Che cosa ha deciso il Consiglio dei ministri su Autostrade, voto a settembre e misure anti-Covid

L'intesa passa dall'ingresso di Cdp con il 51%. Nessuna revoca. Ci sarebbe infatti il passo indietro dei Benetton che apre all'accordo su Autostrade per l'Italia. Conte ha anche firmato il nuovo Dpcm per la proroga fino al 31 luglio delle misure anti-Covid. Via libera alla data del referendum sul taglio dei parlamentari

Il premier Conte davanti a Palazzo Chigi (Foto: Ansa, archivio)

Nessuna revoca. Ci sarebbe infatti il passo indietro dei Benetton che apre all'accordo su Autostrade per l'Italia. L'intesa passa però dall'ingresso di Cdp con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company. E da una revisione complessiva della concessione, a partire dai risarcimenti fino alle tariffe. All'alba di mercoledì dopo sei lunghe ore di riunione, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all'uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell'azionariato, poi con un'ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi.

Ai ministri Roberto Gualtieri, che ha portato sul tavolo del Cdm la proposta finale dell'azienda, e Paola De Micheli è stato dato il mandato a definire gli altri aspetti dell'accordo. Sul tavolo il premier Giuseppe Conte fino all'ultimo tiene l'arma della revoca: "Se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca", spiega un ministro. Tempi strettissimi, dunque, per iniziare a disegnare e definire la 'diluizione' delle quote di Benetton in Autostrade per l'Italia.

"Un risultato molto positivo, difficile da immaginare come possibile solo qualche giorno od ora fa". Così Dario  Franceschini, raggiunto telefonicamente dall'Adnkronos al termine del  Cdm, parla dell'esito del confronto su Aspi. "Con il percorso  previsto, che porterà all'entrata in Aspi di Cdp e di altri  investitori istituzionali, l'uscita progressiva degli attuali  azionisti di maggioranza e la trasformazione di fatto in una public  company a controllo pubblico, si è trasformata una situazione  difficile in una grande opportunità", rimarca il capo delegazione Pd  al governo, che aggiunge: l'accordo raggiunto su Aspi è "merito del lavoro dei ministri De Micheli e Gualtieri e della guida del presidente Conte, la cui fermezza nel tenere sempre aperta la prospettiva della revoca ha consentito di arrivare a questo risultato insperato". Il piano sarebbe quindi quello di coinvolgere Cdp e una cordata di investitori in un aumento di capitale di Aspi per ridurre sensibilmente la presenza della famiglia Benetton nel capitale, con conseguente forte ridimensionamento nella governance della società.  La svolta è arrivata dopo una serrata trattativa tra le varie anime della maggioranza: Mit, Mef e Cassa depositi e prestiti hanno avuto il mandato di definire i dettagli della transazione che dovrà iniziare entro il mese di luglio e l'uscita graduale dei Benetton.

"Il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l'iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione" con Aspi "fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell'accordo transattivo". E' quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri. La proposta prevede specifici "punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario". I punti rilevanti sono: misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro; riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all'articolo 35 del decreto-legge "Milleproroghe" (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162); rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario; aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario; rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell`Autorità di regolazione dei trasporti (Art) e i ricorsi per contestare la legittimità dell'art. 35 del decreto-legge "Milleproroghe"; accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall`Art con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Il Consiglio dei ministri ha dato anche il via libera alla data del referendum su taglio dei parlamentari e delle elezioni suppletive per il Parlamento: si voterà il 20 e il 21 settembre.

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Il premier Conte ha anche firmato il nuovo Dpcm per la proroga fino al 31 luglio delle misure anti-Covid del Dpcm dell'11 giugno.

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