Sabato, 16 Gennaio 2021

Assenze dal lavoro per malattia, per i primi tre giorni basterà un'autocertificazione

E' la proposta appena arrivata in commissione Affari Costituzionali al Senato. Piace anche ai medici, che vedrebbero alleggerito il loro lavoro mentre il paziente sarebbe più "responsabilizzato"

"Autogiustificare" i primi tre giorni di assenza per malattia dal lavoro: questa la proposta presentata dal senatore del Gruppo Misto Maurizio Romani, appena arrivata in commissione Affari Costituzionali del Senato con il sostegno della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), che da anni sollecitava questa revisione della legge Brunetta. 

ASSENZE PER MALATTIA, COSA CAMBIA

Il testo si compone di appena due articoli e prevede che in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso a comunicarlo al medico - sotto la sua esclusiva responsabilità. Sarà poi quest'ultimo poi a inviarne comunicazione telematica all'Inps e al datore di lavoro. 

L'IDEA PIACE ANCHE AI MEDICI

"Ci sono disturbi, come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili - dice Maurizio Scassola, vicepresidente della Federazione Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all’interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentato. Riteniamo che un’auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente, come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti paesi anglosassoni. Auspichiamo dunque un iter rapido e l’approvazione entro fine legislatura".

LOTTA AI "FURBETTI"

Il ddl ridimensiona inoltre le pene ai medici, anche per porre rimedio ad alcune contraddizioni ed eccezioni di incostituzionalità che erano state sollevate dalla Legge Brunetta. "Chi fa il furbo - spiega il senatore Romani, citato da Repubblica - si assume la responsabilità di aver fatto un'autogiustificazione falsa: non ha più le spalle coperte dal certificato del proprio medico curante, che si limita a fare da 'postino' inviando all'Ipns la dichiarazione del paziente,  e se la vede direttamente con il medico fiscale mandato dall'Inps. L'iter è appena cominciato ma, se c'è la volontà politica, si può approvare entro la fine della legislatura".

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