Domenica, 7 Marzo 2021
Le città più in affanno

I settori piu colpiti dalla crisi in Italia e il rischio boom del lavoro nero

Secondo i calcoli dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre le agenzie di viaggio e i tour operator hanno perso addirittura il 73,2 per cento. Anche palestre e cinema non vedono la luce in fondo al tunnel. Sono 292 mila le aziende in seria difficoltà

Lo scenario è desolante. Perdite di fatturato che superano il 70% nel 2020 per alcuni settori del commercio, dei servizi alla persona e dell'intrattenimento. La crisi ha colpito indistintamente tutti, ma c'è chi sta soffrendo più di altri. 

Sono 292 mila le aziende in seria difficoltà

Secondo i calcoli dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre le agenzie di viaggio e i tour operator hanno perso il 73,2%; attività artistiche, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri il 70%. Vediamo l'elenco completo elaborato dall'associazione:

  • agenzie di viaggio e tour operator -73,2 per cento;
  • attività artistiche, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri -70 per cento;
  • alberghi e alloggi -53 per cento;
  • bar/ristoranti -34,7 per cento;
  • noleggio e leasing operativo -30,3 per cento;
  • commercio/riparazione di autoveicoli e motoveicoli -19,9 per cento.

Secondo una recente indagine Istat, ricorda una nota dell'associazione, sono 292 mila le aziende che si trovano in una situazione di seria difficoltà. Attività che danno lavoro a 1,9 milioni di addetti e producono un valore aggiunto che sfiora i 63 miliardi di euro. Il numero medio di addetti per impresa di queste aziende a rischio chiusura è pari a 6,5. "E' evidente - sottolinea la Cgia - che non tutti questi operatori economici chiuderanno definitivamente i battenti, tuttavia con lo sblocco dei licenziamenti previsto entro la fine del prossimo mese di marzo molti degli addetti di queste attività rischiano di trovarsi senza un'occupazione regolare". La crisi determinata dalla pandemia potrebbe far aumentare a dismisura l'esercito degli abusivi e dei lavoratori in nero presenti in Italia: dei 1,9 milioni di addetti che rischiano il posto, una parte finirà ad ingrossare le fila dell'economia sommersa secondo la Cgia.

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Il Mezzogiorno è l'area più colpita dalla crisi

La crisi ha colpito indistintamente tutti, anche se il Mezzogiorno è l’area geografica che sta subendo più delle altre gli effetti negativi della pandemia,  sia da un punto di vista economico che sociale. Tuttavia, c’è un denominatore comune che caratterizza tutto il Paese: la crisi delle città d’arte ad alta vocazione turistica. Venezia, Firenze, Pisa, Roma, Verona, Milano, Matera, Padova, Siracusa, Napoli, Cagliari, Genova, Palermo, Torino e Bari sono alcuni dei Comuni individuati dal “decreto Agosto” che nel 2020 hanno subito un crollo verticale delle presenze turistiche straniere. A fronte di questa situazione, le filiere richiamate più sopra e ubicate in queste città sono risultate essere le più in affanno e probabilmente continueranno ad esserlo anche quest’anno.

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Il 2020 ci è costato 5.400 euro a testa

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