Mercoledì, 29 Settembre 2021
BANCHE E SCANDALI

Banca Etruria, sotto accusa il papà della Boschi e gli altri consiglieri del Cda

Sotto la lente dei megistrati l'intero Cda della banca, guidato da Lorenzo Rosi e dai suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi. Al vaglio degli inquirenti la liquidazione da un milione e 200mila euro concessa all'ex direttore generale Luca Bronchi

Svolta nelle indagini sul crac di Banca Etruria: sotto la lente dei magistrati, come riporta il Corriere della sera, è finito l'intero Cda della banca, guidato da Lorenzo Rosi e dai suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena.

Sotto osservazione c'è la liquidazione da un milione e 200mila euro che fu concessa dall'ultimo consiglio di amministrazione all'allora direttore generale Luca Bronchi.

Non si sa ancora ufficialmente se sia stato aperto formalmente un fascicolo, ma le fiamme gialle stanno verificando i verbali della seduta del Cda del 30 giugno 2014, quella nel corso della quale appunto fu deliberata la buonuscita milionaria di Bronchi.

L’obiettivo, scrive il Corsera, è evidente: "Ottenere il sequestro della somma elargita al manager, che è accusato di concorso nello stesso reato contestato agli amministratori". 

Bronchi è stato direttore generale di Banca Etruria dal luglio del 2008 fino alla fine di giugno del 2014, quando il cda ha approvato l’accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro finito nel mirino prima di Bankitalia e poi della magistratura.  

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