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Giovedì, 19 Maggio 2022
La stangata

Schizza il prezzo della benzina

L'aumento dei costi potrebbe pesare sulle famiglie mediamente 570 euro all'anno

Il carburante sale. Schizzano i prezzi sia di benzina che di gasolio e le associazioni dei consumatori suonano l’allarme chiedendo un intervento della politica. Intanto a che punto siamo con i prezzi? Risulta chiaro dai numeri del Ministero per la transizione ecologica (Mite). 

In una settimana il prezzo della benzina è aumentato di 8 centesimi, che è arrivata a costare 1.953 euro al litro in media tra il 28 febbraio e 6 marzo scorso, secondo la rilevazione del Mite. In alcuni casi anche oltre i 2 euro. Non poco se si pensa che la settimana precedente, il prezzo era di 1,870 euro al litro. Stesso problema per il gasolio, che soffre un rialzo identico a quello della benzina. Più 8 centesimi, arrivando a 1,829 euro al litro rispetto a 1,740 euro della settimana tra il 21 e il 27 febbraio. Aumenta anche il gasolio per il riscaldamento, che sale a poco più di 15 centesimi: 1.715,92 euro al litro da 1,565 euro della settimana prima. Dunque, da inizio anno, la benzina ha subito un rincaro del +13,3%, mentre il gasolio è aumentato del +15,2%, con un maggiore costo per un pieno ad un'auto di media cilindrata pari a +12 euro. 

Ma come si traduce tutto questo sul portafoglio delle famiglie italiane? Se i prezzi dovessero rimanere invariati e non spostarsi dall’aumento recente, si sta parlando di mediamente altre 570 euro annui a famiglia. Questo lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi dal Mite. ''E mentre in Italia imprese e attività produttive si fermano non potendo più sostenere i costi impossibili dei carburanti, il Governo resta a guardare e le casse dello Stato si arricchiscono grazie all'escalation dei prezzi alla pompa e alle tasse su benzina e gasolio - denuncia il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Un comportamento immorale considerato l'ampio margine dell'esecutivo per intervenire su Iva e accise e calmierare i listini''. 

Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, avverte che "ora non basta più una riduzione delle accise di 20 cent per far scendere i prezzi a livelli normali, ne servono almeno trenta". La benzina "non era mai era stata così cara visto che all'epoca un litro costava appena 90 cent - prosegue - Battuto il precedente primato ottenuto il 10 settembre 2012 quando si impennò fino a 1,890 euro. Se i rialzi dei mesi passati dipendevano dall'insufficiente rialzo della produzione di petrolio dei paesi Opec+, il balzo stratosferico di questa settimana è un'evidente speculazione di chi scommette cinicamente sul blocco delle importazioni dalla Russia, stop che per ora non c'è”. Poi il presidente dell’associazione consumatori attacca il Governo che “continua il suo lungo letargo sul caro carburanti, facendo finta di niente, così da poter incassare in silenzio milioni aggiuntivi grazie all'Iva. Ma ora con la guerra in Ucraina o si sveglia e frena il decollo dei prezzi dovuto ai beni energetici o l'inflazione travolgerà le famiglie e il loro potere d'acquisto". 

Intanto in Italia è già corsa per cercare la pompa di benzina più economica. Nel bresciano sono arrivati in massa, anche fuori provincia, per fare il pieno di gas, benzina o diesel al distributore con la benzina a meno di 2 euro. Così ci si prepara agli ulteriori rincari. 

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