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Sabato, 26 Novembre 2022
Verso la finanziaria

Cuneo fiscale: la proposta per aumentare gli stipendi e ridurre il costo del lavoro

Confindustria torna a chiedere un taglio di 16 miliardi, di cui due terzi a favore dei lavoratori. La sforbiciata al cuneo è una delle priorità del governo che però ora prende tempo

"Non serve una spending review ma serve coraggio per un taglio 'choc' del cuneo fiscale di almeno 5 punti". Lo dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che dal palco dell'assemblea di Confindustria Bari e Bat torna sulla necessità di tagliare drasticamente le tasse sul lavoro per restituire potere d'acquisto alle famiglie e alleggerire le imprese.

"Tra gli annunci del governo manca una cosa fondamentale: l'intervento sul taglio del cuneo fiscale" sottolinea Bonomi. "Noi abbiamo un cuneo fiscale troppo alto, il 46,5%, il più alto tra i paesi Ocse e in questo momento c'è una fascia di italiani che sta soffrendo ed è innegabile. Soprattutto quelli sotto i 35 mila euro di reddito. Noi a queste persone, in presenza di una inflazione a doppia cifra, dobbiamo mettere soldi in tasca e lo abbiamo detto".

Quanto costerebbe un intervento "choc" come quello chiesto dal presidente di Confindustria? Secondo Bonomi la spesa da mettere in conto sarebbe pari a circa 16 miliardi. Il taglio del cuneo sarebbe per "due terzi a favore dei lavoratori e un terzo a favore delle imprese - dice il presidente degli industriali - perché è corretto dare più a loro e vuol dire mettere in busta paga 1200 euro in più, una mensilità in più per tutta la durata lavorativa perché il taglio è strutturale". 

Taglio del cuneo fiscale: il governo ragiona sulle risorse

La proposta di Bonomi (su cui Confindustria insiste da tempo) è praticamente identica a quella di Fratelli d'Italia. La riduzione del cuneo di 5 punti percentuali per i redditi da lavoro fino a 35mila euro (per due terzi a favore dei lavoratori e un altro terzo a favore delle imprese) era stata già indicata come priorità da Giorgia Meloni in campagna elettorale. 

Certo la spesa sarebbe importante e in questo momento la priorità resta il caro energia. Per questo gli esponenti della maggioranza non si sbilanciano. O almeno non tutti. Se per il ministro del Lavoro, Marina Calderone, "restituire il potere d'acquisto alle retribuzioni e ridurre il cuneo fiscale devono essere obiettivi raggiungibili in tempi brevi", il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso ammette che il taglio del cuneo sarà realizzato "gradualmente", ma dovrà comunque consentire "di aumentare lo stipendio reale di lavoratori". 

"Il taglio del cuneo si può fare in tanti modi - ha spiegato invece  il sottosegretario all'Economia Federico Freni -, non c'è un solo modo per fare il taglio del cuneo, si sta valutando con una premessa, che l'obiettivo principale di tutto è il fabbisogno energetico. Quindi una volta colmato il fabbisogno energetico, con quello che resterà valuteremo cosa fare e come fare. Certamente - ha messo in chiaro - il taglio del cuneo è una delle priorità".

Il governo dunque ragiona sulle risorse. Confindustria chiede coraggio. Per Bonomi serve un intervento choc, "un intervento di zero virgola o di pochi punti non serve" ribadisce. "Occorre avere il coraggio di fare un intervento di oltre 5 punti di taglio, i famosi 16 miliardi e "non credo che si possa pensare di utilizzare solo la spending review" anche perché, argomenta, stando "agli annunci fatti si ipotizzano 4 miliardi in 3 anni".

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