Sabato, 18 Settembre 2021
BENZINA

Autostrade, benzinai in sciopero: "Basta tasse, così chiudiamo tutti"

I gestori degli impianti autostradali contro la sovrattassa imposta sul carburante: "Il settore va riformato, non è più sostenibile"

Nemmeno il parere contrario di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione, sembra aver incrinato il feeling tra il governo e le società che controllano le autostrade. In pochi però sanno che oltre al rinnovo 'automatico' delle concessioni (confermato dal governo nonostante le perplessità di Cantone), negli ultimi anni i vari Gavio, Benetton e Toto hanno goduto di ben altre 'prebende' che nessuno a Palazzo Chigi si è mai sognato di mettere in discussione. 

Ora ci provano le associazioni dei gestori di impianti stradali (Anisa Confcommercio, Faib Confesercenti e Fegica Cisl) con uno sciopero che il 4 e 5 marzo costringerà molti automobilisti a fare a meno dell’autostrada. L’obiettivo è duplice: da un lato abolire l’odiosa sovrattassa sul carburante, dall’altro arrivare ad una razionalizzazione del settore. Vediamo meglio di cosa si tratta. 

LE TASSE SUL CARBURANTE - In sostanza le società autostradali ricevono una royalties dalle compagnie petrolifere di 18 centesimi per ogni litro di carburante. Una sovrattassa che, secondo le associazioni di categoria, sarebbe responsabile - insieme all’aumento dei pedaggi - della crisi che ha colpito i gestori di impianti autostradali (autogrill compresi). "I consumatori devono sapere che in autostrada comprare un panino o fare benzina costa di più perché le concessionarie incassano una prebenda sui servizi", spiega a Today Alessandro Zavalloni di Fegica Cisl. 

IL 'BALZELLO' - E il costo della roayalties continua ad aumentare: dalle 25 lire del 2001, ai 18 centesimi di oggi. Un balzello che secondo le associazioni di categoria dovrebbe essere azzerato. "Le società concessionarie potrebbero accontentarsi degli esosi pedaggi che invariabilmente aumentano al 1° gennaio di ogni anno. Per i consumatori vorrebbe dire risparmiare dai 16 ai 20 centesimi per ogni litro di carburante".


RIFORMA DEL SERVIZIO - Altro aspetto discusso è la razionalizzazione del servizio, ovvero la chiusura di alcuni degli oltre 450 impianti presenti sulla rete autostradale. "Noi siamo i primi a chiedere che alcuni dei gestori chiudano, perché così il settore non è sostenibile: in Italia c’è un impianto ogni 30 km, contro una media europea di 50-60km. Con questo non intendiamo dimezzare gli impianti dall’oggi al domani, ma se non altro iniziare a muoverci in questa direzione". Secondo La Fegic Cisl, molti dei lavoratori potranno essere riassorbiti con l’ammodernamento della rete, per altri scatterà un fondo indennizzo "che è già disponibile". Del resto quello dei gestori di impianti sembra un vicolo cieco: "Se si continua così rischiamo di chiudere tutti".  

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