ne guadagna 200mila, alla fine del mese ci arriva bene; e se il manager dell'Asl smette di andare in auto blu, vi garantisco che campa lo stesso".

STIPENDI DIRIGENTI NELLA P.A. - Inoltre, gli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione verrano legati anche all'andamento del Paese. "Una parte della valutazione, per Chigi almeno, poi vediamo se anche per gli altri ministeri, sarà legata a obiettivi legati al sistema paese. Stiamo valutando degli indici: uno è quello del Pil, il più naturale; altri vengono dall'Istat, altri dall'Ocse, altri dalla World bank". In ogni caso "il 10% della retribuzione la prendi soltanto se il paese va bene. Come in azienda hai le stock option, non è possibile che il paese va male, hai il 42% di disoccupazione giovanile, il Pil è al -2,5% e il dirigente pubblico ha comunque il premio massimo. Con questa operazione inizia a pagare chi non ha mai pagato e a riscuotere chi non ha mai riscosso" ha spiegato il premier.

INTERVENTO PER INCAPIENTI - Dettagli non ne fornisce, ma Matteo Renzi assicura: nel decreto del 18 aprile per il taglio Irpef "c'è una soluzione tecnica anche per gli incapienti". Il premier ha spiegato che "quelli che ricevono meno di 25mila euro lordi all'anno sono circa 10 milioni e con gli incapienti sono circa 14 milioni. Il 18 ci sarà nel decreto l'individuazione fascia per fascia". La "soluzione tecnica" per gli incapienti, ovvero i contribuenti con un reddito talmente basso da essere esclusi dal taglio Irpef deciso dal governo, potrebbe arrivare con un provvedimento ad hoc e con coperture aggiuntive rispetto a quelle individuate per il taglio Irpef. E' quanto hanno spiegato fonti di palazzo Chigi, dopo che Renzi ha annunciato appunto che anche per gli incapienti ci sarà una "soluzione tecnica".

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