Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Multe autovelox su strade urbane: non tutte vanno pagate. A spiegare perché è la Cassazione

Come e quando è possibile ottenere l'annullamento della contravvenzione da autovelox? La Corte suprema in una sentenza ribadisce le regole

Non sono certamente poche le multe elevate ogni giorno per eccesso di velocità riscontrato con l'impiego di autovelox. L'infrazione viene contestata in maniera differita, mediante notifica al domicilio del proprietario del veicolo. Non sempre però, come evidenziato da una serie di sentenze della Suprema Corte di Cassazione, la contestazione è legittima: significa che è possibile fare ricorso per ottenere l'annullamento della sanzione.

Quando la contravvenzione è illegittima

La Corte di Cassazione ha stabilito alcuni principi fondamentali in materia di legittimità delle contestazioni differite relative alle infrazioni per eccesso di velocità rilevate mediante autovelox.

Autostrade e strade extraurbane

Su queste strade, individuate in base a precisi requisiti tipologici e strutturali dall'articolo 2, comma 2, lettere a) e b), del Codice della Strada, gli organi di Polizia Stradale, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 (limiti velocità) e 148 C.d.S. (sorpasso). La questione è ormai pacifica: agli automobilisti, deve essere fornita adeguata informazione sulla presenza dei dispositivi di controllo oltre che sui limiti di velocità presenti sulle varie tratte. In assenza di apposita segnaletica, la contestazione è illegittima e, quindi, può essere attivato ricorso.

Strade urbane

In città il Codice della Strada consente la contestazione differita dell’infrazione in deroga all'obbligo di contestazione immediata per i casi di eccesso di velocità rilevato mediante autovelox sulle sole "strade urbane a scorrimento" che, in base all'articolo 2, comma 3, lettera d, del Codice della Strada, sono quelle "a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate".

Per la legge, quindi, le strade a scorrimento sono quelle che presentano (nella loro interezza o anche solo in singoli tratti) banchina pavimentata a destra, marciapiede e apposite aree di sosta. Ed è solo su questo specifico tipo di strade che in città la legge consente di contestare in maniera differita eventuali infrazioni al codice della strada rilevate mediante autovelox.

Il decreto del Prefetto

Gli autovelox o, comunque, i mezzi tecnici di controllo possono essere utilizzati o installati sulle strade urbane a scorrimento (o su singoli tratti) individuati con apposito decreto del Prefetto. E' dunque il Prefetto, sentiti gli organi di polizia stradale competenti per territorio e su conforme parere degli enti proprietari, ad individua con provvedimento ad hoc le strade o singoli tratti che presentano le necessarie caratteristice, su cui non è possibile la contestazione immediata della contravvenzione - che richiede il fermo del veicolo - senza pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all'incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. 

Se la strada o il tratto in cui è posizionato l'autovelox non è ai sensi di legge una strada a scorrimento e se non è espressamente individuata come tale in apposito decreto prefettizio, la contestazione differita dell'infrazione è illegittima e la sanzione va annullata, come spiega la Cassazione con sentenza n. 8635/2020 della Cassazione.

Carenza di motivazione

La Cassazione, con recentissima sentenza n. 23551 pubblicata il 27 ottobre 2020, ha chiarito che nella contravvenzione differita per eccesso di velocità rilevato mediante autovelox su strada urbana a scorrimento devono essere riportati gli estremi del decreto prefettizio che inserisce la strada su cui è stato posizionato l'autovelox tra quelle in cui la contestazione immediata non può essere effettuata senza pregiudizio alla sicurezza: "In tema di sanzioni amministrative conseguenti al superamento dei limiti di velocità accertato mediante "autovelox" - spiega infatti la Corte nella sentenza - la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nella contestazione differita integra un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio che pregiudica il diritto di difesa e che non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione, potendo essere desumibili le ragioni che hanno reso impossibile la contestazione immediata solo dal detto decreto (di cui non è necessaria l'allegazione), cui è rimesso, per le strade diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, individuare i tratti ove questa è ammissibile".  Dunque se la contravvenzione non fa espresso riferimento al decreto del Prefetto, la contravvenzione è illegittima per "carenza della motivazione". Ovviamente, per non pagare, è necessario attivare - entro i termini - apposito ricorso e ottenere una sentenza di annullamento.

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