Imu, Tari e addizionali Irpef: ecco in quali comuni aumentano le tasse

Non sono poche le amministrazioni che quest'anno hanno rivisto al rialzo le tariffe dei tributi locali. Ma ci sono anche sindaci che hanno scelto di diminuire il carico fiscale

Foto di repertorio

Altro che tagli, secondo uno studio della Uil non sono pochi i contribuenti che dovranno pagare più tasse per effetto dei ritocchi a Imu, Tari e addizionali comunali Irpef decisi da molte amministrazioni locali. A seguito della rimozione del blocco delle aliquote dei tributi locali, gli enti locali possono infatti da quest’anno manovrare di nuovo la leva fiscale. E a quanto pare c’è chi si è già mosso in questo senso.

A fotografare l'andamento delle imposte locali, nonostante il quadro non sia ancora completo dal fronte comuni, è uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil sulle tre maggiori imposte e tasse dei comuni, Imu/Tasi, Irpef Comunale e Tari. La buona notizia è che le Regioni finora non hanno apportato aumenti di aliquote, quella cattiva è che la situazione sul fronte tasse comunali è "diversa e variegata".

È bene premettere che secondo il sindacato non sono molti i Municipi che stanno rivedendo le aliquote e le tariffe, ma si tratta comunque di "ritocchi di peso": più contenuti gli aumenti Imu/Tasi, mentre più pesanti i ritocchi sul versante delle addizionali comunali Irpef là dove invece il quadro che riguarda la Tari (Tassa Rifiuti) è più variegato. Oltre ai rincari si registrano inoltre perfino alcune riduzioni. 

In quali città aumentano le addizionali comunali Irpef

Come dicevamo molti amministratori hanno fatto leva sulle addizionali comunali Irpef che incidono direttamente sulle buste paga. Alla data del 26 Luglio, su 4.078 Comuni, che hanno comunicato le loro scelte sul sito del Ministero dell'Economia, 566 (il 14% del totale) hanno scelto di aumentare le aliquote o di rimodulare le esenzioni abbassandone la soglia. Tra questi 7 città capoluogo di provincia (Mantova, Rimini, Barletta, Avellino, Trapani, Lecce e Carrara).

A Barletta, che suddivide l'aliquota in base al reddito, l'aliquota sul primo scaglione di reddito (15 mila euro) passa dallo 0,2% allo 0,5%; quella sul secondo scaglione di reddito (fino a 28 mila euro) passa dallo 0,4% allo 0,6%; quella fino a 55 mila euro di reddito passa dallo 0,6% allo 0,7%. 

Ad Avellino l'aliquota passa dallo 0,7% allo 0,8%, confermando la soglia di esenzione a 15 mila euro; anche a Lecce passa dallo 0,7% allo 0,8% confermando la soglia di esenzione a 12.500 euro; mentre a Carrara da un sistema di aliquote progressive che andavano dallo 0,44% allo 0,8% quest'anno viene applicata l'aliquota unica dello 0,8%. A Trapani la soglia di esenzione viene ridotta da 13 mila euro a 10 mila euro. 

Mantova e Rimini hanno, invece, deciso di abbandonare l'aliquota ''piatta'' per il sistema degli scaglioni progressivi di reddito. Rispettivamente a Mantova fino allo scorso anno c'era l'aliquota dello 0,4% e da quest'anno si applicheranno aliquote comprese tra lo 0,38% e lo 0,8%; mentre a Rimini dallo 0,3% dello scorso anno si passa ad aliquote comprese tra lo 0,55% e lo 0,8%.

I comuni dove le addizionali sono diminuite

Oltre ai rincari ci sono 122 comuni che hanno scelto di diminuire il carico fiscale tra cui Bologna e Forlì.A Bologna la soglia di esenzione passa dai 14 mila euro dello scorso anno ai 15 mila euro di quest'anno; a Forlì la soglia è stata portata a 15 mila euro a fronte degli 8 mila dello scorso anno; Lucca ha diminuito la prima aliquota (dallo 0,59% allo 0,58%); mentre Pisa aumenta la soglia di esenzione da 12 mila a 15 mila euro.

In quali città è aumentata l’Imu

Per quanto riguarda l’Imu le aliquote sono state riviste al rialzo in oltre 215 Comuni, tra cui 4 Città capoluogo (Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino). Di segno opposto, dice ancora la Uil, le scelte fatte a Firenze, Grosseto, Pavia, Lucca, Taranto, Vercelli dove le aliquote scendono. Poi ci sono moltissimi Comuni compresi alcuni capoluoghi, che, senza abbassare le aliquote, hanno però semplificato il sistema con l'accorpamento della Tasi all'Imu.

E la Tari?

Dalla rilevazione della Uil è emerso che per una famiglia con abitazione di 80 mq e quattro componenti la Tari è aumentata in 44 Città capoluogo di Provincia (4 Città su 10), tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze Trapani e Venezia.

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Nelle Città metropolitane, invece, la Tari aumenta del 17,9% a Catania; a Napoli e Messina dell'1,9%; a Palermo dell'1,5%; a Genova dello 0,8%; a Torino dello 0,7%. Rimane invariata a Bologna, Bari, Reggio Calabria, Milano e Roma.

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