Spese per le autostrade e utili per gli azionisti: i conti di Autostrade per l’Italia

Nel periodo 2013-2017, secondo quanto risulta dai bilanci, Autostrade per l'Italia ha speso 2,1 miliardi per la manutenzione, sicurezza e viabilità dei 3.020 chilometri della rete di sua competenza

Nel mezzo delle polemiche seguite al crollo del ponte Morandi a Genova, le cifre aiutano a capire quale sia stata la gestione di Autostrade per l’Italia e della società Atlantia cui essa fa capo. Ecco allora cosa risulta dalle carte ufficiali della società.

Autostrade per l’Italia ha speso 2,1 miliardi per la manutenzione, sicurezza e viabilità dei 3.020 chilometri di rete autostradale di sua competenza nel periodo 2013-2017, secondo quanto risulta dai bilanci. Nell’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2017, si legge che "gli interventi effettuati da Autostrade per l’Italia e dalle altre concessionarie controllate italiane nel corso del 2017 per manutenzione, sicurezza e viabilità della rete in concessione (esclusi gli interventi su aree di servizio) ammontano a 444 milioni (pari a circa 147 mila euro a chilometro, ndr)". Lo stesso bilancio riferisce che "nel corso degli ultimi cinque anni gli investimenti in manutenzione, viabilità e sicurezza sono oscillati tra un minimo di 401 milioni nel 2014 e un massimo di 444 milioni lo scorso anno (2016, ndr)".

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Gli utili nello stesso periodo sono stati di 4,05 miliardi e per la maggior parte (3,75 miliardi, pari a quasi il 93%) sono stati distribuiti sono forma di dividendi all’azionista Atlantia. Oltre ai dividendi Atlantia ha beneficiato nel 2017 della distribuzione di 1,1 miliardi di euro di riserve disponibili, portando il saldo di quanto è affluito nelle casse della holding a circa 4,8 miliardi di euro nel quinquennio, di fatto più del doppio delle spese in manutenzione sostenute da Autostrade nello stesso arco di tempo.

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La distribuzione di dividendi e delle riserve ha fatto diminuire il patrimonio netto del gruppo di quasi 2 miliardi nel corso dello del 2017, facendolo scendere da 4,369 a 2,390 miliardi di euro. Gli utili hanno toccato l’apice nel 2017, con 968 milioni di euro, e il minimo nel 2016, con 619 milioni di euro (la cedola di quell’esercizio è stata però rimpinguata con la distribuzione di 1,1 miliardi di riserve).

Dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala

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